DONNE E POLITICA: IL VUOTO DOPO RESTA E DE FLORIO
Le donne e la politica a Turi. Un rapporto basato sulla incompatibilità. I motivi sono tanti. Magari nessuno decisivo. Ma tutti importanti. Anche se in molti sono convinti che le insormontabili difficoltà incontrate dalla dott.ssa Michelina Stefanachi quando amministrò Turi, hanno inciso non poco sull’allontanamento, sul distacco di tante donne dalla politica attiva. La Stefanachi, non rendendosene conto, ha creato un fossato intorno a quell’enclave che può essere considerata la politica in senso lato, con il Consiglio comunale annesso.
Si parla, per i noti problemi sorti intorno all’assegnazione delle deleghe, di probabili elezioni comunali anticipate e noi ci siamo messi alla ricerca di quelle donne che potrebbero rappresentare il sesso femminile in Comune. Sono, alla fine, meno di una decina.
Chi sono. Proviamo ad immaginare una piramide. Alla punta mettiamo Tina Resta che, pur assillata da tanti dubbi ed incertezze in quale partito approdare da grande, punterà forse passando dalle primarie alla carica di candidato-sindaco del centro-sinistra unito. Con il rischio di farsi altri 5 anni di opposizione. Per evitare un altro lustro all’opposizione, pare stia pensando di dare vita ad un grande listone civico.
Scendendo nell’ipotetica piramide, poco al di sotto rispetto alla Resta, troviamo l’assessore alle Politiche scolastiche, Teresita De Florio. A seguire, Domenica Lenato e Dina Spada. Della cosiddetta società civile, abbiamo individuato Tina Loiotila, Angela Cicerone e Giulia Di Donna. Sette donne. Pochissime, ma va bene lo stesso così. Vuol dire che non ce ne meritiamo di più. E, di questo, prima ci convinciamo, meglio è…