A Turi Massimo Onofri
Raffinati e poliedrici i “pensieri in fumo” di Massimo Onofri, ospitato a Turi tra una tazzina di caffè ed una coppa gelato ai tavolini di Cristalli di Zucchero.
Accompagnato da Alina Laruccia, tra una ventina di amici ed estimatori dell’autore, una chiacchierata con i “Benedetti Toscani” è stata realizzata nella serata di domenica 25 giugno.
“Una bella serata con Massimo Onofri, con un bel pubblico attento e partecipe, una serata terminata al Setaccio con un’ottima pizza”. Sono i sapori di Turi, quelli che ha incontrato Onofri e chissà, ci chiediamo, se potranno rientrare nel suo prossimo lavoro letterario, creando quel legame fraterno con i ricordi ed i pensieri impressi nell’ultima pubblicazione “Benedetti Toscani”.
Accompagnati dal suono del violino che dalla Villa Comunale si è esteso sin all’interno dell’attività commerciale, Onofri ed Alina Laruccia hanno accompagnato i presenti lungo i suoi pensieri, “in fumo”. Perché ogni cassetto della sua memoria, ogni meandro della sua coscienza, ha come fedele amico il “Toscano”, un sigaro che cattura le sue confidenze e le trascina lontano.
Il sigaro è un amico fidato, a lui l’autore confida le emozioni suscitate dai libri che incontra, dai paesaggi aspri e assolati dell’amata Sardegna, dalla nativa e indimenticata Viterbo, dalle canzoni e dalle opere d’arte che tornano alla memoria. Pensieri immersi in un fumo liberatorio che, come suggeriva Mario Soldati, stendiamo, come un confortevole velo, tra noi e la vita. “Il mero gesto di accendere il sigaro, quando ci si è sistemati comodamente, diventa subito molto di più che l’inizio non eludibile di una bella, rotonda, fumata. L’accensione è, infatti, il primo atto d’un rito da scandire con fedele ripetitività ogni notte e, insieme, un’ostensione del piacere olfattivo e gustativo, seme necessario per un’immaginazione che sia gravida, oltranza di superstiziosa razionalità, di scaramantica riappropriazione, ogni volta diversa, del proprio destino”.
Massimo Onofri insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Collabora con Avvenire, Il Sole-24 Ore, L’Indice dei Libri del Mese e Nuovi Argomenti. Ha pubblicato, tra l’altro, “Storia di Sciascia” (1994-2004), “La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo” (2007, Premio Brancati per la saggistica), “Recensire. Istruzioni per l’uso” (2008), “Il suicidio del socialismo. Inchiesta su Pellizza da Volpedo” (2009), “L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi” (2011, Premio De Sanctis per l’Unità d’Italia), “Passaggio in Sardegna” (2015).
