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Cultura

Inaugurata con successo la mostra di Valentina Pavone

mostra di Valentina Pavone

Il 15 dicembre, presso Palazzo Romano di Gioia del Colle, è stato inaugurato l’evento ‘ProEvocazioni’ a cura di Valentina Pavone. Un grande successo di pubblico. “L’inaugurazione è stato un evento strepitoso, non sapevano dove mettere le persone, data la grande affluenza. Sono stata onorata della presenza del sindaco di Turi Menino Coppi, di molti rappresentanti della giunta comunale di Gioia del Colle, ma ancora di più della presenza di tantissimi amici fotografi, molto noti nella nostra zona. Ma, questo successo è stato il risultato del perfetto lavoro di squadra del gruppo ‘ProEvocazioni’, fatto di persone vere e semplici, che hanno messo la propria professionalità al servizio dell’evento. Ringrazio ancora l’avvocato Lucio Romano che ha messo a disposizione il suo palazzo ma soprattutto, la nostra amica, l’avvocatessa Germana Surico, che ha curato l’allestimento delle stanze; senza la sua mano e l’atmosfera che è stata in grado di creare, l’evento non avrebbe avuto tutta questa magia!”.

Il percorso fotografico è stato vivacizzato e reso più affascinante dai bellissimi volti di donna dello scultore Stefano Rossi che da parecchi anni opera nel territorio turese.

Sono stati esposti tre lavori fotografici. Il primo, ‘Fragili Illusioni’ di Valentina Pavone è stato concepito come un film composto da tante piccole storie con un messaggio e un denominatore comuni: raccontare della violenza sulle donne attraverso l’idea della violenza. La violenza casalinga, quella fisica, ma più di tutte quella psicologica sono l’anticamera del ‘femminicidio’. La repressione della femminilità e della capacità di affermarsi, di esprimere la propria personalità sono ancora dei gravi problemi da risolvere oggi nella nostra società. Noi donne siamo le vittime delle persone che amiamo, che non ci considerano esseri umani alla pari. Il desiderio di essere corrisposte, amate e rispettate diviene fragile illusione di donne che vivono con i propri carnefici. Donne sole, nel proprio percorso di morte prima spirituale ed il più delle volte fisica come si evince dalla foto di una donna affogata nella propria vasca da bagno. Immagine questa molto forte di solitudine, desolazione e morte.

Il secondo ‘Visibile’ di Teresa Imbriani vede il prevalere della figura di schiena su fondi scuri. La schiena preclude la vista per sempre, simboleggiando la cecità e l’invisibile che ti porta a formulare continue congetture su una verità che c’è, ma che ci ostiniamo a non voler vedere.

Infine, il terzo lavoro ‘Contrasti’ di Youness Taouil. Egli non si considera un fotografo fine a se stesso ma piuttosto un artigiano che con la propria immaginazione e la continua ricerca introspettiva crea qualcosa di unico e irripetibile, fermando l’attimo e concentrandolo in immagini sempre ricche di dettagli, concetti precisi. Ogni soggetto ha delle sue caratteristiche esteriori ed interiori che Youness cerca di valorizzare. Non ama molto parlare di se perché preferisce che siano le sue immagini a farlo. Il titolo nasce dal continuo scontro e contrapposizione tra bene e male, buono e cattivo, ricco e povero, bianco e nero, positivo e negativo, luci e ombre. La luce è vita, senza luce non esisterebbe la fotografia. Forte il connubio tra luci naturali e luci artificiali.

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