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Comizio della minoranza: l’intervento di Angelo Palmisano

comizio opposizione

“Questa Amministrazione è talmente cieca e sgangherata che non riesce neanche a pianificare l’ordinario, figuriamoci tutto il resto”

«… e oggi voglio parlare! Le denunce dei consiglieri di minoranza al Sindaco e alla sua Giunta». Questo lo slogan, divulgato sui social, per annunciare il comizio ospitato domenica 19 settembre in piazza Aldo Moro che, a discapito delle aspettative, ha visto la partecipazione di un nutrito numero di cittadini.

Tanti i temi esposti durante la serata. In questo primo resoconto, vi proponiamo una sintesi dell’intervento di apertura di Angelo Palmisano, capogruppo di “Patto per Turi”.

Dopo aver annunciato l’assenza del consigliere Paolo Tundo per motivi familiari, Palmisano pone l’accento sull’atto «gravissimo e irresponsabile della maggioranza» che per due volte ha «respinto la richiesta di un Consiglio comunale in cui confrontarci sul project financing per la pubblica illuminazione».

A seguire, Palmisano inquadra i confini in cui si muoverà il pubblico comizio: «Siamo qui per illustrare quelli che secondo noi sono i punti dolenti di questi due anni di amministrazione. Parleremo di project financing, di TARI (tassa rifiuti), di finanziamenti, di sport e di tante altre cose».

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L’intervento del capogruppo si concentra su quattro aspetti. Il primo tema sviscerato è la tenuta della maggioranza, accusata di «passare più tempo a litigare che a produrre qualcosa per la comunità». «Il sindaco – aggiunge Palmisano – è brava nel commiserarsi e nel dire “sono sola, faccio tutto io”; forse dimentica che l’ha scelta lei questa Amministrazione e che serve a poco piangere sul latte versato. In più, non fa altro che dividere: ognuno si chiude nel proprio orticello, coltivando il proprio elettorato e non tenendo conto delle esigenze reali di questo paese che sono sotto gli occhi di tutti».

Il secondo punto è l’assenza di programmazione: «Quando non c’è armonia in una maggioranza – sentenzia Palmisano – manca anche un chiaro indirizzo di quello che si vuole fare. Si naviga a vista, si rincorre l’emergenza o il finanziamento suggerito dall’amico all’ultimo momento utile». «Basta vedere quello che sta succedendo nei lavori pubblici» – prosegue, rilevando che tutte le opere sono frutto di «progettazioni ereditate dal passato» e per giunta «sono ferme con le quattro frecce». Da via Dell’Andro al campo sportivo, dai lavori in via Conversano alle case popolari che «da un anno e mezzo, in ogni Consiglio, l’assessore competente rassicura che si stanno per assegnare, omettendo di dire che c’è ancora un contenzioso aperto con la ditta».
«Sono bugiardi – affonda – quando dicono che non ci sono soldi per il Comune di Turi, basta solo avere progettazioni pronte e usarle all’occorrenza. Abbiamo l’opportunità unica di dover spendere circa 200 miliardi di euro ma questa maggioranza non ha idea di come cambiare il paese; sono lì a raccattare quattro voti».

Si arriva quindi al terzo aspetto analizzato da Palmisano, quello della carenza dei dipendenti comunali: «Un problema su cui si continua a girare la testa e a temporeggiare. Abbiamo più volte chiesto alla maggioranza di concentrarsi su un concorso pubblico. È impensabile che ogni volta dobbiamo attingere personale da graduatorie di Comuni della provincia di Lecce perché non abbiamo una nostra graduatoria». «Per non parlare della gestione del personale, dove si fa tutto di nascosto, nell’ombra. Ci sono capisettore che protocollano dimissioni e poi proseguono a svolgere il proprio lavoro senza una giustificazione. Possono sembrare stupidaggini ma dalla stabilità amministrativa, oltre che politica, dipende il futuro di Turi. Se un caposettore cambia ogni tre mesi, se il personale viene e va via dopo qualche settimana, ci ritroveremo sempre a dover ricominciare da zero. Come potremo dare una svolta al nostro Comune?».

Ultimo punto toccato da Palmisano riguarda l’agricoltura: «Da anni diciamo che la nostra ciliegia Ferrovia ha bisogno di un marchio che la renda riconoscibile agli occhi del consumatore. Abbiamo proposto di snellire le procedure, usando la DeCo (Denominazione Comunale), ma non siamo mai stati presi in considerazione».

«Questa Amministrazione – conclude prima di cedere la parola al collega Sergio Spinelli – è talmente cieca e sgangherata che non riesce neanche a pianificare l’ordinario, figuriamoci tutto il resto».

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