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Non solo Biagio, anche Tateo!

Antonio Tateo

Abbiamo sentito Antonio Tateo, il quale ha dichiarato: “Qualcuno se ne faccia una ragione e rispetti i cittadini che hanno proposto ricorso al TAR. Nei Tribunali si va quando sono evidenti le violazioni di legge. Era assolutamente prevedibile che alcuni elettori avrebbero impugnato una serie di atti amministrativi che puntano all’annullamento delle ultime elezioni comunali. In sostanza, si chiede al Tribunale Amministrativo Regionale di accertare la regolarità nella autenticazione delle firme utili alla presentazione della lista “Impegno Comune per Turi e, tra l’altro, se chi lo ha fatto, ne aveva i poteri. Stiamo parlando di un Consigliere Provinciale. La Legge prevede che l’autenticazione delle firme dei presentatori di una lista di candidati alle elezioni costituisce modalità essenziale per garantire la certezza circa la provenienza delle candidature. Nel ricorso si censurano le modalità di autenticazione delle sottoscrizioni della Lista “Impegno Comune per Turi”, collegata con il candidato Sindaco sig. Coppi Domenico che sembrano inficiate da illegittimità ed irregolarità. Infatti, risulterebbe che numerosi sottoscrittori della stessa lista, siano stati identificati a mezzo di codici fiscali (che sono notoriamente privi di fotografie, quindi inidonei all’autenticazione di una sottoscrizione), senza l’indicazione del documento esibito per l’identificazione ma semplicemente mediante la mera annotazione di cifre e lettere o ancora a mezzo di C.I. e/o patente di guida, senza la necessaria ed indispensabile indicazione dell’Autorità emanante e della data di rilascio. Difatti, l’autenticazione della sottoscrizione lungi dall’essere un mero e vuoto adempimento di carattere formale, si traduce in un requisito sostanziale in quanto assicura la genuinità delle firme dei presentatori di lista, impedendo abusi e contraffazioni. Inoltre, la regolarità delle operazioni di autenticazione costituisce un momento essenziale della presentazione della lista, inteso a garantire che la sottoscrizione della stessa corrisponda effettivamente alla volontà della frazione di elettorato, stabilita dalla legge.”

E’ interessante notare che la vicenda del Comune di Turi del 2014 potrebbe intrecciarsi con quella di Molfetta per l’annullamento delle elezioni amministrative del 2013. Infatti, al centro dell’attenzione giuridica c’è la vicenda legata alle autenticazioni da parte dei consiglieri provinciali delle firme necessarie alla presentazione delle liste dei candidati nelle elezioni comunali. Nessuna sorpresa, però, era tutto ampiamente prevedibile.  I fatti: il TAR di Bari, aveva accolto un analogo ricorso del Comune di Valenzano, prima di rigettare quello promosso da alcuni elettori di Molfetta. Questo perché tra la sentenza del Tar sul caso di Valenzano, e quella sul caso Molfetta, era intervenuta una sentenza della V Sezione del Consiglio di Stato, che mutando orientamento, ribaltava la sentenza del Tar Puglia che aveva annullato le elezioni del Comune di Valenzano. Questo mutato orientamento, giurisprudenziale, verificatosi nella V Sez. del consiglio di Stato, rispetto a precedenti orientamenti, che in gran parte propendevano, in casi analoghi, per l’annullamento della competizione elettorale, e il fatto stesso che a distanza di pochi mesi, lo stesso Tar di Bari abbia preso decisioni diametralmente opposte, ha spinto i ricorrenti del Comune di Molfetta a chiedere (e occorre convenire non a torto), nel ricorso di che trattasi, che la questione giuridica sia rimessa all’adunanza plenaria. L’adunanza plenaria è un tipo di adunanza nella quale si riunisce il Consiglio di Stato Italiano. Essa vede la partecipazione del presidente, più dodici consiglieri scelti dall’ufficio di presidenza. Delibera sulle attività che possono dare contrasti giurisprudenziali di notevole rilievo. È presieduta dal presidente del Consiglio di Stato. Ciascuna sezione giurisdizionale apporta 4 consiglieri. Non v’è dubbio, che sulla materia, i contrasti giurisprudenziali, sono già numerosi, visto anche quello che è accaduto al Tar – Campania. E quindi si giustifica ampiamente la richiesta dei ricorrenti. La strategia difensiva adottata dal comune di Molfetta, ha sicuramente rafforzato le ragioni giuridiche dinanzi al Consiglio di Stato, dei Comuni direttamente interessati alla questione, ma proprio quella pronuncia, della V Sezione, non in linea con i precedenti pronunciamenti del Consiglio di Stato, oggi fa sì che venga richiesta, da parte dei ricorrenti, l’Adunanza Plenaria che, dovrà, sostanzialmente dirimere una volta per tutte, il contrasto giurisprudenziale di notevole rilievo venutosi a creare. Dalla lettura del ricorso e dalle motivazioni addotte dai cittadini di Turi non vi è alcun dubbio: non si tratta di un capriccio. Ancora TATEO: “Tantomeno il Sindaco deve pensare che ricorrere al TAR possa essere considerata “lesa maestà”. Potevano far autenticare le firme dal personale dipendente del Comune di Turi appositamente delegato così come hanno fatto con le proprie accettazioni di candidatura e così come hanno fatto le altre liste che hanno invitato gli elettori-sottoscrittori in maniera trasparente negli uffici di XX settembre procedendo alla corretta e puntuale identificazione. D’altronde, ci si aspetta sempre il pieno rispetto nei confronti dell’operato e delle decisioni della magistratura amministrativa. Per quanto ci riguarda, rimaniamo convinti che le irregolarità e violazioni di legge relative a Impegno Comune per Turi siano gravi. Attendiamo sereni di conoscere le decisioni della stessa magistratura.”

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