“L’equilibrio del buon senso”

Gli auguri del sindaco Tina Resta con cui abbiamo ripercorso l’annus horribilis che volge al termine
Concludiamo quest’anno funesto con le parole del sindaco Tina Resta. Ciò su cui il primo cittadino si è soffermata è una sorta di “tagliando di controllo” dell’attività dell’Amministrazione; un consuntivo che «non può prescindere dalla catastrofe, prima sanitaria e ben presto socio-economica, dell’emergenza Covid-19». Difatti, la pandemia ha lasciato i sindaci inermi, con il fiato spezzato dalle sofferenze, anche psicologiche, della propria comunità; gettati nella mischia con pochi strumenti e tante incertezze, hanno dovuto lottare a mani nude contro le ricadute di quello che il primo cittadino giustamente definisce uno “tsunami”.
“TRAVOLTI DALLO TSUNAMI COVID”
«Quando ci siamo insediati, a giugno 2019, abbiamo trovato la prima spiacevole sorpresa: una macchina amministrativa che stentava a decollare a causa della mancanza di personale. Nonostante questo intoppo – asserisce il sindaco – eravamo pronti a compie¬re insieme ai cittadini un “cambio di passo”; eravamo determinati a costruire insieme un’opportunità di riscatto per Turi.
Avevamo un programma ben chiaro di quello che volevamo realizzare ma siamo stati travolti dallo “tsunami” dell’emergenza Coronavirus. Un fulmine a ciel sereno che, dal 5 marzo ad oggi, ha assorbito tutte le forze e l’attenzione dell’Amministrazione: ogni priorità è stata rimodulata tenendo presente un unico scopo: attutire le pesanti conseguenze sociali ed economiche che improvvisamente hanno investito Turi».
«Si aggiunga – precisa – che questa devastante pandemia è stata fronteggiata facendo i conti anche con l’obbligo dello “smart working”: in pratica, l’esiguo personale ereditato si è dovuto coordinare “a distanza”, con ulteriori rallentamenti».
L’ANCORA DELLE POLITICHE SOCIALI
«Mi si può dire che alcune cose andavano fatte prima o in maniera differente ma – riflette il primo cittadino – un’analisi intellettualmente onesta, da qualunque parte giunga, non può ignorare le condizioni straordinarie e del tutto inaspettate in cui ci siamo trovati a guidare la cosa pubblica.
L’intera programmazione si è “sbilanciata” verso le politiche sociali, che hanno rappresentato l’ancora di salvezza per centinaia di famiglie: «Durante il primo lockdown di marzo, il più pesante, i servizi sociali hanno funzionato h24, destreggiandosi per tamponare un’ondata di richieste di supporto che nessuno poteva prevedere. I contributi e ristori elargiti dal Governo e dalla Regione sono arrivati in un momento successivo; nelle prime terribili settimane abbiamo dovuto fare affidamento solo sulle nostre risorse umane ed economiche.
Davanti a un’emergenza sanitaria di queste proporzioni, gioco forza tutto il resto, per quanto importante, è passato in secondo piano ed alcuni obiettivi pianificati “in tempo di pace” non si sono potuti raggiungere. Sia chiaro, questa non vuole essere una giustificazione ma un dato di fatto».
L’ONDA LUNGA DELLA PANDEMIA
L’eco del Covid si è riverberato inevitabilmente anche sulla gestione ordinaria: «Abbiamo trascorso l’estate a studiare il modo per riaprire le scuole in sicurezza; abbiamo lottato per garantire la normale prosecuzione dei servizi erogati dall’Ente, come l’assistenza domiciliare agli anziani, che è stata svolta senza interruzioni, superando gli ostacoli che il periodo Covid ha innalzato. Ci siamo ingegnati per rimodulare il servizio scuolabus, cercando di ammortizzare i rincari connessi al rispetto delle prescrizioni anti-Covid, ed oggi siamo a lavoro per studiare la migliore soluzione per far partire in sicurezza la mensa scolastica.
In tutto questo, ci stiamo coordinando con l’Asl per l’apertura di una postazione “drive- throught”, dove si potranno eseguire i tamponi: abbiamo individuato e messo a disposizione un’area del Palazzetto dello Sport di via Cisterne, che ora dovrà essere predisposta per la finalità prevista.
«Come si può pensare, in un anno così particolare, di fare una programmazione “ordinaria”?» – si domanda il sindaco che aggiunge: «Conosco bene quali sono i problemi che Turi si trascina da decenni e che, giustamente, si vorrebbe venissero risolti dall’oggi al domani. Invito chi afferma che si è fatto poco o nulla, chi lamenta che siamo “immobili”, a valutare l’immane sforzo richiesto da una pandemia di portata storica, imponendoci di intervenire contemporaneamente su vari fronti.
LE DECISIONI IMPOPOLARI CI HANNO SALVATO
«Quando sono stata costretta a prendere decisioni impopolari, come la chiusura del mercato o l’irrigidimento dei controlli e delle sanzioni, l’ho fatto esclusivamente per difendere la salute di tutti i cittadini.
Era mio dovere far capire, con ogni strumento possibile, che rispettare le misure di prevenzione, ripensare il modo di stare insieme e di fruire gli spazi comuni con accortezza, era e resta l’unica via per superare questa emergenza.
E se oggi Turi è riuscita a difendersi bene, registrando un numero contenuto di contagi, è proprio grazie all’adozione immediata di misure precauzionali rigide, di concerto con i comportamenti corretti di buona parte della cittadinanza che ha compreso la gravità della situazione».
OPERE PUBBLICHE, NON CI SIAMO ARRESI
Lo “tsunami Covid”, come lo ha definito il sindaco, ha sicuramente frenato le opere pubbliche ma, come vedremo in dettaglio nel resoconto dell’assessore Stefano Dell’Aera, non le ha paralizzate.
«Molte delle opere pubbliche cantierizzate – ammette il primo cittadino – sono state sospese dal lockdown, altre in fase di definizione sono state riviste alla luce dei nuovi vincoli in materia sicurezza, altre ancora hanno avuto bisogno di integrazioni e approfondimenti poiché abbiamo riscontrato lacune a monte della progettazione. Eppure, non ci siamo dati per vinti: via Mazzini, l’asilo nido di via Mola, gli impianti antincendio delle scuole, il certificato di agibilità per l’ex Cinema Zaccheo, questi sono solo gli ultimi interventi che abbiamo portato a termine, aggirando mille difficoltà».
UN MESSAGGIO DI SPERANZA
«L’appello che rinnovo ai miei concittadini è di continuare ad avere l’equilibrio del buon senso: non lasciatevi condizionare né dal terrorismo mediatico né dell’approssimazione. In questo momento, occorre essere uniti, fare appello al sentimento di responsabilità collettiva e dimostrare che siamo capaci di prenderci cura di noi stessi e, di riflesso, dell’intera comunità. Non è il tempo delle urla ma quello della riflessione e della pacatezza del dialogo; non giova aizzare sospetti e polemiche, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per tenere la barra dritta e proseguire la strada che ci porterà fuori da questo incubo.
Vi invito a rispettare le regole a prescindere dai colori delle zone, utilizzando la prudenza anche se le restrizioni saranno “più morbide”. Abbiamo già pagato un prezzo altissimo, porgendo l’ultimo saluto a un membro della nostra comunità: non possiamo permetterci di cadere nell’errore di ritenere che il pericolo sia alle nostre spalle; il Covid è ancora davanti a ciascuno di noi.
Approfitto per rivolgere un augurio di un sereno Natale ai consiglieri di maggioranza e opposizione, ai dipendenti comunali, alle Forze dell’Ordine e alla Protezione Civile, agli operatori sanitari e a tutti coloro che mi sono stati a fianco in questa ardua sfida. Un pensiero particolare va alla parte più fragile della nostra comunità, a tutta la scuola e i suoi operatori.
L’augurio che rivolgo a tutti voi concittadini è di vivere le festività con serenità e con la speranza che presto riusciremo a superare questi infausti giorni e a scrivere pagine più liete».
Fabio D’Aprile
Foto Fabio Zita