La Faldacchea ad Expò 2015

Già due sono stati gli incontri che il consigliere Antonello Palmisano ha organizzato con i produttori della Faldacchea e ce ne sarebbe in previsione anche un secondo con i B&B: “Quando si va per costruire – dichiara Palmisano – trovi entusiasmo tra le persone. È la voglia di fare quella che ti manda avanti”.
Nei due incontri, di cui l’ultimo si sarebbe tenuto giovedì 29 gennaio presso la biblioteca comunale, i produttori del tipico dolce turese avrebbero innanzitutto valutato l’idea di formare un’associazione e di depositare finalmente la ricetta della Faldacchea per farne un marchio riconosciuto. È prevista anche un’altra riunione, ma a data da destinarsi. In tal senso, sarebbe persino pronta una bozza di statuto della nascente associazione e una sorta di disciplinare per la preparazione del dolce.
“Hanno preso con molto entusiasmo l’idea di riunirsi perché capiscono bene quanto sia importante che vengano difesi i loro diritti nella produzione di un dolce tipico” – ci spiega il consigliere.
Si sarebbe discusso anche della partecipazione ad Expò: “Abbiamo probabilmente capito che la nostra Faldacchea non per forza deve essere un prodotto esportabile. Anzi, stiamo pensando di mandare un messaggio diverso ad Expò, visto che si parla di consumo consapevole del cibo: quello che non tutto è esportabile, alcuni prodotti costringono ad andare nel posto in cui vengono prodotti, per sedersi ed assaggiarli con calma, gustando anche la cornice che racchiude queste prelibatezze. Penso che la Faldacchea possa essere una buona portatrice di questo messaggio. Non tutto è fatto per la grande distribuzione. Questo si ripercuoterebbe positivamente anche sull’economia locale”.