Che “passa pass” ventoso!
Il richiamo della tradizione è ben più forte della paura che può fare un cattivo tempo. È infatti il vento, il liet motiv della mattinata del 25 aprile quando, ancora una volta, Turi e i turesi hanno risposto “presente” alla immancabile passeggiata del “passa pass”.
Con qualche minuto di ritardo, sfidando le raffiche di vento che soffiavano molto forte sulla nostra cittadina, si è dato il via alla manifestazione beneaugurante e, con la messa di Don Giovanni Amodio, le prime persone hanno affollato la piazzetta antistante la Chiesetta di San Rocco.
Con flemma e, con iniziale titubanza, sono poi giunte le prime famiglie, con bambini, padrini e madrine che, indossando la fascia annuale, si sono disposte su due file dietro l’effigie della Madonna dell’Annunziata, pronte a percorrere i consueti tre giri attorno alla Chiesetta.
Sono ormai 114 anni che l’antica tradizione si rinnova nella nostra cittadina, nella giornata della Liberazione dall’occupazione nazi-fascista e dei festeggiamenti in onore dell’Annunziata. Un corteo che anche quest’anno si è infittito di giro in giro, attorno al simbolo di Turi, la cappellina di San Rocco, per invocare la protezione della Madonna. Tre giri, preceduti dalla statua in legno dell’Annunziata, come richiede una tradizione importata a Turi nel 1903 e nata come evoluzione di un rito. Questa usanza fu spostata dal 25 marzo – giorno appunto dell’Annunziata- al 25 aprile da don Donato Totire nel 1950.
Il passa passa detto anche passata è la sopravvivenza di un antico rituale magico-religioso legato alla prevenzione e alla cura dell’ernia infantile. Nel tempo si è caratterizzato in diverse tipologie: passaggio attraverso un arco di foglie, un arco di pietra, una porta e poi un percorso circolare intorno ad un luogo sacro, come nel caso di Turi. Il passa-passa a Turi si svolge dal 1903, anno in cui i turesi hanno cominciato a disertare i passa-passa di Gioia del Colle e Rutigliano.
La data non è casuale, ma è legata alla storia della cappella di San Rocco, intorno alla quale si svolge il rito. Famiglie di notabili turesi costruivano cappelle in memoria dei loro defunti, o donavano risorse in favore di conventi e opere pie. Anche la dedica a San Rocco, santo taumaturgo di Montpellier, potrebbe avvalorare l’ipotesi di una vocazione popolare del restauro.
Attualmente a Turi il rito che si svolge il 25 aprile è una manifestazione di fede, ben articolata, un grande anello di piccoli a adulti che girano passo dopo passo intorno a tre isolati, compresa la chiesetta di San Rocco, presso Largo pozzi. Pregano la Madonna Annunziata affinchè protegga particolarmente i bambini e li liberi da ogni male, soprattutto dall’ernia, detto il male della Madonna.
