Don Giovanni Cipriani: “Un sacerdote fanciullo”

Il Vescovo Favale inaugura la commemorazione del centenario della nascita del “padre” dell’Oratorio e della Banda Musicale
Sabato 28 novembre, la comunità parrocchiale dell’Ausiliatrice ha accolto festosa il Vescovo Favale, che ha presieduto la Santa Messa con cui si è dato inizio alle commemorazioni in occasione del centenario della nascita di don Giovanni Cipriani.
All’inizio della celebrazione, don Giuseppe Dimaggio, facendosi portavoce del saluto del sindaco Tina Resta, grata per la costante vicinanza alla nostra città da parte del Vescovo, ha ringraziato Monsignor Favale per dimostrare continuamente “il suo affetto di padre, il suo incoraggiamento”, sostenendo i fedeli “nell’accettare e nell’accogliere la volontà del Signore, ci sprona alla ricerca costante di Dio che ci fa scoprire la bellezza di essere stati amati e creati da lui”.
Don Giuseppe: “Un uomo spigoloso ma dal cuore grande”

A seguire, don Giuseppe si è speso in un sincero encomio delle virtù che don Giovanni Cipriani ha testimoniato con il suo ministero sacerdotale, improntato sulla “scommessa” dell’evangelizzazione dei bambini.
Parole appassionate e riflessioni intense che vi riproponiamo: «Al nostro Signore Gesù Cristo innalziamo la lode per il dono di don Giovanni Cipriani, della cui nascita si aprono oggi ufficialmente le celebrazioni del centenario, e unanimi lo ringraziamo per averci concesso per ben oltre cinquant’anni la sua presenza benevola che ha segnato la vita di un intero paese e ha contribuito a far progredire sia la comunità ecclesiale sia quella civile.
Non ho avuto il privilegio di conoscerlo ma mi è stata tramandata l’enorme ricchezza della sua eredità spirituale. Vicino alle famiglie delle quali condivideva ansie e problemi, attento nei riguardi dei più bisognosi, dedicò soprattutto le sue premure ai piccoli, così da fondare l’Oratorio e creare la Banda Musicale che ancora oggi porta il suo nome. Molti di quei bambini impararono da lui l’importanza della preghiera, l’amore per Dio e la carità cristiana. Sotto la sua guida i fedeli crebbero in numero e devozione. Giorno dopo giorno, don Giovanni trasformò i suoi concittadini in una comunità attiva, conquistata dal suo carisma e dalla forza del suo operato.
Uomo spigoloso, non facile, ma dal cuore grande e animato da un amore immenso per Cristo e per la Madonna, annunciava la parola di Dio con il suo essere presbitero. Le sue esortazioni offrivano un ricco compendio di spiritualità salesiana, puntando su Gesù, sulla carità pastorale, sull’affidamento a Maria Ausiliatrice, alla quale promise l’intitolazione della nostra chiesa se fosse riuscito a realizzare il suo sogno di diventare sacerdote».
Una strada per rendere imperituro il suo ricordo
«Alla luce del suo esempio – osserva don Giuseppe – ritengo giusto e doveroso che il suo ricordo rimanga imperituro nella memoria della comunità turese. Pensavamo che un modo potrebbe essere quello di intitolare a don Giovanni Cipriani una via del paese, ancora meglio se in prossimità dei luoghi dai lui fortemente voluti e realizzati – la sua chiesa e il suo Oratorio – come a voler rievocare la sua presenza nei posti a lui più cari e a rammentare con quella targa agli abitanti della sua città come si possa vivere mettendo la propria vita completamente al servizio del prossimo.
La Parrocchia Maria Santissima Ausiliatrice ha da tempo costituito un Comitato per la programmazione di ulteriori eventi a commemorazione di don Giovanni, purtroppo nessuna iniziativa né alcuna data sono state ancora individuate. La sua saggezza e la sua lungimiranza, Eccellenza, già nei mesi scorsi ci invitavano alla logica del “passo dopo passo” e ci esortavano a considerare fortemente “che quello che viviamo è un tempo di grazia, tempo in cui Dio ci sta parlando. Il Signore sta scuotendo il nostro torpore, le nostre rassicuranti abitudini”. “Ci sta chiedendo di scorgere i segni di una presenza che, seppure a volte nascosta, ci parla di un amore che è sempre all’opera perché conduce a compimento il disegno di Dio”.
Secondo i piani dell’Altissimo, dunque, superate con il suo aiuto e le limitazioni di questo difficile periodo, con infinite gioia e riconoscenza onoreremo la memoria del nostro don Giovanni Cipriani. Intanto ricordiamolo oggi nelle nostre preghiere e in questa solenne celebrazione eucaristica. E sull’esempio nobile e amorevole della vita di don Giovanni Cipriani chiediamo al Signore la grazia della perseveranza e il dono di altre vocazioni sacerdotali e religiose».
Mons. Favale: “Un prete tutto d’un pezzo”

Nell’omelia, anche il Vescovo Favale ha voluto «spendere una parola per commemorare il carissimo don Giovanni», che «è stato segno della Chiesa che consegna il Vangelo agli uomini e alle donne, perché sia la sorgente da cui attingere per mantenere fresca la propria esistenza».
«Nemmeno io ho avuto la grazia di conoscere don Giovanni – confessa il Vescovo – però, da quello che ho potuto ascoltare in questi anni, ho colto con mano che era animato da una passione interiore profonda. L’amore verso i giovani nasceva dal suo desiderio di condividere il Vangelo, la parola di verità». Un amore, una missione, che matura durante la II Guerra Mondiale, vissuta sul fronte albanese: è in quel momento che don Giovanni promette di «dedicarsi ai giovani della sua città», di essere «la mano della Chiesa in mezzo ai giovani per portare il Vangelo, per portare Gesù Cristo».
«In questi anni – sottolinea – ho sentito da tanti di voi la gratitudine per ciò che ciascuno ha potuto ricevere da don Giovanni. Anche quando in alcuni momenti poteva sembrare burbero, i suoi rimproveri, che nascevano da un cuore appassionato, erano segno di una tenerezza sconfinata, di aiutare voi a fondare la propria esistenza su Gesù Cristo e il suo Vangelo. È stato un prete innamorato del suo ministero, del Vangelo, della Chiesa di Cristo, dei giovani e si è speso senza misura per tutti questi ideali, anche avventurandosi. Penso a quando ha iniziato a mettere su l’oratorio, che non è stato facile: a volte è stato anche un po’ avventato in alcune decisioni, però tutto nasceva da un amore grande che bruciava nel suo cuore».
Rivolgendosi ai fedeli, chiamati ad essere “eredi del ministero pastorale di don Giovanni”, Monsignor Favale ringrazia il Signore «per averci donato don Giovanni: la sua lunga esistenza, quasi 91 anni, è un messaggio di speranza per tutti noi. Come vorrei che il suo ricordo, come quello di tanti altri sacerdoti che hanno speso le proprie energie nella nostra Chiesa, si mantenesse sempre vivo, anche attraverso l’intitolazione di strade come ha auspicato don Giuseppe ma io direi più ancora attraverso quegli insegnamenti che sono sempre validi per dare qualità alla nostra vita. E voi, questi valori che avete ricevuto da lui, trasmetteteli alle nuove generazioni: oggi don Giovanni ha bisogno di voi per continuare a trasmettere la passione per il Vangelo e Gesù Cristo».
«Chiedo alla Vergine Ausiliatrice, da lui teneramente amata, di tenere stretto sul suo cuore di mamma questo sacerdote fanciullo interiormente, un “piccolo” come Gesù ha chiesto ai suoi discepoli di essere, e di continuare a vegliare su questa comunità, sulla città di Turi e sull’intera nostra Diocesi, perché ci possano essere tanti altri generosi educatori delle nuove generazioni». «Don Giovanni che adesso è presso il trono dell’altissimo – conclude – interceda per tutti noi, e conserviamo viva la sua memoria anche con le altre iniziative che, passata questa fase così difficile della pandemia, auspico possano essere realizzate in modo che quanto lui ha seminato possa essere raccolto da tutti noi».
Foto di Nicola Perfido