Oneri di urbanizzazione. A che punto siamo?

“Tengo a precisare che nei bilanci precedenti si è dato atto della riscossione degli oneri derivanti dal riconteggio degli oneri concessori e sono state messe delle voci specifiche in ogni bilancio, sia del 2012 che del 2013, voci che sono agli atti. Il 2014 sta proseguendo con un intreccio di ulteriori dati, perché stanno indagando a riguardo sia la Procura della Repubblica di Bari che la Repubblica Regionale della Corte dei Conti. Quindi, in questo momento, il mio ufficio sta lavorando congiuntamente con questi soggetti e quest’operazione non è vero che si è interrotta, sta andando avanti e ci sono delle evoluzioni, che ovviamente in questo momento non posso dire a cosa porteranno, lo sapremo strada facendo. Non mi hanno ancora dato ulteriori notizie. Ribadisco, sia nel bilancio 2012 che nel bilancio 2013 sono riportate delle voci specifiche a tal merito, nel 2014 non ci sono perché le indagini stanno portando a delle conclusioni, forse diverse, ma sono in esecuzione, e non ci sono stati ulteriori incassi”.
Questo è quanto affermava l’ingegnere comunale Di Bonaventura durante uno degli ultimi consigli comunali, a seguito di un intervento di Paolo Tundo, che minacciava un esposto alla Procura se non si fossero fatti i dovuti controlli per chi non aveva pagato.
Allo stato attuale, a che punto siamo? E a che punto siamo con i rimborsi di chi, questi oneri li ha pagati, pur non avendo poi edificato? Lo chiediamo allo stesso Ingegnere, responsabile di tutto il procedimento.
“Stiamo lavorando in entrambi i sensi – ci piega – stiamo provvedendo alla restituzione degli oneri e stiamo continuando il conteggio e la verifica del pregresso di quelli ancora da incassare. Una cifra presunta non c’è ancora perché si sta controllando di volta in volta”.
Eppure il consigliere Laera ci racconta di richieste di rimborsi di oneri di urbanizzazione risalenti addirittura a novembre 2013, ma non ancora pervenuti. “Non solo – aggiunge – abbiamo una determina dirigenziale per il rimborso degli oneri datata 30 dicembre e, nonostante questo, ancora oggi l’utente va ad elemosinare per riavere i soldi sul proprio conto corrente. Questo è vergognoso. Un Comune non può trattenere, dopo che esiste anche una determina”. E pare che i cittadini siano esausti si questo andirivieni su per i corridoi comunali. Qualcuno avrebbe anche ironicamente affermato di “aver consumato le scale, per tutte le volte che è salito al comune”. “Questo non è possibile – ribadisce il consigliere – L’utente non deve andare in comune ad elemosinare i propri soldi”. Secondo quanto ci viene riferito, inoltre, non verrebbe nemmeno rispettato l’ordine di arrivo di queste richieste di rimborsi. Nel complesso, si tratterebbe per alcuni di un fatto alquanto grave, perché in bilancio sarebbero stati destinati circa 230 mila euro proprio al rimborso degli oneri , quindi “non vedo perché per un cattivo funzionamento o per qualche ufficio che magari non ha tanta voglia di lavorare, si debba ingrippare questo meccanismo e gli utenti debbano rimanere senza soldi” – conclude Laera.
Circa le lamentele dei cittadini, Di Bonaventra ci risponde così: “ Le tempistiche di rimborso dipendono dagli equilibri di bilancio e ovviamente dall’ordine cronologico con cui vengono presentate. Abbiamo avuto problemi negli altri anni con l’approvazione dei bilanci, sempre in ritardo, di conseguenza è tutto slittato. Niente di più. In teoria andrebbero evase il prima possibile, però se non c’è la disponibilità in bilancio, perché il bilancio viene approvato ad ottobre o a dicembre, è ovvio che diventa impossibile liquidare in tempi celeri”.
“Tengo a precisare che nei bilanci precedenti si è dato atto della riscossione degli oneri derivanti dal riconteggio degli oneri concessori e sono state messe delle voci specifiche in ogni bilancio, sia del 2012 che del 2013, voci che sono agli atti. Il 2014 sta proseguendo con un intreccio di ulteriori dati, perché stanno indagando a riguardo sia la Procura della Repubblica di Bari che la Repubblica Regionale della Corte dei Conti. Quindi, in questo momento, il mio ufficio sta lavorando congiuntamente con questi soggetti e quest’operazione non è vero che si è interrotta, sta andando avanti e ci sono delle evoluzioni, che ovviamente in questo momento non posso dire a cosa porteranno, lo sapremo strada facendo. Non mi hanno ancora dato ulteriori notizie. Ribadisco, sia nel bilancio 2012 che nel bilancio 2013 sono riportate delle voci specifiche a tal merito, nel 2014 non ci sono perché le indagini stanno portando a delle conclusioni, forse diverse, ma sono in esecuzione, e non ci sono stati ulteriori incassi”.
Questo è quanto affermava l’ingegnere comunale Di Bonaventura durante uno degli ultimi consigli comunali, a seguito di un intervento di Paolo Tundo, che minacciava un esposto alla Procura se non si fossero fatti i dovuti controlli per chi non aveva pagato.
Allo stato attuale, a che punto siamo? E a che punto siamo con i rimborsi di chi, questi oneri li ha pagati, pur non avendo poi edificato? Lo chiediamo allo stesso Ingegnere, responsabile di tutto il procedimento.
“Stiamo lavorando in entrambi i sensi – ci piega – stiamo provvedendo alla restituzione degli oneri e stiamo continuando il conteggio e la verifica del pregresso di quelli ancora da incassare. Una cifra presunta non c’è ancora perché si sta controllando di volta in volta”.
Eppure il consigliere Laera ci racconta di richieste di rimborsi di oneri di urbanizzazione risalenti addirittura a novembre 2013, ma non ancora pervenuti. “Non solo – aggiunge – abbiamo una determina dirigenziale per il rimborso degli oneri datata 30 dicembre e, nonostante questo, ancora oggi l’utente va ad elemosinare per riavere i soldi sul proprio conto corrente. Questo è vergognoso. Un Comune non può trattenere, dopo che esiste anche una determina”. E pare che i cittadini siano esausti si questo andirivieni su per i corridoi comunali. Qualcuno avrebbe anche ironicamente affermato di “aver consumato le scale, per tutte le volte che è salito al comune”. “Questo non è possibile – ribadisce il consigliere – L’utente non deve andare in comune ad elemosinare i propri soldi”. Secondo quanto ci viene riferito, inoltre, non verrebbe nemmeno rispettato l’ordine di arrivo di queste richieste di rimborsi. Nel complesso, si tratterebbe per alcuni di un fatto alquanto grave, perché in bilancio sarebbero stati destinati circa 230 mila euro proprio al rimborso degli oneri , quindi “non vedo perché per un cattivo funzionamento o per qualche ufficio che magari non ha tanta voglia di lavorare, si debba ingrippare questo meccanismo e gli utenti debbano rimanere senza soldi” – conclude Laera.
Circa le lamentele dei cittadini, Di Bonaventra ci risponde così: “ Le tempistiche di rimborso dipendono dagli equilibri di bilancio e ovviamente dall’ordine cronologico con cui vengono presentate. Abbiamo avuto problemi negli altri anni con l’approvazione dei bilanci, sempre in ritardo, di conseguenza è tutto slittato. Niente di più. In teoria andrebbero evase il prima possibile, però se non c’è la disponibilità in bilancio, perché il bilancio viene approvato ad ottobre o a dicembre, è ovvio che diventa impossibile liquidare in tempi celeri”.