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“Brevi cenni sul recente restauro del Chiostro delle Clarisse”

Logrillo

 

L’architetto Pietro Logrillo racconta come è stato restaurato il Chiostro


Tra i tanti appuntamenti previsti per l’inaugurazione del laboratorio urbano “Casa delle Idee” di Turi del 3 Dicembre, è stata organizzata la conferenza intitolata “Brevi cenni sul recente restauro del Chiostro delle Clarisse”, che ha visto come relatori l’architetto Pietro Logrillo, in qualità di progettista e direttore dei lavori, la restauratrice Daniela Angelillo e la professoressa Carmela Mezzapesa, in qualità di moderatrice del simposio.

L’architetto Logrillo ha raccontato ai numerosi presenti nella nuova sala conferenze di alcuni ritrovamenti che, grazie all’importante progetto di restauro, sono stati riportati alla luce. “Il progetto inerente al restauro del convento delle Clarisse è nato nel 2011 – ci spiega l’architetto – con l’intenzione da parte del Comune di Turi di partecipare a un Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, intervento anche cofinanziato dall’Unione Europea FESR 2007-2013. I Comuni di Turi, Sammichele e Casamassima si sono messi insieme per partecipare al finanziamento, e Turi, in qualità di paese capofila del raggruppamento, candida appunto il Complesso Monastico del Chiostro delle Clarisse da adibire a sede centrale per i laboratori urbani. Ecco perché il progetto ‘Casa delle Idee’ si sposa benissimo con quelli che erano gli intenti del finanziamento, essendo un laboratorio urbano”.

“Una volta ottenuto il finanziamento – prosegue Logrillo – il Comune di Turi ha provveduto ad indire un bando per l’affidamento della progettazione esecutiva e della direzione dei lavori. Il caso ha voluto che tra i tanti raggruppamenti partecipanti, siamo stati noi gli aggiudicatari. Il progetto esecutivo è stato redatto dal sottoscritto in collaborazione con lo studio Finepro S.r.l. per un totale di 930.000,00€. Siamo stati anche fortunati nel ritrovarci come impresa aggiudicataria dell’appalto la ICORES da Portici (NA) guidata dall’arch. Michele Izzo, la quale si è rivelata una ditta seria e preparata e della quale ho molto apprezzato il voler subappaltare diversi lavori a piccole realtà locali”.

Logrillo pubblico

Scorrendo le slide del materiale informativo mostratoci dall’architetto, abbiamo anche conosciuto quelli che sono stati gli obiettivi e le finalità del progetto, che prevedevano il recupero di tutti quegli ambienti del piano terra che si presentavo in uno stato di abbandono, il riuso degli ambienti degradati o destinati a locali tecnici, il risanamento delle murature degradate, l’adeguamento degli impianti tecnologici esistenti. Quasi tutti gli interventi sono stati effettuati utilizzando materiali tipici e della tradizione costruttiva del territorio. Sono stati impiegati intonaci a base di grassello di calce, vernici per i legni a base di olio di lino e resine naturali e tinteggiature a base di calci naturali.

In ambito di restauro, è anche intervenuta la restauratrice Daniela Angelillo, che ha voluto mettere al corrente la cittadinanza dello stato di conservazione di alcune opere situate nella sagrestia della Chiesa di Santa Chiara, ovvero San Felice e San Filippo.

“Come nasce un buon progetto?” – continua a chiedere la professoressa Mezzapesa. “Sicuramente da alcune ricerche di carattere preliminare – risponde l’architetto. Importante è anche individuare il suo inquadramento urbanistico all’interno del costruito. Certamente non può mancare la ricerca documentaria per aiutarci a comprendere le varie trasformazioni che nel corso degli anni possono aver interessato la struttura. Questo edificio, in particolare, riesce di difficile lettura, poiché sin dall’idea primigenia è sempre stato oggetto di ristrutturazioni, a volte anche molto importanti. Le ricerche documentarie, poi, mi hanno aiutato certamente ad individuare alcuni elementi architettonici dei quali prima non si aveva cognizione”.

“Ho apprezzato molto due cose – conclude Logrillo – in primo luogo il logo scelto dall’associazione che gestirà d’ora la “Casa delle Idee”, in quanto la “chiocciola” ben rappresenta quelli che sono gli intenti e le tematiche del laboratorio urbano, ed in secondo la scelta di voler denominare ogni singola stanza dell’ex-complesso monastico, con nomi di figure importanti della storia di Turi, oltre a quella di aver intitolato questa sala (la sala conferenze, ndr) ai Fratelli Vittore, che circa quattrocento anni orsono hanno investito tutti i propri beni per realizzare questi edifici e donarli alla cittadinanza”.

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