“La maggioranza ostacola la partecipazione dell’opposizione”

Commissioni ‘last minute’ e accesso agli atti sempre più faticoso.
La denuncia del consigliere Giannalisa Zaccheo
All’indomani del Consiglio comunale del 29 novembre abbiamo intervistato il consigliere d’opposizione Giannalisa Zaccheo per approfondire alcune criticità emerse durante l’assise e per raccogliere un parere sulla vicenda della presunta lettera inviata dalla Corte dei Conti in merito alla riscossione degli oneri di urbanizzazione e sulla programmazione natalizia, approvata con delibera di giunta del 28 novembre.
Quali difficoltà avete riscontrato durante le Commissioni consiliari?
«Per meglio far comprendere ai lettori le difficoltà che noi consiglieri di minoranza abbiamo più volte lamentato nel corso dei lavori delle Commissioni permanenti e denunciato in sede di Consiglio comunale, giova precisare a cosa servono queste Commissioni e quali funzioni svolgono secondo il Regolamento comunale per lo svolgimento dei lavori del Consiglio. In seno alle varie Commissioni, ognuna di queste con specifiche competenze, “si analizzano e discutono le questioni poste ai punti dell’ordine del giorno del successivo Consiglio comunale”. Non solo, il Regolamento comunale prevede che le “Commissioni permanenti possono riunirsi per la valutazione di tematiche ad esse attribuite”. Ora, in merito alla prima funzione tutti noi consiglieri di minoranza abbiamo riscontrato la grande difficoltà di parteciparvi con cognizione di causa e con la piena conoscenza delle questioni sottoposte all’esame dei punti posti all’ordine del giorno a causa dei tempi ristretti dettati dalla loro convocazione.
Può spiegarci quest’ultimo passaggio?
«È opportuno sapere che il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale prescrive tre termini differenti per la convocazione delle Commissioni: “almeno cinque giorni prima della data fissata per lo svolgimento del Consiglio comunale in seduta ordinaria; almeno tre giorni prima della data per lo svolgimento del Consiglio comunale in seduta straordinaria; almeno un giorno prima della data del Consiglio in seduta straordinaria ed urgente”. Ebbene, più volte abbiamo denunciato il fatto che i presidenti delle varie Commissioni (tutti consiglieri di maggioranza) abbiano la cattiva abitudine di convocare le stesse sempre nel termine ultimo stabilito dalla legge; in alcuni casi, addirittura, anche oltre i termini legali. Quasi sempre, tra l’altro, le convocazioni sono giunte a ridosso di festività o dei fine settimana. Questo modus operandi rende molto difficoltoso per noi componenti della minoranza svolgere efficacemente le nostre funzioni.
La ristrettezza dei termini a cui sistematicamente siamo sottoposti impedisce a noi dell’opposizione anche di procedere ad un efficace accesso agli atti relativi alle materie oggetto delle future delibere, anche a causa del farraginoso Regolamento comunale di accesso, che di fatto equipara i consiglieri comunali ai semplici cittadini nel diritto di visionare e acquisire atti e documenti amministrativi (SIC!). A tal riguardo, sto lavorando insieme a un gruppo di cittadini a una proposta di revisione di questo Regolamento. Quale componente della Prima Commissione, le posso garantire che queste difficoltà appaiono in questa sede amplificate. Infatti, qui si esaminano le proposte di delibera che vertono in materia di Bilancio. È facile comprendere a quale responsabilità ci si espone quando si devono valutare misure che incidono sulle casse comunali. Tra l’altro, in Commissione Bilancio, le proposte di delibera sono frutto di un propedeutico e complicato lavoro eseguito dall’ufficio di ragioneria, che difficilmente può essere messo in discussione da eventuali emendamenti solo tre o cinque giorni dalla seduta del Consiglio.
Tutto questo è stato portato all’attenzione del sindaco e del Consiglio più volte, ma il sindaco continua a darci risposte inadeguate, nel momento in cui esorta i “suoi” presidenti delle varie Commissioni ad invitare alle sedute commissariali gli assessori competenti interessati dalla delibera in esame. Vorrei far capire al sindaco che la partecipazione degli assessori in Commissione non risolve il problema, dato che gli stessi si limitano ad argomentare a senso unico sulle varie proposte deliberative, quando, invece, il Regolamento chiama le Commissioni a lavorare sui contenuti delle stesse delibere in modo costruttivo con la minoranza, dando alla stessa la possibilità di proporre emendamenti e suggerimenti. Nel pieno rispetto della funzione di indirizzo politico e amministrativo che compete a tutti i consiglieri, anche di minoranza».
Come potrebbe essere ottimizzato questo strumento?
«Sul come le commissioni possano essere ottimizzate, non occorre inventarsi nulla. È lo stesso Regolamento richiamato che ne illustra le potenzialità. Ovvero, sarebbe utile, ricorrere alle Commissioni per discutere con congruo anticipo sulle future scelte politiche e amministrative per ogni materia di competenza del Consiglio, in modo da non arrivare allo stesso con proposte di delibere preconfezionate e di dubbia emendabilità. Questo permetterebbe ai consiglieri tutti, anche di minoranza, di svolgere pienamente la funzione di indirizzo politico e di partecipare alla gestione amministrativa del Comune con autentico spirito costruttivo (tanto decantato dallo stesso sindaco, a parole…). Diversamente, i consiglieri di minoranza non potranno che fare opposizione e limitarsi alla sola funzione di controllo serrato sull’operato della maggioranza».
Ritiene che le Commissioni dovrebbero essere pubblicizzate e partecipate per assicurare la trasparenza dei processi amministrativi?
«Io sono per la trasparenza per ogni tipo di attività politico-amministrativa, quindi trovo singolare che non vengano pubblicati sull’albo pretorio anche i verbali delle sedute delle varie Commissioni. Assolutamente favorevole… senza trasparenza non può esserci partecipazione».
La sua opinione sulle ultime variazioni al Bilancio approvate?
«Le ultime variazioni di bilancio hanno riguardato un ulteriore impiego del disavanzo per realizzare lavori di potatura straordinaria (per euro 40.000), interventi di urgenza per rattoppare buche del manto stradale di strade rurali (euro 50.000) e per la realizzazioni di refettori scolastici, a fronte di un finanziamento regionale (di circa euro 357.000) ottenuto nell’anno 2017 e che abbiamo rischiato di perdere per l’inerzia dell’ufficio tecnico competente, ma, che per un colpo di fortuna, sono arrivati ugualmente.
Relativamente ai due primi investimenti, proprio per quanto denunciato in risposta alla sua prima domanda, non mi è dato pronunciarmi con cognizione di causa visto che la proposta di delibera è giunta in Commissione Bilancio tre giorni prima del Consiglio e sfornita di qualsiasi prospetto di futura spesa giustificativa o di una minima relazione che permettesse di valutarne il merito della scelta.
Sull’impiego dei 357.000 euro, mi auguro che la maggioranza non ripeta l’errore di impiegarli indicendo gare d’appalto ispirate al criterio del prezzo più basso, ma dell’offerta più vantaggiosa. Tuttavia, non posso non evidenziare la curiosa circostanza che le scuole di Turi sono quasi tutte carenti del certificato di agibilità sismica e che per tale criticità, a detta dell’ing. Di Bonaventura, il Comune non ha potuto partecipare ad altro bando destinato alle scuole per non aver ottemperato alle verifiche sismiche previste dall’OPCM 2003. Speriamo che ciò non crei problemi futuri alle casse del Comune, in caso di successiva verifica dei requisiti dei beni oggetto del finanziamento».
Cosa ne pensa della notizia dell’intervento della Corte dei Conti sul riaccertamento degli oneri di urbanizzazione?
«Su questo punto molto delicato e rispetto al quale il sindaco ci ha fornito una risposta negativa nel corso dello scorso Consiglio comunale stiamo verificando. Abbiamo fatto anche accesso al protocollo per capire se davvero è giunta o meno una comunicazione da parte della Corte dei Conti. Tuttavia, noi del gruppo “Patto per Turi” non siamo rimasti inerti, lo scorso 4 dicembre, infatti, abbiamo inoltrato una interrogazione al sindaco con la quale chiediamo tutti i chiarimenti del caso, sia rispetto allo stato dei fatti, sia in merito ai provvedimenti che si intendono adottare da qui a breve, per evitare di incorrere nella prescrizione dei crediti vantati dal Comune».
Chiudiamo con la programmazione natalizia. Concorda che Turi si stia muovendo in ritardo rispetto ai Comuni viciniori?
«Sulla programmazione natalizia non mi preoccupa tanto la tempistica, quanto l’impegno di spesa che la giunta ha destinato ad un programma a dir poco noioso e obsoleto. Si impegnano ben 16.500 euro per realizzare le solite luminarie; un concerto il giorno dell’Immacolata nella Chiesa Madre; l’allestimento di due alberi di natale, uno in piazza e l’altro in villa; il solito presepe vivente e la “Bassa Musica” per il giorno della Vigilia. Ebbene, 16.500 euro (ma pare che la somma sia destinata ad aumentare di altri 4.000 euro, quale cofinanziamento che il Comune destinerà alla “Nuova Pro Loco” per gli eventi da quest’ultima proposti) per un programma così striminzito e “consumato” sono francamente troppi! E parlo con cognizione di causa: si veda il programma natalizio del Comune limitrofo di Casamassima, che a fronte di una spesa di 20.000 euro offre una serie di eventi molto più numerosi, innovativi ed attrattivi per gli abitanti dei comuni circostanti. Che dire? Temo che l’assessorato alla Cultura stia dimostrando di non avere inventiva e che, nonostante la giovane età del suo assessore, sia “vecchio dentro”. Da una giovane ragazza mi sarei aspettata molto di più, dato che a Turi ci ripropongono il solito Natale di 20 anni fa. Di contro fa piacere registrare che singoli commercianti abbiano preso iniziative davvero encomiabili, che hanno dato al Paese una immagine festosa fresca e innovativa. Nonostante le difficoltà economiche note a tutti a causa del periodo di recessione economica che morde il settore del commercio».
Fabio D’Aprile