Campanella: “Per me è stato un privilegio”

Apre il congresso con dei ringraziamenti l’ormai ex commissario del circolo PD di Turi, Saverio Campanella: “Grazie a tutti di essere intervenuti e grazie ai due segretari al tavolo della presidenza, Alessio Casulli e Carmen Tatamaro, quest’ultima presenza costante e insostituibile. L’altro ringraziamento va a Vitino Coletta da cui abbiamo imparato la passione e lo stacanovismo e il cuore che si deve mettere nelle cose. Ringrazio Mimmo Palmisano, il dott. Risplendente, Mirko Cazzetta, Arianna Gasparro prima consigliera comunale del Partito Democratico e il sindaco Menino Coppi che non ci ha fatto mancare la sua informazione, è stato sempre presente. Lo ringrazio per quello che ha fatto e quello che farà”. È un lungo discorso quello di Campanella, che parte da un bilancio di questi sette mesi di commissariamento, dai tempi difficili di un PD “ridotto ai minimi termini e dilaniato da correnti interne”, a quello che lascia ora, un partito forte: “Siamo riusciti a tracciare un solco profondissimo rispetto ad un passato piuttosto recente”.
Un grande passo – secondo Campanella – il PD lo ha fatto, ed è stato quello di capire che è più utile essere opposizione all’interno di un grande partito, che uscirne: è il dibattito l’essenza vitale. Su Turi, è stato necessario ritrovare la credibilità: “Dopo sette anni di opposizione, siamo ritornati al governo di questa città, perché abbiamo recepito il messaggio inviato dai turesi, nelle due precedenti tornate elettorali, perché abbiamo imparato la lezione, perché abbiamo capito quali sono stati i nostri errori e da quelli abbiamo trovato la forza per ripartire, cambiando forma e sostanza nel modo di svolgere l’attività politico – amministrativa, tenendo alta l’attenzione su quanto non era stato fatto negli anni precedenti al nostro arrivo. Il ruolo del Partito Democratico qui a Turi sarà negli anni a venire quello di prendere per mano le altre forze che compongono la coalizione e proporci ancora una volta come l’unica vera prospettiva che la città ha davanti a sé. Chi si candida alla segreteria di questo partito lo fa con la consapevolezza che c’è da fare un grande lavoro per raggiungere il traguardo della sintesi, per far sì che questo sia il luogo con più personalità e meno personalismi, dando ovviamente un supporto fondamentale a questa amministrazione comunale che ha estremo bisogno di avere alle proprie spalle un partito forte, una forza sicura per poter affrontare le sfide attuali e future, un soggetto politico che possa garantire un notevole grado di affidabilità, ma allo stesso tempo il PD può e deve incidere sulle scelte di questa amministrazione, assumendo il ruolo che gli compete ed essere in grado di fare anche la voce grossa quando si tratterà di difendere le idee in cui crede”.
Per ultimo il discorso legato ai giovani: “La maggior parte dei vostri coetanei guarda alla politica con diffidenza, nella migliore delle ipotesi. Questo per chi fa politica come noi è una sconfitta. La politica è cambiata, e per molti aspetti in peggio. L’etica è diventata un valore sempre più raro. Anni fa fare politica significava interpretare gli ideale, rispettare gli avversari, colmare il divario tra sogno e realtà, la politica era una scuola per la vita. Proviamo tutti insieme a recuperare questi valori. Andare fuori a parlare con i loro. Dite loro che la politica non è un peccato di vanità. È arrivato il momento di restituirle dignità. Dite loro che il Partito Democratico è a disposizione di tutti coloro che hanno passione e voglia di impegnarsi.
Campanella conclude citando alcuni passi del Don Chisciotte di Cervantes e aggiunge: “Abbiamo dalla nostra parte il tempo, l’entusiasmo e la libertà. Per me è stato un privilegio accompagnarvi in questo percorso”.