Rapine e pistole. Turi non è più sicura

Dopo l’ultimo colpo allo SMA, Carmine Catalano sbotta e annuncia una raccolta firme
Turi non è più da troppo tempo un’isola felice. Una volta si potevano lasciare le porte di casa aperte. Oggi i furti sono all’ordine del giorno: il supermercato SMA è stato colpito da un ‘raid’ di incappucciati armati per la terza volta in un anno! Nessun paese limitrofo vanta una tendenza recente, con frequena di furti, rapine e fenomeni criminali così inquietanti. Ci auguriamo che Turi non diventi l’ambientazione realisticamente perfetta di Arancia Meccanica. Coltelli e pistole fanno irruzione mentre le saracinesche dei market si abbassano, vanificando incassi di un’intera giornata. Ma non è solo una questione di soldi, anzi, è un fatto di sicurezza. Turi non è più un paese sicuro dove vivere, e questa disastrosa amministrazione comunale non dà sicurezza.
Intanto Carmine Catalano, esponente di “Turi Futura”, annuncia nella lettera che segue, l’avvio di una raccolta firme e illustra tre proposte concrete per fronteggiare il tema sicurezza locale, già attualizzate in altri comuni limitrofi come Polignano.
La lettera e le proposte di Catalano
Gentilissimo direttore, le scrivo l’ennesimo problema che c’è a Turi, riguardante la sicurezza dei cittadini.
Da quando si è insediata l’amministrazione Coppi per la sicurezza non ha fatto assolutamente nulla, ma soprattutto non ha stanziato un solo centesimo di euro per tutelare i cittadini di questa comunità. Ricordo al sindaco Coppi che lui, essendo il primo cittadino di Turi, deve tutelare persone, cose e animali che abitano questo territorio. Non lo dico io ma lo dice la Costituzione.
Circa otto mesi fa, dopo che si sono verificati vari furti in alcuni appartamenti e il danneggiamento dell’ufficio postale (la famosa ‘spaccata’), con conseguente interruzione del sevizio esterno del banco posta per circa otto mesi (solo pochi giorni fa è stato ripristinato) con disagi notevoli per i correntisti di Poste Italiane, il sottoscritto organizzò un incontro presso il bar Nottingham a dieci giorni dall’accaduto, con tutte le parti politiche del paese. Si dovevano avanzare delle proposte bipartisan per cercare di limitare i danni ai cittadini in termini di sicurezza. In quella occasione, proprio per la drammaticità dei fatti che ho elencato, invitai all’incontro: il segretario del PD Giuseppe Gravinese, il sindaco Coppi, il rappresentante di SeL Vito Notarnicola, Rifondazione Comunista, rappresentanti di Impegno per Turi, Fratelli D’Italia e Forza Italia, più il l’associazione Rinascita Civica. In particolare tutti mi diedero il loro consenso e la loro disponibilità.
Ingenuamente pensai che per la tutela delle persone, delle cose e degli animali non ci sarebbero state ideologie, né partiti, ma solo la consapevolezza di agire nel nome della legalità. A quell’incontro parteciparono solo Sandro Laera di Fratelli D’Italia, Paolo Tundo di Forrza Italia e una delegazione di Rinascita Civica di Rutigliano con il presidente avv. Giovanni Lorusso, e infine i giornalisti del territorio.
Le 3 proposte all’amministrazione
Qual era lo scopo di questo incontro? Era quello di mettere giù 3 punti chiave sotto l’aspetto sicurezza.
1° proposta: stanziare nei 5 anni di mandato dell’amministrazione Coppi una somma pari a 25mila euro per installare delle telecamere che dessero maggiore sicurezza ai residenti di Turi, ai commercianti e salvaguardassero i beni immobili sia pubblici che privati.
2° proposta: fare un contratto annuale con la vigilanza privata; per pattugliare Turi dalle ore 22 fino alle ore 7 del mattino, e intervenire in caso di necessità (come fanno a Polignano!), stanziando una somma non superiore ai 50mila euro annui.
3° proposta: installare una illuminazione pubblica più efficace.
Sono tutte cose fattibile e incoraggianti per i cittadini turesi. La settimana scorsa c’è stata l’ennesima rapina in un esercizio commerciale, 3 rapine in venti giorni!, le pare possibile tutto questo? Personalmente penso di no, e la pensano anche i turesi e non turesi che vivono questo paese, la pensano così anche i poveri commercianti già vessati, e tutte quelle persone e hanno a cuore Turi. Per questo avvierò nelle prossime settimane una raccolta firme su Turi affinché quelle tre proposte depositate 8 mesi fa, da parte mia, di Sandro Laera e di Paolo Tundo, possano essere almeno discusse e affrontate.
Nell’occasione chiedo ai cittadini, ai commercianti e a coloro che hanno diritto a maggiore tutela, di apporre una firma quando ce ne sarà bisogno. A fine petizione ci presenteremo tutti dall’amministrazione comunale per chiedere un intervento subito e senza nessun dubbio.
Signori, cari cittadini, nelle casse comunali c’è un avanzo primario di circa 280mila euro. È arrivata l’ora di investire come si deve una parte di quei nostri soldi, soldi di tutti, per l’incolumità dei cittadini. Basta parole, servono i fatti. E non fatevi prendere da qualsiasi forma di scetticismo, tirate fuori l’orgoglio, la fiducia e la vostra dignità, che sono di gran lunga più alte di qualsiasi politico o burocrate di questo paese.