Splende… sul “Passa pass”

Don Giovanni e Don Giuseppe per celebrare il tradizionale rito della protezione dei bambini
Il copione lo abbiamo già visto lo scorso anno e lo vediamo ripetere ogni 25 aprile, ma l’emozione del rito del “Passa pass” non ferma nessuno. Così, anche nella mattinata di giovedì 25 aprile, il richiamo della tradizione è più forte e, approfittando del sole che scalda la giornata, il rito si è concluso. Turi e i turesi non potevano mancare alla passeggiata del “passa pass”, vestiti a festa, sorridendo alla Primavera che sgomitava ad arrivare e che in mattinata ha fatto capolino, cacciando via il vento e spennellando il paesaggio con i suoi colori.
Tutto si rinnova nei dettagli di una benedizione che vuole padrini e madrine al fianco di piccoli che indossano le consuete fasce. È sin dalle 10.30, tante le persone che affollato la piazzetta antistante la Chiesetta di San Rocco dove, un abbraccio cittadino, si è stretto attorno all’amato Don Giovanni Amodio che non è voluto mancare ad essere al fianco dei suoi fedeli. Con lui, per la prima volta, Don Giuseppe ha pregato in questo percorso di tradizione cittadina, e lo hanno fatto con il consueto sorriso e affettuose parole rivolte alle famiglie e ai piccoli che percorreranno i tre giri beneauguranti.
Preghiere, rito, tradizione poi si sono rinnovati per la seconda parte della mattinata, quando le famiglie si sono disposte su due file dietro l’effigie della Madonna dell’Annunziata, pronte a percorrere i consueti tre giri attorno alla Chiesetta. Sono ormai 116 anni che l’antica tradizione si rinnova nella nostra cittadina, nella giornata della Liberazione dall’occupazione nazi-fascista e dei festeggiamenti in onore dell’Annunziata. Un corteo che anche quest’anno si è infittito di giro in giro, attorno al simbolo di Turi, la cappellina di San Rocco, per invocare la protezione della Madonna. Tre giri, preceduti dalla statua in legno dell’Annunziata, come richiede una tradizione importata a Turi nel 1903 e nata come evoluzione di un rito. Questa usanza fu spostata dal 25 marzo – giorno appunto dell’Annunziata – al 25 aprile da don Donato Totire nel 1950.
Il passa passa detto anche passata è la sopravvivenza di un antico rituale magico-religioso legato alla prevenzione e alla cura dell’ernia infantile. Nel tempo si è caratterizzato in diverse tipologie: passaggio attraverso un arco di foglie, un arco di pietra, una porta e poi un percorso circolare intorno ad un luogo sacro, come nel caso di Turi. Il passa-passa a Turi si svolge dal 1903, anno in cui i turesi hanno cominciato a disertare i passa-passa di Gioia del Colle e Rutigliano.
La data non è casuale, ma è legata alla storia della cappella di San Rocco, intorno alla quale si svolge il rito. Famiglie di notabili turesi costruivano cappelle in memoria dei loro defunti, o donavano risorse in favore di conventi e opere pie. Anche la dedica a San Rocco, santo taumaturgo di Montpellier, potrebbe avvalorare l’ipotesi di una vocazione popolare del restauro.
Attualmente a Turi il rito che si svolge il 25 aprile è una manifestazione di fede, ben articolata, un grande anello di piccoli a adulti che girano passo dopo passo intorno a tre isolati, compresa la chiesetta di San Rocco, presso Largo pozzi. Pregano la Madonna Annunziata affinché protegga particolarmente i bambini e li liberi da ogni male, soprattutto dall’ernia, detto il male della Madonna.
CINZIA DE BIASE