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Pokémon Go spopola anche a Turi

pokemon Turi (6)

 

Il discussissimo gioco per cellulare riunisce tanti ragazzi appassionati


È ormai un fenomeno mondiale quello di “Pokémon Go”, il famosissimo gioco per dispositivi mobili Android e IOS che da qualche settimana sta facendo riversare nelle strade tantissimi appassionati del game e della serie animata che tanto hanno sperato di poter vivere un’esperienza “reale” come allenatori di Pokémon.

Il gioco doveva ancora essere ufficialmente rilasciato e già tantissimi ragazzi ci stavano giocando, approfittando di server non ancora del tutto stabili; a dimostrazione del fatto che molti non vedevano l’ora di mettersi alla prova.

Si sentono tantissime storie legate al gioco, belle e brutte, ma tentiamo di analizzare obiettivamente la questione. Un gioco, come qualsiasi tipo d’intrattenimento, può sicuramente portare alla dipendenza, quindi va senza dubbio considerata un’attenta gestione delle ore passate su “Pokémon Go”. Le storie di incidenti per colpa del gioco sono purtroppo una nota triste, che comunque è legata alla “disattenzione”: per giocare non è necessario tenere il capo chino sul dispositivo in ogni momento, poiché il gioco presenta un sistema di notifiche con suoni e vibrazioni che avvisano il giocatore della presenza di un Pokémon o di un punto d’interesse; ciò permette al giocatore di guardare tranquillamente davanti a sé quando cammina alla ricerca delle creature virtuali.

Di positivo c’è che questo gioco porta alla socializzazione (a differenza di quanto altri giochi elettronici non facciano), poiché induce la gente a uscire di casa per cacciare Pokémon e a riunirsi tutti insieme nei punti d’interesse situati sulla mappa, per condividere opinioni e oggetti del gioco.

Ma veniamo alla situazione turese: al momento possiamo contare la bellezza di 18 Pokéstop e 4 Palestre. Questi sono tutti punti “virtuali”, situati in corrispondenza di zone culturali o comunque importanti del nostro paese, come ad esempio la Palestra della Chiesetta di San Rocco o il Pokéstop del monumento dei caduti, denominato “Cannon and Soldier”. Alcuni monumenti non sono Pokéstop o Palestre, ma è già stata fatta richiesta da parte dei giocatori turesi per integrarli nel gioco.

Ci sono in totale tre grandi fazioni, la blu, la rossa e la gialla. Al momento i Blu sono leggermente avvantaggiati: essendo la squadra più numerosa a Turi, hanno la possibilità di conquistare più spesso le Palestre e quindi possono ottenere con più facilità monete spendibili del gioco. Subito dietro i Blu ci sono i Rossi, che spesso e volentieri contendono le palestre ai primi, soprattutto quelle di San Rocco e della fontana della villa comunale. Per ultimi ci sono i Gialli che, nonostante siano ancora pochini, sono comunque molto avanti nel gioco, e ciò permette loro d’intrufolarsi nella faida tra Blu e Rossi.

 

Uno dei giocatori più assidui, Alessandro Turino del team Blu, ci ha concesso una brevissima intervista.

Ciao Alessandro, come hai accolto la notizia dell’uscita del gioco Pokémon Go?
“Beh, Pokémon è un gioco che mi ha affascinato fin dall’infanzia, ho iniziato a giocare con Pokémon Blu sul Game Boy Color nel lontano 1999 e da allora non ho più smesso. La cosa più bella era immaginare, con il mio amico d’infanzia, che queste creature fossero reali e simulare combattimenti tra i nostri Pokemon. Una volta appresa la notizia dell’uscita di Pokémon Go ho visto le fantasie d’infanzia divenire realtà”.

Com’è cambiata la tua quotidianità da quando hai iniziato a giocarci?
“Per me sono cambiate alcune abitudini: esco più spesso con i miei amici, sia in bici sia a piedi, per andare a catturare i Pokémon. Vicino ai punti d’interesse culturale si possono reperire oggetti utili nel gioco ed è proprio in questi luoghi, come la chiesa di San Rocco o la chiesa di San Giovanni, che ho conosciuto altre persone che ci giocano”.

Essendo uno dei giocatori più esperti di Turi, te la senti di dare un giudizio su quest’esperienza?
“Certo, bisogna ricordarsi che essendo un passatempo, come tale va trattato: è competitivo come gioco ma non bisogna esagerare e ricordarsi che non c’è un premio in ballo. L’unico scopo è divertirsi e passare giornate all’aperto con gli amici”.

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