Marzella al Talos per chiudere il Festival

Due serate hanno raccotato il mondo interiore e lo spirito del noto artista turese Michele Jamil Marzella. Un assolo, la sera del 4 ottobre, e un suono nella Minafric Orchestra a chiudere la grande vetrina del jazz firmata Talos Fesival.
“Sono ormai un abituè al Talos Festival, dove suono sin dal 2004” – ha commentato Marzella al termine della serata conclusiva. “Quest’anno è stato speciale poiché ho suonato tutto solo nel mio spettacolo Trombone Solo sulla Via del Possibile che ripercorre i temi del mio nuovo cd omonimo. Sono entrato in trans durante la performance!”. Ha quindi aggiunto, rileggendo le parole di uno spettatore, anche lui musicista, sulla via del possibile: “Trovare le parole per descrivere ciò che hai pro-evocato è davvero impresa ardua. Mi limiterò a ripetere ciò che, in preda ad una fortissima emozione, ti ho detto mentre eravamo seduti sugli scalini in disparte, al termine della tua esibizione. Michele Jamil Marzella hai creato un’atmosfera estatica, surreale, una vera e propria terza dimensione intrisa di spiritualità e di puro suono, il tuo suono bello ed etereo. Il tempo si è fermato, l’aria era immobile e la gente era così attonita e reverente nei confronti di ciò che stavi suscitando che aveva timore di muoversi e di respirare per non spezzare l’incantesimo. Persino il fumo dell’incenso che avevi acceso si è mosso in modo circolare, compiendo una rotazione perfetta: forse l’hai ipnotizzato, non lo so. Quando ancora risuonava l’eco del tuo ultimo suono ed è scattato l’applauso del pubblico astante, avrei voluto alzarmi ed abbracciarti perché credo che, pochissime volte nella mia vita, ho provato un’emozione tanto intensa. Tu, il trombone, il radong, e qualsiasi altra entità che ti era accanto in quel momento, siete stati fantastici. Complimenti #Miché e grazie” – sono state le parole di Agostino Bonserio.
Ma emozioni indescrivibili e sensazioni fortissime hanno conquistato il pubblico nella serata finale del festival, quella di domenica 11 ottobre, quando Marzella ha suonato come trombonista della MinAfric Orchestra “dove le emozioni sono state condivise in un simposio umano ed artistico grazie alla grande personalità di Pino Minafra. Un’esperienza di confronto, di condivisione, di esperienza, di musica”.
Una lunga parentesi musicale che preannuncia prossimi successi ed ascolti. “In questo periodo mi sto dedicando alla mia parte spirituale; sono infatti in partenza per un periodo di ritiro spirituale e sto scrivendo nuovi brani e riprendo con le mie lezioni di musica e di meditazione e concerti” – ha proferito l’artista.
Il Talos Festival appuntamento fisso nel calendario di Ruvo di Puglia, da giovedì 1 ottobre a domenica 11, ha a capo il direttore artistico Pino Minafra, trombettista e compositore, ideatore della manifestazione, che si propone di diffondere e rinnovare l’attenzione sul fenomeno della banda.
Gli artisti coinvolti per questa edizione del Talos Festival sono stati oltre 400, tra cui Fanfara di Tirana, Transglobal underground, Funkoff, Burry Guy, John Surman, Hosni Niko Zela e Albanian Iso Polyphonic Choir, Minafrìc Orchestra, Michel Portal, Bojan Z, Nicola Pisani, Michele Jamil Marzella, Conturband, Francesco Sossio Banda, Pasquale Iannarella Quartet.
Questi ospiti si sono esibiti durante gli oltre trenta concerti in programma per l’edizione 2015, che ha proposto un cartellone ricco non solo di musica, ma anche di produzioni originali, proiezioni, mostre e masterclass.
Pino Minafra riporta a Ruvo di Puglia, sua città natale, la passione per la melodia e per la ricerca musicale a cui si dedica da anni con genialità e follia, e lo fa ancora con il suo amato Talos, che torna a Ruvo dopo un periodo di assenza.
Dopo le oltre 60.000 presenze registrate nelle ultime tre edizioni, si afferma ancora una volta una delle manifestazioni pugliesi più apprezzate e conosciute a livello nazionale ed europeo.