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“Ciò che si semina, si raccoglie”

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“A Turi si è sempre e solo seminato seme vacante, sterile e questi sono i risultati…”

Il Movimento Civico Azione Popolare “Angelo Genghi” ritorna, dopo la pausa estiva, ad affrontare vecchie e nuove problematiche che riguardano Turi e lo fa, in esclusiva, sulle pagine del nostro giornale.

Vi proponiamo la prima di due parti della nostra intervista effettuata ai componenti del Movimento, con una notizia inedita dell’ultim’ora.

Come vedete l’azione amministrativa del Commissario e come valutate il commissariamento a cui Turi è andato incontro?

«Se consideriamo il commissariamento del nostro Comune dal punto di vista politico -amministrativo, dobbiamo affermare che è stato un grande fallimento di tutta la classe politica. I motivi principali si possono sintetizzare nella litigiosità e nella mancata collaborazione in primis fra gli stessi amministratori e poi soprattutto tra gli amministratori ed i funzionari dirigenti del Comune. Un disastro tutto ciò, ma chiaramente ed esplicitamente voluto da una buona parte di cittadini di Turi, che ancora si lascia ammaliare da questa gente!

Per quanto riguarda l’azione amministrativa del Commissario occorre scindere il giudizio tra la soluzione urgente dei problemi, senza tener conto della programmazione e della maggiore spesa, e la soluzione ragionata e ponderata degli stessi, che comporta minori spese e migliori soluzioni, però chiaramente più difficile ed articolata.

Orbene, il Commissario per alcuni problemi urgenti ha dovuto necessariamente adottare la prima soluzione, per altri poteva e doveva adottare la seconda soluzione che meglio avrebbe garantito e tutelato i cittadini e le casse comunali.

In complesso l’azione amministrativa del Commissario può essere ritenuta positiva in quanto ha scelto la via del fare, aiutato in questo anche dal fatto di essere da solo a decidere. Non dimentichiamo che i soldi non risparmiati o malamente spesi sono soldi del bilancio comunale e si sa che il bilancio comunale si regge sulle tasse che i turesi pagano. Speriamo che a spese allegre non seguano, per i turesi, aumenti delle tasse comunali. Infine riteniamo e speriamo che l’azione di programmazione e di nuove progettualità non sia abbandonata, anche se la durata del commissariamento è naturalmente breve».

 

Già da qualche settimana si vociferano nomi che potremmo leggere sui manifesti come prossimi sindaci di Turi. Quali sarebbero gli elementi che dovrebbe avere il Primo Cittadino turese e, in base a questi, pensate ad un nome?

«Noi ci auguriamo, come scritto in un nostro precedente intervento dal titolo “25 anni di mancato sviluppo a Turi”, che quanto meno questa gente, che ha contribuito a disastrare Turi, abbia la decenza di starsene a casa per non combinare altri danni, in fondo, come usualmente si usa dire: “la mela non cade lontano dal suo albero” e “ciò che si semina si raccoglie”. A Turi si è sempre e solo seminato seme vacante, sterile e questi ne sono i risultati…

Il Sindaco ideale dovrebbe essere all’altezza del ruolo, cioè dovrebbe saper coordinare, con il suo carisma, la squadra che dovrebbe amministrare insieme a Lui, e la sua squadra dovrebbe essere parte attiva di decisioni e soprattutto, il sindaco, dovrebbe saper motivare sia gli Amministratori che i dirigenti comunali a collaborare tra di loro. Certo entusiasmo e voglia di fare da parte di tutti (amministratori e dipendenti comunali) sarebbe il giusto propellente per la ripresa necessaria per il nostro Comune. Il sindaco da solo non è tutto, ma è gran parte. Attualmente non abbiamo riscontrato un leader che abbia questi requisiti.

 

Nuovi o vecchi nomi… Quale sarebbe la vostra lista ideale?

«Noi vorremmo, come detto sopra, una persona normale, competente e razionale, che guidi la squadra con pazienza, voglia di fare e soprattutto con tempo a disposizione da dedicare alla soluzione dei problemi del Comune di Turi e possibilmente a cercare di programmare qualcosa di buono per il futuro del nostro Comune. Certamente non abbiamo bisogno di gente litigiosa che ha il solo desiderio di mettersi in mostra e di apparire. E finora abbiamo assistito al teatrino di foderi, che credendosi fucili, si sono messi in mostra volendo andare in guerra e sbagliando, sono stati fucilati ed ammazzati. Non guasterebbe anche un pizzico di competenze e serietà professionale. Non dimentichiamo che la figura del Sindaco corrisponde a quella dell’Amministratore unico di una grande azienda. Ce ne rammarichiamo, ma per ora non vediamo nessuno all’altezza del ruolo.

 

Qual è la vostra posizione sulla nuova organizzazione che la Regione sta dando alla sanità pugliese?

«Non abbiamo alcun preconcetto ma come ogni novità c’è bisogno di tempo per capirla, assimilarla e valutarla. Molte volte cose giuste in teoria si rivelano deleterie in pratica. Ogni grande progetto innovativo ha bisogno di tempo per essere realizzato e per misurare i suoi eventuali benefici per i cittadini, a fronte dei costi sostenuti per la sua realizzazione e da sostenere per la sua funzionalità.

Speriamo solo che non succeda quanto avvenuto nel recente passato. Non dimentichiamo tutti gli sperperi attuati per realizzare mega strutture sanitarie all’avanguardia e progettualità futuristiche che hanno assorbito enormi fondi pubblici e che non sono mai entrati a regime in quanto, ogni amministrazione regionale che succedeva alla precedente provvedeva a cambiare e a proporre investimenti e progettualità in netto contrasto con le precedenti. La sanità fino ad ora è stata usata per tutto, tranne che per i fini pubblici a cui è preposta. Non vorremmo che il fine ultimo di questa nuova organizzazione fosse, ancora una volta, solo quello di affidare progettazione ed appalti agli amici con tangenti a politici e burocrati. Tutto ciò a spese di soli noi cittadini. Questo abbiamo visto mettere in pratica fino ad ora. Speriamo che per il futuro cambi qualcosa.

Ci terremmo, comunque, che ciò che ne resta del vicino Ospedale di Putignano, il Santa Maria degli Angeli, resti in piedi, in modo da coprire i bisogni dei paesi limitrofi trovandosi in una posizione strategica ed accessibile ai più. Anche se riteniamo che andava salvaguardato in toto, per i motivi su elencati, con le giuste lotte ed i diritti sacrosanti del popolo, ad oggi violati.

P.S. A proposito di finanziamenti assegnati della Regione Puglia, ci rivolgiamo direttamente al signor Commissario. Egregio dottor Cantadori, ci è giunta notizia che stanno revocando un importante finanziamento da parte della Regione Puglia appunto, inerente la figura di Antonio Gramsci, location: il polivalente. Se la notizia corrisponde a verità vorremmo conoscerne la motivazione tecnico-giuridica».

Appuntamento alla prossima settimana per la seconda parte della nostra intervista.

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