I primi 55 anni della cartolibreria “Punto Scuola”

Enzo e Gianni Diomeda festeggiano quest’importante traguardo ringraziando i turesi per l’inscalfibile fiducia
Nella frenesia di questi tempi, per costrizione o spirito d’adattamento, siamo assuefatti al cambiamento costante della realtà, all’ombra, a volte stimolante, altre ingombrante, della novità, pronta dietro l’angolo, a rivoluzionare il presente. Che questo possa essere un bene o un male, non è nostro interesse dirlo ed in fondo trattasi di un giudizio fortemente relativo; certo è che assistere al giorno d’oggi al 55° compleanno di una cartolibreria di un piccolo borgo, dove mantenere in piedi un’attività è affare tutt’altro che semplice, non è cosa che può passare facilmente inosservata
Della longevità e dei suoi segreti sono certamente custodi Donato Diomeda, scomparso nel 2013 a 100 anni, e Rosa Laterza, 92 anni, ovvero i genitori di Enzo e Gianni Diomeda, a cui, qualche tempo fa, hanno affidato le redini della cartolibreria “Punto Scuola”, da 55 anni punto di riferimento per centinaia e centinaia di turesi interessati ad acquistare libri e materiale scolastico.
Realtà così solide e longeve entrano, per forza di cose, a far parte del tessuto cittadino e della sua storia, poiché di essa ne conservano un frammento: «Qualche giorno fa, il nostro negozio, dapprima con nostra madre e nostro padre, poi con me e mio fratello, ha compiuto le sue prime 55 primavere. Questo importante traguardo – racconta Enzo Diomeda – è passato purtroppo in sordina, anzi in secondo piano visto ciò che sta succedendo nel mondo, in Italia e nella nostra amatissima terra. Avrei voluto celebrarlo degnamente, con una festa simile a quella di 7 anni fa, organizzata in occasione del centenario di mio padre; avrei voluto invitare l’intera Amministrazione, i tre parroci, tutti i commercianti turesi e soprattutto avrei voluto che vi fosse anche il popolo turese che ha permesso alla nostra attività di condurre una cavalcata lunghissima, durata ben 55 anni».
20 MARZO 1965: NASCE LA CARTOLIBRERIA “LATERZA”

«Il 20 marzo del 1965, i miei genitori aprivano ufficialmente la “Cartolibreria Laterza”, una piccola porzione del locale attuale. Erano anni difficili ed il mercato era davvero combattuto. A Turi infatti, prima di noi, c’era “Mimì l’emporio”, nei pressi dell’attuale Antica Caffetteria, e in via Sedile, all’ingresso del centro storico, si trovava Sabino Lenato: le due attività erano pressoché dirimpettaie ed i clienti erano letteralmente divisi tra questi due contendenti.
L’apertura di un nuovo negozio concorrente, ovvero il nostro, disturbò dunque non poco entrambi i titolari delle due cartolibrerie e la lotta divenne subito molto accesa. Tra l’altro, noi avevamo appena aperto in una posizione strategica, poiché qui, in piazza Aurelio Cisternino, si radunavano gli studenti delle scuole medie, all’epoca ubicate nell’attuale edificio dell’ASL.
Nostra madre non si è mai scoraggiata, consapevole dell’impegno fisico e mentale sostenuto anche da nostro padre, il quale, alcuni anni dopo, da vero e proprio visionario, decideva di affiancare alla cartolibreria il Totocalcio, poi il Totip ed infine l’Enalotto, antenato dell’attuale Superenalotto. Portare avanti l’attività non è stato affatto semplice, perché all’epoca i pochi soldi in circolazione venivano centellinati con meticolosità dalle famiglie e, certamente, non si acquistava tutto il materiale scolastico che viene comprato quest’oggi».
Com’era il locale all’inizio?
«Nella parte destra del negozio, separata da due scaffali di merce, si sviluppava un corridoio che portava alla cucina di casa. Bastava un fornellino, il cammino acceso mezz’ora prima di cuocere la pasta e un lavandino per lavare le stoviglie: il minimo essenziale per mangiare tutti i giorni».
Dopo questo aneddoto, Enzo Diomeda torna a raccontare un po’ la storia delle cartolerie turesi: «Negli anni se ne sono aperte tante. Ricordo Perfido nei pressi delle scuole elementari, Levante in via Ten. Gasparro, Resta dove adesso c’è la Tabaccheria 78, la cartoleria dell’angolo situata nei locali dell’attuale fruttivendolo Settanni ed infine Abaco, mitica cartoleria degli studenti universitari ma, soprattutto, dei comunisti di Turi. Tutte queste attività, alcune con un modo di fare impresa nuovo e spregiudicato, hanno minato non poco la nostra esistenza. Dopo 55 anni, tuttavia, siamo sempre qui.
Nel frattempo, molti dei nostri concorrenti hanno chiuso o venduto la propria attività, anche perché i rispettivi figli hanno intrapreso strade lavorative diverse: il figlio di Sabino Lenato, ad esempio, diventò dipendente pubblico, nonostante volesse provare a seguire le orme del padre; coniugare le due attività quotidianamente, soprattutto nei mesi di settembre e ottobre, non è tuttavia affatto semplice. Stesso discorso per “Mimì l’emporio” e i suoi figli, avviati verso altre carriere professionali».
Qualche altro aneddoto relativo al negozio e alla piazzetta?
«Tra i tantissimi aneddoti che ci ricorda nostra madre, mi piace annoverarne uno. Nei banconi di vendita di allora, adesso restaurati e utilizzati come banchi-libreria, c’era una nicchia; io e mio fratello, da piccoli, ci accomodavamo dentro a chiacchierare e, molto spesso, si finiva entrambi col dormire. Anche perché, accanto a noi, c’era il braciere che ci manteneva caldi, mentre nostra madre sopra le nostre teste vendeva la merce. I clienti, fra una confidenza e l’altra, chiedevano: “E i menìnne addò stònne?”; al che nostra madre faceva avvicinare i clienti al retro del bancone, mentre eravamo quasi sempre immersi nel sonno. È impossibile inoltre dimenticare gli anni in cui i ragazzi delle scuole medie giocavano con le figure dei calciatori sui marciapiedi della piazzetta qui di fronte o sugli scalini in pietra di accesso alle case».
Al termine di questa quarantena, recupererete la festa per i vostri 55 anni di servizio alla collettività turese?
«Bisognerà vedere quando tutto sarà finito. Per i festeggiamenti ne riparliamo probabilmente a marzo dell’anno prossimo oppure in occasione dei 60 anni».
55 anni sono nulla se paragonati ad un’era geologica, ma, relativamente alla memoria collettiva di un piccolo borgo come il nostro, possono rappresentare tanto in termini affettivi. Del resto, se Turi non volesse bene alla Cartolibreria “Laterza”, o “Punto Scuola” che dir si voglia, quest’attività non avrebbe mai potuto spegnere le sue prime 55 candeline. I nostri migliori auguri ad Enzo e Gianni Diomeda, ma soprattutto alla signora Rosa.
LEONARDO FLORIO