“Caro sindaco, il primo caporale sei tu!”
Martedì sera, 30 maggio, il movimento politico ‘Fratelli d’Italia Turi’ è sceso in piazza per una “operazione verità” nei confronti dei Turesi, sulla questione lavoratori stagionali marocchini che raccolgono le ciliegie.
L’intervento di Giovanni Settanni è stato come al solito duro e‘senza peli sulla lingua’. Settanni ha sottolineato “le perenni offese che gli agricoltori turesi stanno subendo pesantemente da parte del sindaco Coppi e da parte di quasi tutta l’amministrazione”.
“Il primo caporale è il sindaco! – ha tuonato Settanni – è lui che, con la creazione del ‘ghetto osceno’ giù al cimitero, sta foraggiando il caporalato.
Il sindaco, invece di sparare nel mucchio, mandasse i Vigili Urbani alle ore 5 nelle vicinanze del Palazzo Marchesale e scoprirebbe che, grazie a lui, Turi è diventata la piazza dello sfruttamento. Arrivano ormai da tutti i paesi. Sono pochissimi i turesi!”.
Poi ha preso la parola il coordinatore locale di FdI (Fratelli d’Italia), Giacomo De Carolis, il quale ha ribadito con forza “l’errore nell’aver consentito nuovamente a questi lavoratori extracomunitari regolari la possibilità di stazionare liberamente in un posto sacro, reso invivibile per colpa delle scelte dell’amministrazione comunale”.
A seguire l’intervento del dottor Massimo Sportelli, membro del direttivo di FdI Turi e consulente del lavoro, che ha fatto risaltare il dato della disoccupazione a Turi pari al 20% secondo l’Istat, cifra che rivela l’assoluta mancanza di azione politica per contrastare questa piaga sociale che, di fatto, trasforma in migranti i nostri giovani. Sportelli chiede all’amministrazione quale politiche sociali stia attuando nei confronti di tante famiglie in difficoltà, in primis famiglie composte da braccianti agricoliche hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese!
Per ultimo ha preso la parola Sandro Laera, consigliere comunale capogruppo di FdI Turi che, sollecitato da Giovanni Settanni, ha ripercorso un veloce excursus “sulla inefficienza amministrativa di una giunta colabrodo”.
Laera ha ricordato che, già da dicembre-gennaio in Consiglio comunale lui spronò la maggioranza a intervenire ben prima che si avvicinasse la campagna cerasicola. “Il sindaco e l’assessore comunale ai Servizi Sociali – ha dichiarato Laera – come al loro solito con un ‘ghigno’ faciale e di parole, avevano derubricato questa richiesta dicendo che era tutto sotto controllo e che quest’anno non si sarebbero fatti trovare impreparati. Una bugia paurosa! Solo per questa cosa, il sindaco si dovrebbe dimettere”.
“Arrivati a maggio – continua Laera – il sindaco ha scaricato nuovamente i ‘suoi compagni’ della Regione Puglia e si è trovato nei guai fino al collo, soprattutto dopo la precisa e dura relazione dell’Ufficio Igiene dell’ASL a firma del dott. Miale.
Una relazione precisa e che ha chiamato in causa il primo responsabile sanitario del Comune, cioè il sindaco, sulla scelta del luogo inappropriato ma anche sull’alta pericolosità igienico sanitaria.
Il sindaco,visto alle strette, in data 18 maggio ha iniziato la procedura e l’applicazione del decreto Minniti, valutando la possibilità di un allontanamento di queste persone con il famigerato, e dai noi consigliato in una conferenza stampa, Daspo urbano.
E così, il sindaco, scontrandosi con l’ala massimalista della sua compagine, cambia totalmente la strategia amministrativa e autorizza nuovamente il ‘campo’ autorizzato giù al parcheggio del cimitero. La copertura finanziaria di questa decisione assurda è l’utilizzo dei fondi statali non vincolati arrivati dal Viminale per i 33 immigrati ospitati nell’anno 2016. La somma a persona che arriva dallo Stato è di 500 euro. Altresì, il Ministero degli Interni consiglia con una nota di utilizzare questi fondi nel miglioramento fattivo dei Comuni interessati.
A Turi, con una scelta politica decisa e netta, l’amministrazione comunale, con lo zampino deciso della presunta comunista vicesindaco, ha distratto quei fondi per i turesi, destinandoli alla realizzazione di questo campo. Su questa scelta politica non è arrivata nessuna dichiarazione perché si vergognano pure loro”.
Sandro Laera ha ricordato ai presenti che, accanto a questa problematiche, c’è un problema di sicurezza. “Oltre ai lavoratori che bivaccano allegramente – conclude – bisogna aggiungere gli ospiti (70) presenti al centro del paese, rendendo la villa comunale un posto inospitale per i turesi. Perché il sindaco non si rende portavoce davanti alla Prefetto del pericolo,facendo richiesta ufficiale di mandare a Turi altro personale addetto alla sicurezza?”.
