Palmisano a Tundo: “Ritirati in grande stile”

Che fine ha fatto Angelo Palmisano? Una ventata di politica ha rimescolato personaggi e trama della novela del centrodestra turese. Le recenti cronache paesane ci insegnano che in politica “mai dire mai”: Tundo che diventa coordinatore locale di Forza Italia, la Volpicella che passa ad “Oltre con Fitto”, l’ex consigliere regionale Boccardi che torna da Berlusconi e diventa senatore. E Angelo Palmisano, ex coordinatore locale di Forza Italia quando si andava d’amore e d’accordo, oggi che fine ha fatto? All’inizio della campagna elettorale regionale, c’è chi avrebbe giurato che anche lui avrebbe appoggiato Fitto, insieme a Boccardi e alla Volpicella. E in effetti, per un breve istante, sembrò che quell’intuizione corrispondesse alla realtà dei fatti. Poi tornò sui suoi passi e durante la campagna elettorale rimase con Berlusconi, ma nell’ombra di Tundo. E nell’ombra pare continui a restare.
“Resto sempre in Forza Italia” dichiara l’ex coordinatore, “sono coerente nel bene e nel male con le mie scelte”.
“I rapporti sono “freddi”. “Freddi”: è con questa parola che Palmisano definisce i suoi rapporti con Boccardi, la Volpicella e Tundo, le tre personalità politiche di spicco di Forza Italia a Turi. Con i primi due, Palmisano parla di un “allontanamento” risalente al periodo preelettorale, quando Boccardi scelse la strada di Fitto, mentre lui restò con Berlusconi. Da allora non ci sarebbero stati più contatti tra i tre. Per quanto riguarda Tundo, invece, più che di “freddo”, potremmo parlare di un “congelamento”. In effetti, l’ex coordinatore non avrebbe “digerito lo scavalco” del consigliere, che approfittando della confusione, è riuscito a farsi nominare coordinatore cittadino.
Perché Vitali ha optato per Tundo, quando poteva benissimo lasciare Palmisano al suo posto? “Io mi sono fatto la stessa domanda. – ci risponde – La politica molte volte è fatta di numeri. Tundo probabilmente ne ha più di me. Anche se alle regionali ha dimostrato che non è così forte come una volta. Vedremo”.
Riavvicinamento di tutte le forze di centrodestra. Un riavvicinamento di tutte le forze del centrodestra turese sembrerebbe ad oggi lo slogan di chi spera di poter rimettere insieme i cocci. Ad un’eventualità del genere, “io non ho nessun pregiudizio”, confessa Palmisano. “Se si riuscisse a creare un gruppo solido, ovviamente, sarebbe politicamente interessante. Però i minestroni, no, non mi piacciono. Invece con un nuovo progetto potrebbe essere interessante”.
Tundo è la persona giusta per Turi? “Diciamo che dopo tanti anni, Tundo dovrebbe pensare di dare il suo contributo dall’esterno. Ha fatto il suo tempo, secondo me. Dopo quasi trent’anni, credo che debba lasciare il passo. Ritirarsi in grande stile. Tundo è ciò che qualcuno definisce una “macchina da guerra” in campagna elettorale, ma la cosa sta andando scemando e lui dovrebbe rendersene conto, visti anche gli ultimi risultati”.
Turi al centro delle discussioni del centrodestra regionale. Non si è ancora ben capito cosa si voglia dire con “ristrutturazione” del partito dalle basi. “Bisogna innanzitutto capire cosa intenda Berlusconi con ‘nuovo soggetto politico’. Turi adesso potrebbe strategicamente diventare un laboratorio dell’intera Puglia, perché abbiamo il senatore che comunque è una risorsa, abbiamo un paese che è storicamente di centrodestra, anche se governato dalla sinistra. Anche le ultime discussioni riguardo la nomina di Boccardi a coordinatore regionale hanno messo Turi al centro dell’attenzione delle discussioni del centrodestra di tutta la Puglia. Turi è un terreno fertile”.