“Non abbiamo da più di 10 anni la linea telefonica!”
L’edilizia turese, come abbiamo ampiamente testimoniato in passato, ha vissuto situazioni di “speculazione” che continuano ancora oggi a dare i loro frutti.
Una di questa situazione è quella che riguarda le palazzine di via Rocco Scotellaro, quelle di più recente realizzazione, che, a più di dieci anni dalla loro costruzione, non hanno ancora la linea telefonica.
Abbiamo incontrato tre residenti di quella strada, il signor Filippo Lisi, il signor Antonio Corvino e il signor Costantino Tosto che, oltre a lamentare il fatto di non avere una linea telefonica, hanno fatto luce sulla poca trasparenza e sulla totale mancanza di legalità e di rispetto di qualsiasi tipo di norma, anche solo quelle dettate dal buonsenso, quando si è andato a costruire le palazzine di via Scotellaro.
Interviene per primo Filippo Lisi che racconta: “Sto parlando di una realtà che non è solo di via Rocco Scotellaro ma di molte strade che sono un pochino più all’esterno del paese, cioè le nuove costruzioni verso la Sala Enotria. A distanza di 10 anni, quando abbiamo comprato era il 2007, abbiamo scoperto che il compito di installare la linea telefonica era a carico del Comune. Inoltre, quando hanno venduto, ci avevano promesso che sarebbero state realizzate altre opere, come un piccolo cortile che non è mai stato fatto”. I residenti si rivolgono quindi al Comune e diversi sono stati gli incontri: l’ultimo si è avuto in questa settimana. Prosegue Lisi: “Nel momento in cui siamo andati a chiedere al sindaco, all’assessore Zaccheo e all’ingegner Bonventura lumi sulla questione, hanno preso atto della cosa, ma ci hanno risposto che “non ci sono i soldi”. Vedendosi davanti a delle persone molto arrabbiate hanno cominciato a fare promesse, dicendo che inseriranno l’opera nel Piano Triennale. Una presa in giro in pratica”.
Il signor Antonio Corvino ricorda come, se non fosse stato per l’interessamento di Carmine Catalano di Turi Futura, le loro richieste (che comunque in gran parte non sono state ancora esaudite) sarebbero rimaste assolutamente inascoltate. Corvino racconta anche come, avendo dei figli in età scolare, il non avere la linea telefonica e quindi internet diventa davvero un problema: “Adesso per i nostri figli partirà il progetto “Scuola senza zaino” con gli e-book… e come facciamo senza internet? Internet è protagonista, serve. Tra l’altro in quella strada c’è la fibra ottica che ci passa proprio nel mezzo! È paradossale!” Continua Corvino: “Fortunatamente è intervenuto a questo punto Carmine Catalano di Turi Futura, che ha coinvolto l’Ufficio tecnico che è andato a vedere le carte”.
Il Signor Costantino Tosto, forse per deformazione professionale (è un carabiniere), sottolinea i molti illeciti commessi sia dal Comune che dalla ditta costruttrice. Afferma Tosto: “Il Comune, per legge, dà i permessi a costruire se ci sono le opere di urbanizzazzione, se il Comune si impegna a farli nei prossimi tre anni o se demanda di farle alla ditta. Il Comune, dieci anni fa, non ha fatto nessuna di queste scelte, non ha previsto nel suo piano come fare le opere di urbanizzazione e non ha detto alla ditta di fare le opere di urbanizzzione; già questa cosa per me è un illecito perchè c’è una omissione di atti d’ufficio. Nel 2006 la ditta comincia a fare i primi atti di vendita e decide in autonomia di mettere, velocemente, gas, luce e acqua, altrimenti non avrebbe venduto. Quando la zona si è popolata, e siamo ormai nel 2010, abbiamo fatto un Comitato e abbiamo chiamato in giudizio il Comune perché volevamo la strada asfaltata e la linea telefonica. Il Comune è riuscito a far saltare ben due udienze. In termini di urgenza ed in questo lasso di tempo, il Comune ha provveduto velocemente ad asfaltare la strada e assurdamente – lo stesso giorno – la ditta costruttrice si è ricordata della linea telefonica e ha messo a caso dei tubi telefonici, senza nessun progetto, letteralmente “buttandoli” nel terreno”.
Ad oggi, e siamo nel 2017, la linea telefonica manca ancora e l’Amministrazione attuale ha promesso che provvederà ad inserire l’opera nel Piano triennale. Cio significa che, ammesso che l’Amministrazione sarà ancora la stessa, non se ne parlerà prima del 2020. Insomma, una vera ingiustizia che nonostante le lotte, pare ancora non avere soluzione.

