Il Console Abbinante a bordo dell’Aretusa

Accordo tra Italia e Marocco per l’utilizzo della nave impegnata in missioni climatiche e ambientali
Mercoledì 8 giugno, il turese Vincenzo Abbinante Console onorario del Regno del Marocco, ha avuto l’onore di salire sulla nave Aretusa ormeggiata nel molo di Monopoli per dei carotaggi. Aretusa (5304), nave idro-oceanografica, è stata consegnata alla Marina Militare nel 2002, unitamente a Nave Galatea (5308), seconda Unità classe “Ninfe”. L’Unità, dalla peculiare architettura a catamarano, è interamente realizzata in materiale composito FRP (Fibre Reinforced Plastic). Le dimensioni dell’Unità sono di 415 metri.
È una nave italiana strategica, poiché studia a livello internazionale le carte nautiche, soprattutto i porti commerciali, turistici e militari, con una precisione capace di individuare un oggetto di 6 centimetri a una profondità di 100 metri.
Il Console Abbinante è stato invitato e ha incontrato il capitano di vascello, al quale ha consegnato il crest del Regno del Marocco, ricevendo in cambio una carta storica del porto di Genova.
Questo incontro tra Italia e Marocco è avvenuto poiché l’equipaggio della nave Aretusa concederà il proprio Know-how anche agli ufficiali della Marina Militare marocchina. Ogni tre mesi, grazie agli accordi internazionali tra Italia e Moracco, la Marina marocchina potrà ospitare degli ufficiali italiani dell’Aretusa per acquisire nozioni circa l’uso e le potenzialità di questo gioiello tecnologico tutto italiano.
Inoltre, una nave di questa flotta sarà impegnata in missioni in Antartide, dove scienziati dell’Enea, del Cern e di Istituti scientifici mondiali, parteciperanno a missioni esplorative incentrate sulle problematiche legate all’effetto serra, al surriscaldamento e scioglimento ghiacci, e all’inquinamento.