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Politica

2012: IL VOTO E LA CREDIBILITA’ DELLA POLITICA

consiglio

 

La De Florio e Luisi non si sono dichiarati indipendenti nel Consiglio Comunale di ieri sera.

Questa indiscrezione giunta in redazione da diversi corridoi non ha sorpreso più di tanto e quasi nessuno ha voluto dargli peso. Abbiamo contattato il Consigliere Giampiero Luisi che ha di fatto smentito ogni affermazione: “Non è assolutamente vero. Ti confesso che questa voce è giunta anche a me ma in questo momento non c’è nulla da dire?” – dunque smentisce ufficialmente ogni indiscrezioni? – “per il momento, si!”. Abbiamo provato a contattare altri nostri segretissimi informatori ma nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni. Le tensioni, le confusioni e le smentite potrebbero però avere un unico filo conduttore: il Pug. Nel Consiglio Comunale di ieri, forse per impegni improvvisi Luisi, si è allontanato comunque prima del voto. Ma non è tutto.

Altre crepe vanno ampliandosi. Durante l’ultimo Consiglio Comunale nei corridoi del Comune è riecheggiato imponente il tono di voce di Paolo Tundo che urlava nei confronti di Franco D’Addabbo, il quale, estraniato, ci ha raccontato addirittura la sua assenza in Comune. Pur non avendo ritenuto utile approfondire l’accaduto, a noi, dall’esterno pare evidente una rottura profonda fra i due ex-vice-sindaci di Gigantelli. Ci rendiamo conto che qualcuno potrebbe obbiettare: nulla di nuovo sotto questo cielo. Forse. In altri Comuni limitrofi dove si andrà al voto nella prossima primavera gli incontri, le discussioni e la definizione degli assetti delle coalizioni per le prossime amministrative sono in una fase più evoluta.

Altrove i partiti si incontrano in modo assiduo per definire e condividere programmi e uomini. A Turi ognuno fa il proprio programma da proporre al prossimo.

Altrove iniziano i primi incontri a porte aperte con i cittadini. A Turi solo qualche sporadico comizio e cene fatte in gran segreto. E così, man mano che il tempo passa, le crepe si allargano e tutto sembra più diviso e inconciliabile.

Altrove si scende in campo e ci si muove con la mentalità di dover vincere per governare. A Turi sembra quasi si gareggi per il gusto di farlo e solo e soltanto a imprescindibili condizioni. In altri comuni si serrano le fila. A Turi anche l’opposizione viaggia su posizioni ormai diversissime: c’è chi vota, chi si astiene e chi saluta lasciando il Consiglio… e chi su Facebook ogni settimana spara le proprie cartucce-elettorali.

In questo scenario ci ritorna in mente il logo della campagna elettorale di Gigantelli: UN PUZZLE. A pochi mesi dalla nuova tornata elettorale chi avrà la capacità di mettere insieme i pezzi migliori in uno scenario credibile? Quale la migliore strategia da perseguire per gli strateghi-stregoni della nostra Polis? Meglio pensare che l’unione fa la forza oppure perseguire l’approccio del Divide et Impera?

A Turi che qualcosa abbia smesso di funzionare da molti anni, tranne qualche folcloristico personaggio da stadio, l’han capito quasi tutti. Il nostro paese è lì, immutato… addirittura c’è chi freme per il Comizio del ex-Sindaco Valentini. Così, se per chi rappresenterà la classe dirigente del nostro Comune, comprendere le ragioni che ci hanno fin qui portato potrebbe essere importante, ancor più decisivo è comprendere il risultato di questo immobilismo: a Turi poche nuove persone trovano o sono incentivate a migliorare la propria comunità, generando un clima di oscuro disinteresse al cambiamento. E così ci si ritrova spesso a leggere i successi di singoli turesi e i fallimenti dell’intera comunità.

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