Archivio Turiweb

La Voce del Paese – un network di idee

Politica

IL PUG E’ L’UNICA STRADA PER SALVARE TURI

2011-11-11 17.13.52

 

“Il Pug permetterà finalmente di avere una strumentazione tecnica per la salvaguardia di Turi e del suo futuro”. Queste sono le parole di un uomo che negli ultimi trent’anni ha visto dall’interno del “Palazzo” come si è evoluta l’urbanistica del nostro paese: Gianni Campobasso, ingegnere comunale di Turi per 28 anni.

Con quale amministrazione ha avuto miglior rapporti?

Io ho avuto ottimi rapporti con tutte le amministrazioni, perché non ho mai fatto politica. Soltanto con un’amministrazione ho avuto dei “problemi”: l’amministrazione De Grisantis ritenne opportuno, non so perché, di allontanarmi, facendomi lavorare part-time perdendo la qualifica di caposettore.

Per il resto ho lavorato benissimo con qualsiasi altra amministrazione di destra, di sinistra o centro; non mi interessava il colore politico.

Lei ha visto crescere Turi in questi ultimi trent’anni; il paese si è sviluppato in maniera coerente o se non si è riuscita a guidare questa crescita?

Non si è riuscito a guidare la crescita del paese urbanisticamente parlando a causa della mancanza di una strumentazione urbanistica adeguata.

L’anno che arrivai io, nel 1982, furono incaricati alcuni tecnici per la redazione del primo piano; ma il primo piano è stato adottato soltanto nel ’95 dopo 13 anni. Ora, addossare colpe alla sinistra o alla destra non ha molto senso, però la politica ha le sue brave colpe. Se fosse stato approvato, le cose sarebbero andate molto meglio per Turi; poiché il piano di fabbricazione che attualmente abbiamo ancora non permette in alcun modo di regolare la crescita urbanistica del paese.

Molti dicono che dal punto di vista tecnico se si voleva fare qualcosa si sarebbe potuto fare per cercare di arginare il fenomeno espansionistico, è vero?

Si è tentato di farlo a più riprese, ma non essendoci una normativa chiara e certa era più o meno impossibile. Io per quel poco che ho fatto, ho cercato di ottenere qualcosa a favore della comunità; un qualcosa che però era un favore che si chiedeva all’impresa, piuttosto che un dovere.

Abbiamo avuto anche problemi a seguito di ricorsi di alcune imprese per la riduzione di indici e cessioni di aree a standard, ricorsi che puntualmente abbiamo perso. Ci siamo trovati sempre con le mani legate, perché mancava una strumentazione urbanistica adeguata.

Qual è il motivo di questa situazione?

I piani che si sono susseguiti si scontravano con una situazione difficoltosa. Il Piano Di Fabbricazione (PDF) individuava aree molto ampie per la edificazione; e se si vuole realizzare un buon piano si deve cercare di evitare il più possibile le osservazioni. Ma nel momento in cui un piano regolatore necessariamente deve ridurre gli indici, ridurre le aree edificabili e trasformare aree edificabili in aree a standard, questi fattori porteranno automaticamente dei ricorsi, e nel corso degli anni, bravi avvocati sono riusciti a far annullare i piani approvati.

Se i piani però fossero stati approvati in tempi brevi probabilmente gli annullamenti non sarebbero avvenuti. Le lungaggini avute tra l’adozione e l’approvazione dei piani sia del ’95 che per quello del 2000 hanno permesso agli avvocati dei proprietari dei suoli di far annullare i piani approvati.

Cosa ne pensa del PUG appena adottato?

Il piano ha cercato di limitare i “danni” dei proprietari delle aree, ma rispettando le volontà della Regione. È rimasta indenne l’ex zona B come area edificabile. Nonostante questo, c’è stata una grande corsa all’ottenimento dei permessi a costruire e fino all’ultimo momento, ero costretto a firmarli ed ho firmato; tuttavia ritengo che molti di questi progetti di costruzione non andranno in porto; i costruttori hanno presentato i progetti bloccando il loro diritto a costruire, però devono edificare entro un anno; cosa che secondo me non avverrà, pertanto tali aree soggiaceranno alla nuova normativa prevista dal PUG. La normativa, prima degli emendamenti, avrebbe permesso la creazione di vere aree a standard.

Ci sono altri emendamenti che non ha condiviso?

L’emendamento che sposta la zona F è un emendamento secondo me sbagliato, poiché quel tipo di zona F ha come caratteristica intrinseca quella di essere raggiungibile non solamente dai cittadini di Turi, ma per essere utilizzata anche in maniera semplice da tutta la popolazione a nord e a sud di Turi.

Secondo lei la Regione concorderà con le modifiche fatte in consiglio?

Secondo me, qualche difficoltà ci sarà; c’è il rischio che possa indicare il ritorno alle condizioni iniziali perché si è forzato un po’ la mano.

Come vede il futuro dell’urbanistica turese?

Sarà un bel futuro se finalmente il piano verrà approvato; perché una regolamentazione ci vuole.

Vuole dare un consiglio al prossimo ingegnere comunale?

La situazione non è facile, perché il personale è poco, e non se ne può assumere altro; certamente avrà molto da lavorare. Forse l’unico consiglio che potrei dargli è di non vivere a Turi per evitare qualsiasi problema di condizionamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *