Archivio Turiweb

La Voce del Paese – un network di idee

Cultura

Dopo tre anni ritorna la festa dei Santi Medici

don Giuseppe

Il bilancio di don Giuseppe Dimaggio che celebra il suo primo anno a Turi

In occasione dei rinnovati festeggiamenti in onore di San Pio da Pietralcina e dei Santi Medici Cosma e Damiano, abbiamo chiesto a don Giuseppe Dimaggio, parroco della Parrocchia Maria SS. Ausiliatrice, di fare il punto sul suo primo anno di servizio presso la comunità turese.

 

Dopo tre anni di mancanza, la Festa dei Santi Medici Cosma e Damiano si arricchisce nuovamente della componente allegorica.

«Ci accingiamo a festeggiare anche quest’anno i Santi Medici Anàrgiri e a lodare Dio per aver donato al mondo due uomini semplicemente grandi, per mantenere viva la loro storia umana come guida luminosa ed esempio efficace di salvezza e ritrovarsi intorno a loro con la convinzione che “vi è la festa, dove c’è l’amore” (S. Giovanni Crisostomo).

Sono sicuro che la Festa dei Santi Medici sarà un ulteriore tappa nel nostro cammino insieme, che contribuirà a rafforzare la nostra comunità; per questo abbiamo deciso di osare e organizzare una festa completa sia delle celebrazioni religiose, sia delle manifestazioni ricreative che concorrono ad accrescere la fede e la gratitudine nel Signore. Se i fedeli turesi apprezzeranno, potremo pensare a come migliorare ulteriormente il prossimo anno, un cambiamento sempre costruttivo, che non dev’essere mai per la demolizione. Una delle novità più importanti è stato l’aver riportato i festeggiamenti in onore di San Pio da Pietrelcina al lunedì 23 settembre, il giorno liturgico corretto.

Per quanto concerne, invece, la componente allegorica, in alternativa alla cassa armonica, che ahimè non viene apprezzata da molti, ho preferito invitare il gruppo folcloristico “I Cipurrid” che saprà coinvolgere e animare la serata. Un grazie particolare va a tutti i benefattori, al Consiglio Pastorale, ai preziosi collaboratori, alla Corale “Maria SS. Ausiliatrice”, ai Ministranti, ai Portatori e alle Portatrici, perché per mezzo del loro sostegno e della loro dedizione tutti possiamo beneficiare del dono della festa».

 

Lo scorso 22 settembre il primo anniversario del suo insediamento a Turi. Quali sono i prossimi obiettivi?

«Confermo quello che ho già detto in passato: qui a Turi mi sento a casa. Sono molto contento della comunità viva e bella della nostra parrocchia, fonte di soddisfazioni pastorali dimostrate in occasione della “Peregrinatio Mariae” e della Festa della Madonna Ausiliatrice.

Sono certo dopo aver celebrato la festa in onore dei Santi Cosma e Damiano continueremo a metterci in ascolto dello Spirito, rispondendo all’urgenza educativa, incrementando la carità, formandoci alla scuola di Gesù attraverso la catechesi per sentirci sempre più chiesa e vivere la piena comunione»

 

Il 17 ottobre del prossimo anno ricorre il centenario dalla nascita di don Giovanni Cipriani. De Grisantis ha lanciato l’idea di una fondazione musicale a lui intitolata

«Sarebbe un’idea molto bella, in quanto servirebbe a non dimenticare e a trasmettere ai giovani la storia e il valore di chi ha fatto della propria vita un dono».

 

Come risponde alle critiche, seguite agli spettacoli pirotecnici degli scorsi giorni, circa la necessità di investire denaro nei fuochi d’artificio anziché in interventi strutturali per la parrocchia o in donazioni per il piccolo Domenico?

«Rispondo a queste critiche con un episodio evangelico: una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di gran valore, cominciò ad ungere il capo di Gesù. Alcuni presenti, tra cui Giuda Iscariota, indignati per lo spreco domandarono a Gesù:

“Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona”. (Marco 14 4-6)

È sempre facile fare carità con le tasche degli altri. Inoltre, non va dimenticato che la Festa parrocchiale è frutto delle decisioni dell’intero Consiglio pastorale e il parroco deve anche raccogliere quelli che sono i desideri della comunità. Non sempre è possibile accontentare tutti; come dicevano i latini “in medio stat virtus”. Sono fuochi piccoli, poco costosi, d’altronde l’intera Festa dei Santi Medici è sobria e piccola. Naturalmente, come per ogni altra festa parrocchiale, non mancherà una voce in bilancio dedicata alla carità, in rispetto della massima trasparenza. Invito chiunque non sia d’accordo con le scelte fatte al dialogo e all’incontro, collaborando tutti insieme per un paese più vivo e più accogliente».

Damiano Barbieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *