Le promesse di Francesco

Sei anni fa conquistava lo scranno più alto di via Spalato, con lo slogan “Cambiare si può, cambiare si deve”. Sei anni dopo, archiviata la Provincia (sostituita dalla Città Metropolitana di Bari), per benedizione ricevuta direttamente da un Berlusconi risorto e in rotta di collisione con Raffaele Fitto, il prof. Francesco Schittulli si candida per cambiare la Regione Puglia. Sarà il candidato governatore di Puglia per il centro-destra.
In esclusiva per i lettori del network “La Voce del Paese”, il presidente della Lilt Schittulli, ha risposto ad alcune delle nostre domande, in attesa di un nostro approfondimento su altri temi.
A maggio 2015, il professore sfiderà il sindaco di Puglia Michele Emiliano, partendo dalla consapevolezza che bisogna recuperare il distacco ma che – ammetterà Schittulli – “il sorpasso non è difficile”.
Come intende abbattere i costi della politica? Ad esempio: ci saranno, come fece Vendola, assessori esterni, non eletti in Consiglio, che costano il doppio rispetto ad assessori scelti fra i consiglieri?
Intanto gli assessori esterni potranno, dalla prossima legislatura, essere solo due. Ma credo che, ad esempio, il vero spreco si annidi nelle Partecipate, tutte quelle società che la Regione controlla spesso inutilmente e solo per garantire poltrone ai secondi livelli. È lì che intendo in modo particolare agire. Fermo restando che accanto alla riduzione dei costi le persone devono chiedere ai politici di lavorare il doppio! Se si ha la sensazione che la Politica serva a risolvere i problemi della gente e non a creare sprechi, si cambierà la visione anche dei costi della politica.
Taglierà le spese forfettarie per i gruppi consiliari, pur essendo, questa, materia di Consiglio ma che ha strettamente a che fare con una revisione dei costi della macchina-Regione?
Siamo sempre all’origine: se i gruppi consiliari utilizzano le risorse in modo corretto, facendo contratti ai giovani che collaborano, o in attività di divulgazione dell’attività che viene svolta, perché i cittadini devono sapere quello che viene fatto e come viene fatto. La percezione della gente cambierà. È chiaro che se i gruppi utilizzano i propri fondi in modo inappropriato il populismo grillino avrà sempre la meglio. Lo spreco viene avvertito nel momento in cui la Politica non è credibile!
Parliamo di Sanità. Spesso una semplice campagna informativa può fare molto per avvicinare il paziente alla conoscenza del problema e quindi alla cura…
Durante la mia convention ho permesso che a parlare di malasanità fosse Claudia. Una giovane donna ammalata di tumore che oggi si sottopone a cicli di chemioterapia e alla quale si sarebbe potuto risparmiare tutto il calvario che sta vivendo, se solo le fosse stata rapidamente diagnosticata la patologia. Io ho dedicato la mia intera esistenza di medico alla PREVENZIONE, ne conosco le profonde motivazioni: so che da una diagnosi precoce passa il salvare o meno una vita umana. Per questo le mie Politiche sanitarie saranno soprattutto concentrate a salvaguardare la salute prima ancora che a curare la malattia dei pugliesi.
In merito alla Sanità pubblica regionale, nonostante i buoni propositi la qualità dei suoi servizi è andata in questi ultimi anni sempre più alla deriva. Cosa intende fare, da politico e da buon conoscitore della materia, per risollevarne le sorti?
Due cose innanzitutto: abbattimento delle liste di attesa nei primi sei mesi, dando la possibilità di effettuare visite specialistiche in ogni struttura (pubblica, privata o convenzionata) allo stesso costo per la Regione. Sarà il cittadino a scegliere dove farsi visitare e non il pubblico a stabilire dove e quando deve andare. In questo modo, creando una sorta di concorrenza di servizi otterrò il risultato che voglio: i cittadini devono ricevere la prenotazione entro 10 giorni. La seconda cosa è l’abolizione del ticket e super ticket per coloro che non superano i 25mila euro di reddito, chiaramente a seconda delle fasce e dei familiari a carico.
Come intende fronteggiare la delicata questione dell’Ilva di Taranto?
La Regione Puglia si è fatta commissariare dal Governo sulle due emergenze più importanti: l’Ilva e la Xylella. Ha perso tempo e il Governo ha deciso per lei. Io credo che debbano essere i pugliesi a decidere in materie così importanti e non lasciare a decreti la decisione di cosa fare. Quello che io mi chiedo è: come è possibile che in Puglia l’acciaio debba essere necessariamente coniugato con l’inquinamento? Mi risulta che in Corea o in Germania ci siano produttori di acciaio che garantiscono al territorio una buona qualità di vita. Perché da noi questo non si può fare?
Cosa pensa di fare per incentivare il lavoro in Puglia, al fine di abbattere drasticamente il livello di disoccupazione?
Riducendo sensibilmente la tassazione delle imprese. Nei primi due anni porterò l’Irap ai livelli delle altre Regioni. Io non prometto posti di lavoro, ma intendo mettere le imprese nelle condizioni di poter dare lavoro.
Una promessa che intende mantenere a tutti i costi…
Prendermi cura della loro SALUTE e garantire livelli occupazionali socialmente accettabili.
Cosa ne pensa del “reddito minimo garantito alle famiglie pugliesi”? Sarebbe disposto ad introdurlo?
Chi conosce la grave situazione economica nella quale versano le famiglie pugliesi non sarebbe d’accordo. Lo sono anch’io, ma in maniera pragmatica e reale, promettendo fatti e non sogni: ho già detto che per gli anziani, la cui pensione non arriva a 1000 € al mese, introdurrò una social-card che attraverso convenzioni con grandi catene di distribuzione e imprese agro-alimentari presenti sul territorio, consentirà di poter acquistare beni di prima necessità. Così come prevedo l’abolizione del ticket e del super ticket per le fasce sociali più deboli.
Se non fosse candidato, e un semplice elettore, chi sceglierebbe tra i suoi attuali avversari? E perché….
Sceglierei il candidato del centrodestra. Perché sono coerente con la mia storia amministrativa. Ho guidato una giunta di centrodestra e ho realizzato politiche di centrodestra. Se non fossi candidato voterei il candidato scelto al mio posto.
I più maliziosi dicono che la battaglia sarà dura e che il candidato della sinistra sia favorito. Inoltre, molti pensano che con Fitto candidato sarebbe stata una partita più semplice. Come risponde?
L’ex sindaco di Bari è da mesi in campagna elettorale, ha girato per le Primarie, mentre il centrodestra ha iniziato solo l’8 marzo la sua campagna elettorale. Ma il sorpasso non è difficile, basta raccontare ai pugliesi la verità: il disastro che lo stesso candidato di sinistra ammette è opera del Pd, partito di maggioranza del quale lui è il segretario regionale da oltre sette anni. Se l’on. Fitto avesse scelto di candidarsi a presidente della Regione Puglia io per primo l’avrei convintamente sostenuto. Il leader del centrodestra in Puglia ha un consenso che nessuno ha, costruito nel tempo, ma soprattutto grazie ai cinque anni di buona amministrazione della Regione dal 2000 al 2005. L’ultima che i pugliesi ricordano per cose positive realizzate.
Ma se lei fosse elettore di centrosinistra, cosa potrebbe convincerla a votare un candidato di centrodestra?
La serietà e la concretezza del candidato presidente del centrodestra che propone un modello di Amministrazione completamente diverso da quello che viene offerto dall’ex sindaco di Bari.
Teme un disimpegno dei fittiani, a vantaggio di Emiliano?
Follia pura! Un disimpegno per perdere le elezioni? Il Consiglio regionale è l’assise più importante della Puglia, quella dove vengono prese le maggiori decisioni che incidono sui cittadini. L’on. Fitto è persona leale, di centrodestra.
Schittulli nella vita privata. Chi è? Cosa fa? Quali hobby?
Sono un medico. La mia vita l’ho interpretata come missione contro il cancro. Questo ha comportato grandi sacrifici per la mia famiglia che mi hanno dovuto sempre dividere con la “sala operatoria”. Forse una condivisione così forte che nessuno dei miei figli ha voluto, poi, seguire le mie orme. Sono tutti e tre laureati in Giurisprudenza. Solo un hobby ci unisce più di qualsiasi altra cosa: giocare a pallone e la passione per il calcio!
Se avesse un biglietto aereo libero, dove andrebbe?
Non andrei da nessuna parte. Se avessi un po’ di tempo libero lo passerei con mia moglie a cui devo la straordinaria crescita umana e professionale dei miei figli. Ed anche la possibilità che io ho avuto di dedicarmi completamente al mio lavoro è frutto della sua totale abnegazione.
Chi è l’imprenditore pugliese modello?
Sono parecchi ed è difficile individuarne solo uno. Se proprio devo farlo, uno su tutti: Francesco Divella. Ha saputo valorizzare i prodotti della nostra terra fino a farne diventare un marchio riconosciuto in tutto il mondo. In un settore dominato da colossi multinazionali, Divella ha saputo mantenere un contatto con il territorio, ma contemporaneamente sbarcare in ogni mercato.
Qual è la cosa che l’ha delusa più di tutte durante il mandato alla Provincia?
La macchina burocratica che ti impedisce di realizzare immediatamente quello che vorresti, di intervenire tempestivamente sulle emergenze. Di qui mi sono trovato, mio malgrado, a dover fare delle scelte che avrei fatto in modo diverso se non avessi avuto i vincoli derivanti dal Patto di Stabilità, i progressivi tagli ai Bilanci.