Nico Catalano eletto nel Dipartimento regionale Agricoltura
Come annunciato dal segretario turese Fabrizio Resta, Nico Catalano è da poco stato nominato nella Direzione regionale di Sinistra Italiana. Per l’occasione lo abbiamo ascoltato facendoci spiegare in cosa consisterà il suo ruolo all’interno del dipartimento regionale agricoltura e quali sono le idee chiave su cui puntare per rilanciare un settore sempre più in difficoltà.
Quando e quale organo ti ha eletto nel dipartimento regionale agricoltura?
“Il 22 Aprile scorso, durante il primo congresso regionale del partito di Sinistra Italiana, i delegati pugliesi all’assemblea congressuale mi hanno nominato componente della Direzione, un organo non pletorico, ma snello e nell’intenzione operativo in cui ognuno di noi dovrebbe prendersi
sulle “proprie spalle” un pezzettino di lavoro di gruppo, ricoprendo un ruolo inerente alle sue competenze professionali.
Di cosa ti occuperai nel dipartimento agricoltura della Direzione regionale?
“Essendo un volontario e non un politico a tempo pieno, svolgendo nella mia vita la professione di dottore agronomo, il mio ruolo sarà quello di occuparmi del nascente dipartimento regionale agricoltura, apportando l’esperienza maturata prima nel campo della ricerca agronomica e poi quella presso il servizio di autorità di gestione del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia (PSR) nelle programmazioni 2007-2013 e 2014-2020, nonché di attivista e figura di riferimento regionale di associazioni e movimenti che promuovono l’agricoltura biologica e sostenibile”.
Quali pensi dovrebbero essere le iniziative che Sinistra Italiana dovrebbe prendere in tema di agricoltura o più in generale?
“Credo che Sinistra Italiana in Puglia dovrebbe battersi per dare dignità al lavoro di coltivatori e braccianti tramite la difesa delle nostre eccellenze enogastronomiche, oggi purtroppo oggetto di azioni speculative ad opera dei mercati e della GDO (grande distribuzione organizzata), dovute principalmente a quella globalizzazione senza etica e regole, vera causa di tutte quelle distorsioni economiche che hanno come effetto i bassi prezzi alla raccolta delle nostre tipicità, come quelli che in questi giorni si stanno verificando in Puglia per il grano duro e le ciliegie.
Inoltre si dovrebbe promuovere un nuovo modo di fare agricoltura basato su associazionismo, cooperazione e mutualismo, all’insegna del rispetto dei lavoratori tutti, delle risorse non riproducibili, dell’ambiente, dell’ecologia dei luoghi e della salute di cittadini e consumatori.
Dalla crisi odierna si esce se si reagisce mettendo da parte i campanilismi, innovandosi e magari sommando ai nostri ottimi prodotti, nuove idee e servizi rappresentati da concetti come certificazioni di filiera etica e ambientale, mercati contadini, chilometro zero, filiera corta, agricoltura sociale, aziende didattiche e agriturismi. Tutte opportunità offerte da quella multifunzionalità agricola già implementata con successo in altri luoghi d’Italia e d’Europa”.
