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“Camposeo farebbe bene a dimettersi”

Paolo Tundo

I motivi della variante. “Sono partito dai documenti per cercare di capire quali sono stati i motivi della variante rispetto al progetto esistente, che prevedeva una larghezza, da una parete all’altra, di circa dieci metri”. Mentre parla dei lavori di sistemazione di Lama Giotta e delle aree a sud e a nord dell’intersezione con la Strada Provinciale Turi-Conversano, il consigliere Paolo Tundo tira fuori una cartellina piena zeppa di documenti e ci mostra la determinazione n. 188 del 22 ottobre 2015.

La determinazione. Del documento in questione ci legge alcuni estratti. “I lavori hanno avuto inizio in data 12.09.2013”. Durante l’operazione di “demolizione di una vasca in c. a. (cemento armato ndr), è emerso che le fondazioni delle campate del ponte esistente erano solo poggiate su uno strato di roccia e contenute dal muro della vasca in c. a. a valle dello stesso, che funge da sostegno alle fondazioni esistenti”. “Al fine di evitare il collassare delle fondazioni, il Direttore dei Lavori […] ha ritenuto opportuno demolire l’attuale struttura e costruirne una nuova in modo da trarne benefici sia in termini idraulici che in termini di realizzazione”. “Pertanto il Direttore dei Lavori […] ha predisposto apposita perizia suppletiva e di variante approvata con determinazione n. 167 del 09/03/2015 dell’importo complessivo di euro 900.000,00”. Inoltre “per poter accedere alla realizzazione dei lavori così come previsti in perizia è necessario ed urgente rimuovere le interferenze, tra cui i cavi della linea elettrica urbana”. “A tal fine, veniva chiesto all’Enel preventivo di spesa per lo spostamento della predetta linea”. “L’Enel, a seguito di sopralluogo, presentava, in data 03.09.2015, […] apposito preventivo quantificando in complessivi e presumibili euro 23.817,02 compreso IVA come per legge, la spesa corrente”.

La parte politica totalmente assente. Oltre l’ingente danno economico che colpisce pesantemente tutta la comunità turese, secondo il consigliere Tundo la gravità sta anche nel fatto che “la parte politica sia stata totalmente assente in tutto ciò”. “L’Assessore ai lavori pubblici aveva il dovere morale di riportare all’interno della sua maggioranza quanto stava accadendo, discutere anche con noi il nuovo progetto che prevedeva un’ampiezza di carreggiata di 7 metri e 20. Chiarire i motivi del restringimento, visto che prima si parlava di una larghezza di dieci metri”. E ci fa notare che in questa vicenda Turi andrebbe controcorrente rispetto a quella che è la normativa europea che spinge ad un miglioramento della viabilità, con strade più ampie, e all’eliminazione delle barriere architettoniche. Tundo si chiede come potrà essere possibile, magari, per un disabile in carrozzella attraversare quel ponte.

Camposeo doveva vigilare. “Nessuno nega la responsabilità dell’area tecnica – prosegue il coordinatore di Forza Italia – ma anche l’Amministrazione ha la sua parte di colpe. È mancato il controllo dalla parte politica, l’assessore Camposeo doveva vigilare”. “L’Assessore non è stato attento”, “nelle sue affermazioni pubbliche ci sono delle contraddizioni”. E aggiunge: “Se fossero stati attenti, tutto ciò non sarebbe successo. La parte politica si deve prendere tutta la responsabilità di quanto accaduto”. “Camposeo farebbe bene a dimettersi”.

Anche l’opposizione ha “dormicchiato”? – gli chiediamo. Ci risponde: “Beh, io non direi!”. “Ho chiesto al Presidente della Commissione di Controllo, Fabio Topputi, di partecipare come consigliere comunale perché voglio porre dei quesiti. Ne approfitto per dire che a mio parere anche l’organo di controllo è mancato (e vedi che anche qui c’è un po’ di ‘dormienza’). Il Presidente non ha posto obiezioni. Se qualcuno dovesse dirmi che non posso partecipare, farò una denuncia alla Procura della Repubblica”. Suggerisce anche un Consiglio comunale monotematico, anche se “si fa un Consiglio comunale ogni tre mesi”, “e là si vede che lavorano tanto” – asserisce ironicamente – “anche perché quel poco che c’è, e che proviene dalle vecchie amministrazioni, non lo sanno nemmeno controllare”.

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