Accertamenti ICI anche per chi ha già pagato?

In questi giorni, vari turesi, aprendo la cassetta delle lettere, si sono ritrovati faccia a faccia con dei bollettini Ici del periodo 2009/2010. Proprio così, anche qualcuno che aveva già pagato, si è dovuto portare in casa questa amara sorpresa. Qualche politico ha subito alzato la voce, sguainato la spada in difesa dei cittadini che pagano. Ma cosa è successo – ci chiediamo? Anzi, lo chiediamo direttamente a Giuseppe Tardi, assessore al bilancio, il quale rassicura gli animi, spiegando che si tratta semplicemente di “avvisi bonari”, di procedure che si sono sempre applicate, e dove, nel momento in cui l’Ici in questione sia stata pagata, basta presentare la ricevuta di pagamento. Inoltre, gli uffici preposti hanno già chiesto i tabulati dalle Poste e stanno spulciano e controllando tutta la documentazione. Entriamo nel dettaglio delle spiegazioni forniteci dall’Assessore:
Perché stanno arrivando questi bollettini?
“Ho fatto delle riunioni ad hoc con gli addetti ai lavori, i quali mi hanno confermato che il loro modus operandi è uguale a quello degli anni scorsi. Non si sta facendo niente di diverso. Stanno facendo gli accertamenti Ici nella stessa maniera in cui sono stati fatti negli anni precedenti, nei quali lo stesso Paolo Tundo era assessore e consigliere. Avere un accertamenti Ici non significa condannare una persona, anche perché, nel momento in cui il contribuente presenta il bollettino, non succede nulla. Oltre a fare questi accertamenti, si stanno anche controllando i tabulati postali. Il fatto che persone che hanno già pagato, si vedano recapitare questi bollettini, dipende dal fatto che sicuramente ci sono stati dei problemi derivati dal caricamento dei dati nel 2009 e da tutti i vari “travasi” che hanno fatto in questi anni. Ma non è vero che il file manca, anche perché se mancasse, tutta la popolazione di Turi avrebbe avuto l’accertamenti ICI: mi risulta invece che l’abbiano ricevuto solo poche persone. Gli uffici e le persone addette stanno lavorando bene perché in continuità con quanto fatto negli anni passati. Perché Tundo si lamenta di questo modus operandi identico a quello di quando lui era amministratore? Non è cambiato niente. Non capisco perché stia facendo questa crociata”.
E se un cittadino ha perso la ricevuta di pagamento?
La legge prevede l’obbligo di conservare le ricevute dei pagamenti per cinque anni. Capisco benissimo che a volte ci sono delle difficoltà, ad esempio per le persone anziane o quelle che nel corso di questi anni, magari, hanno traslocato: ecco perché prima di procedere si faranno ulteriori accertamenti con l’aiuto dei tabulati postali.
È vero che dalla delibera della Tari non si capisce come vada calcolata per i depositi?
Sui presupposti impositivi non è cambiato nulla rispetto alla Tarsu, quindi invito Catalano a rileggersi per bene il regolamento, perché non credo ci siano le condizioni che lui lamenta, è tutto perfettamente disciplinato. Non so esattamente a cosa si riferisca.