Benvenuto “Chirù”

Una serata di grande partecipazione, quella organizzata da Alina Laruccia presso la Biblioteca Comunale cittadina. Ospite d‘onore, dopo sette anni d’assenza dal nostro paese, Michela Murgia con il suo Chirù.
Una biblioteca colma di curiosi ed appassionati, quella di domenica 21 febbraio, che ha visto accogliere lettori provenienti da diverse cittadine limitrofe e non per quest’occasione che in pochi hanno voluto perdere.
A guidare la presentazione, con grande maestria, la giornalista Annamaria Minunno, che ha intervallato le sue considerazioni ed interpretazioni del recente lavoro letterario della scrittrice sarda con le letture di Angela Antonacci e Alessandro Liguigli. Emozionanti le sue esecuzioni al violino, che hanno accompagnato l’intera serata in un crescendo di suggestioni e di approfondimenti che richiamavano la lettura di Chirù.
Ma chi è Chirù? “É un ragazzo da formare e la sua crescita avverrà con l’incontro di Eleonora, una donna che non ha figli, che non li ha voluti”.
Un personaggio misterioso, un ragazzo come tanti che, come qualsiasi ragazzo della sua età e della nostra epoca, frequenta i social network e comunica con gli altri attraverso la sua pagina. “Il libro di Chirù sarebbe uscito a novembre; ho aperto la pagina Facebook a luglio” – conferma la Murgia, ancora emozionata per i doni e l’accoglienza ricevuti. È Chirù Casti, personaggio inventato, quello a cui ogni iscritto al social può chiedere l’amicizia e che se i ragazzi hanno apprezzato, come ha confermato l’autrice, non è stato ben visto da molti altri. “Fu la stessa casa editrice a chiedere la motivazione di questo anticipo”. Appare essere stata una novità, quella della Murgia, di aver fatto parlare prima il suo personaggio, che le pagine del suo libro, una innovazione molto apprezzata dal pubblico che in breve tempo ha inondato la pagina del personaggio di Chirù di seguaci affamati di conoscere le vicende di questo ragazzo.
“Un ragazzo come tanti, che i genitori mandano al Conservatorio e nei confronti del quale ripongono tanti sogni e desideri” – aggiunge la Muninno. Però Chirù non si sente compreso dai suoi genitori ed è consapevole che molti dei progetti familiari, lui non riuscirebbe a realizzarli. In questo clima di turbamenti adolescenziali, trova posto, come un’ancora di salvezza, l’incontro con la quarantenne Eleonora. Un’attrice di professione, una maestra per il diciottenne, che gli insegna ad essere forte e “indossare le giuste maschere” per affrontare le situazioni quotidiane.
Una scrittura raffinata, pulita e fresca per riassumere un rapporto “ambiguo” tra maestra e allievo, tra detentrice dei segreti del diciottenne e la sua esigenza di raccontarsi e farsi capire. “Spesso, nell’adolescenza, non sono i genitori i detentori dei segreti dei ragazzi, bensì una figura esterna: dallo zio al cugino, al fratello, all’insegnante, all’istruttore. Così Chirù rivede in Eleonora la persona che meglio può capirlo, che può comprenderlo, sicuramente meglio dei propri genitori”.
Sfogliando il libro, si può percepire come Michela Murgia, di cui la critica apprezza la penna e la padronanza lessicale, ha reso il suo testo non una storia, bensì un saggio sui rapporti umani, toccando molte volte i sentimenti del lettore, nella loro profondità e nel loro intimo.