Reddito di Dignità: un incontro per presentarlo ai cittadini

Mercoledì 23 marzo si è tenuto presso l’Ex Convento delle Clarisse, sezione del Centro Polivalente di Turi, un incontro organizzato dalla sezione locale PD in collaborazione con le sezioni provinciali e regionali, finalizzato a far comprendere ai cittadini la nuova legge del Reddito di Dignità. L’incontro (che sarebbe dovuto iniziare alle 18.30, ma che ha visto il primo relatore prendere il microfono in mano con ben 45 minuti di ritardo!) è cominciato con un discorso introduttivo del Segretario PD di Turi, Giuseppe Gravinese, che ha presentato grandi linee la suddetta legge alla sala fresca di ristrutturazione. Il Reddito di Dignità, approvato dalla Regione Puglia lo scorso 2 marzo, prevede 600 euro al mese per 20mila famiglie, corrispondenti a circa 60mila pugliesi. Lo spirito della legge è quello di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono di fatto lo sviluppo, la crescita e l’integrazione del cittadino nella società italiana, seguendo il principio di uguaglianza e parità su cui si fonda l’Articolo 3 della Costituzione Italiana. La Regione sfrutterà risorse da 70 milioni di € l’anno (per un totale di 350 milioni in 5 anni) per favorire le famiglie con un reddito patrimoniale, calcolato con l’indice ISEE, minore o uguale a 3000 €. Questa legge offre a chi ne ha bisogno gli strumenti di sostentamento primari, consentendo loro allo stesso tempo di concentrarsi sulla formazione e sulla reintegrazione sociale e lavorativa. «Il Welfare è da sempre stato incentrato sull’assistenza» dice il Consigliere Regionale PD Marco Lacarra «è tempo che si evolva come in alcuni Paesi del Nord Europa, con un sistema che reinserisca socialmente, prima che lavorativamente, l’individuo.» Tra la Regione e che fa domanda per questo servizio, infatti, si viene ad istituire un patto di intrusione sociale, con obblighi dei “contraenti” che si impegnano a reinserirsi rispettando le regole e svolgendo un’attività lavorativa presso un’azienda convenzionata per un anno circa, con controlli e valutazioni in collaborazione con la Guardia di Finanza per verificare che le domande siano effettivamente bisognose e con redditi sotto la soglia, evitando spiacevoli situazioni come truffe in falsa dichiarazione e altro. Le famiglie idonee potranno far domanda presso uno sportello che lavorerà non a limite di tempo, bensì fino all’esaurimento delle risorse destinate alla causa; inoltre sportelli informativi, fisici e online, saranno “allestiti” dal PD per rispondere alle domande degli utenti. La risorsa sarà erogata mensilmente dall’INPS, senza dover così istituire ulteriori enti; verrà inoltre creata una graduatoria, stipulata in base a vari indicatori e parametri economici e sociali. Una importante critica è stata fatta al Movimento 5 Stelle, colpevole di non aver agevolato l’approvazione, anzi, quando fa proprio dell’ascolto dei cittadini il punto cardine dei propri programmi. Sono intervenuti, inoltre, il Segretario Provinciale del PD Ubaldo Pagano, l’Assessore delle Politiche Sociali del Comune di Turi Giusy Caldararo e il Sindaco Domenico Coppi. Quest’ultimo ha raccontato un aneddoto risalente ai tempi della giunta De Grisantis «Convocammo tutte le famiglie che richiedevano il sussidio e chiedemmo loro “Sareste disposti a prendere 200 € lavorando?”. Molti andarono via e non richiesero più sussidi, mentre l’altra metà accettò così che potemmo dargli anche il doppio.» Questo strumento, che la Puglia è la prima in Italia ad adottare, può dare il via ad un graduale processo di risanamento per questo tipo di problematiche sociali, restituendo allo Stato forza lavoro da impiegare per varie mansioni ad oggi incompiute. Una legge in cui tutti sembrano guadagnarci qualcosa? Ce lo auguriamo.