Archivio Turiweb

La Voce del Paese – un network di idee

Politica

Parola a Tardi

TURI - l'Assessore al bilancio, Giuseppe Tardi

Alla ribalta della cronaca politica locale, probabilmente è uno dei consiglieri di maggioranza più discussi del momento: parliamo dell’assessore al bilancio Giuseppe Tardi. Ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori, più precisamente “di tutti i numeri”: Tasi, Tari, IMU, valori venali, terreni edificabili, bilancio, bilancio di previsione, entrate, uscite, spese, cifre, soldi. Ognuno ha detto la sua, ha elogiato o criticato. Sta di fatto che il gran chiacchiericcio ha comportato una bella confusione che, mista alla rabbia di chi avrebbe preferito non pagare tutte queste tasse, sta accrescendo i bollori di chi contesta questa linea politica e amministrativa e di chi la condivide e appoggia a pieno. Per fare chiarezza, perlomeno tentare, abbiamo incontrato l’Assessore mercoledì pomeriggio in Comune. Prima di entrare nel vivo delle questioni economiche, abbiamo deciso di esordire chiedendogli come si collochi politicamente. Ammette che probabilmente questa potrebbe essere la domanda più difficile, ma risponde con un sorriso: “Nel 1988, forse erano le Europee, ho votato il Partito Comunista Italiano. Da allora non mi sono più discostato dalla sinistra. Alle ultime politiche ho votato il centro-sinistra, la coalizione allargata tra SEL e PD”. Non manca poi di sottolineare una piccola influenza paterna: “Sicuramente mio padre, che è stato segretario della Democrazia Cristiana, mi ha inculcato dei valori, primi tra tutti quelli dell’uguaglianza e della solidarietà. Per questo mi trovo bene a sinistra – aggiunge –. Non ho mai avuto tessere di partito, collocarmi mi risulta difficile, però sicuramente ho un background culturale e formativo che mi porta a dire che siedo bene a sinistra”.

A questo punto passiamo ai temi scottanti, pur restando l’atmosfera generale del tutto serena. “Durante l’ultimo consiglio comunale, la responsabile dell’ufficio di ragioneria ha dichiarato più volte che la vostra Amministrazione ha ereditato un bilancio sano, menzionando anche un notevole avanzo di amministrazione del 2013 a disposizione delle casse comunali. Riguardo la Tasi, non c’erano davvero altre alternative?” “Confermo tutto – ci risponde con tono deciso – Turi non è un Comune in dissesto finanziario, tant’è che ha sempre rispettato i vincoli del legislatore, ad esempio quelli di spending review o del patto di stabilità interno, tuttavia non dobbiamo dimenticarci che abbiamo una spesa in conto corrente sbilanciata, ovvero il 60% della spesa in conto corrente sul totale delle uscite”. Sulle eventuali alternative alla Tasi ci risponde: “Noi abbiamo preso a riferimento il previsionale 2013, facendo un controllo con quelli che erano i trasferimenti erariali e le stime circa la parte tributaria, e abbiamo trovato un delta sfavorevole rispetto al 2014 di oltre 2 milioni di euro. Ecco perché siamo stati costretti, come detto in consiglio comunale, a mettere la Tasi a una percentuale del 2,5 per mille”.

Altro tema dolente, contro cui l’opposizione ha energicamente puntato il dito, è l’assenza di detrazioni destinate alle fasce più deboli della cittadinanza: “Sul perché non abbiamo inserito le detrazioni, lo abbiamo ripetuto più volte: i dati sporchi, (e sottolineo sporchi, non come qualcuno ha detto che non ci sono), non permettevano di fare delle stime reali”. Secondo quanto spiega Giuseppe Tardi, quando è stata fatta la prima stima, i dati che venivano fuori dal software che pescava dalla banca dati sporca, dava dei valori totalmente diversi rispetto alla simulazione fatta sul sito del Ministero. Pertanto, per non avere dei problemi successivi, al momento si sono visti costretti ad optare per questa scelta.

Qualcuno aveva gridato tra i banchi dell’ultimo consiglio comunale che quello che si andava approvando fosse un bilancio falso; ecco cosa risponde l’Assessore: “Sulla falsità del bilancio, l’unico che ho sentito parlare di qualcosa di falso, è stato Topputi.. Ma non è un bilancio falso, anche perché si tratta di un bilancio previsionale.

Per quanto riguarda i valori delle aree edificabili, il gettito IMU e Tasi derivante da questi nuovi terreni – ci spiega Tardi –  non è stato inserito nel bilancio, dato che si tratta di una questione ancora in essere e non ci sono ancora valori certi. “Se avessimo preso in considerazione questi valori, avremmo dovuto gonfiare le uscite, drogando il bilancio: questa mi sembrava una scelta insensata, una scelta da amministratore dissennato. Se, per caso, dovesse arrivare un extra gettito derivante da Tasi e Imu delle aree edificabili, noi lo utilizzeremo il prossimo anno eventualmente in casi straordinari, come debiti fuori bilancio 2014. Però posso assicurare che il caricamento dei primi dati della Tasi, a differenza di quanto sostiene l’opposizione (che si domanda cosa ne faremo di tutti questi soldi che entreranno), ha mostrato che il gettito Tasi derivante dai nuovi terreni edificabili è una cifra irrisoria”.

Durante l’intervista, domandiamo anche cosa ne pensa dei cittadini arrabbiati, “cosa vorrebbe dire loro?” – chiediamo. “I cittadini sono arrabbiati e sono arrabbiato anche io, perché anche io sono cittadino di Turi. La mia collera, e penso di interpretare anche il sentimento dei turesi, è dettata più che dall’aumento delle tasse, dalla scarsità dei servizi. Ecco la sfida che noi accettiamo, di garantire nei prossimi anni una qualità dei servizi sempre più alta. Io chiedo a tutti i miei concittadini arrabbiati di essere arrabbiati e di esserlo ancora di più qualora noi non dovessimo garantire quanto promesso. Contestualmente chiedo anche di avere un po’ di pazienza. Noi ereditiamo una situazione da tutte le amministrazioni che ci hanno preceduto e non si può pretendere che anni e anni di malgoverno si risolvano  in cinque o sei mesi. Stiamo prendendo atto delle cose, stiamo dando una scala di priorità agli interventi da fare ed è bugia che non abbiamo progettualità. Sicuramente il primo intervento che dobbiamo fare è quello di riduzione della spesa, per avere un bilancio sempre più sano”.

L’Assessore non si risparmia nemmeno con i suoi colleghi di opposizione: “Mi piacerebbe che l’opposizione più che gridare sui giornali, facesse le proprie proposte. Ad oggi una proposta per la Tasi non è arrivata; ci hanno fatto esempi di altri paesi, ma non è possibile paragonare Comuni che seppur vicini hanno realtà sociali ed economiche diverse. Così come sulle aree edificabili, nessuno ha messo nero su bianco per confutare la relazione tecnica dell’ingegnere comunale.

La Tasi resterà la stessa anche per il 2015 e il 2016? Giuseppe Tardi risponde di no, spiegando anche come una lettura spicciola del bilancio possa portare a pensare che il gettito tributario per gli anni futuri sia identico: “Essendo un tributo nuovo, non c’è storicità e necessariamente abbiamo confermato gli stessi dati per il  2015 e il 2016. È solo un esercizio contabile”. Ad avvallare questa spiegazione, precisa Tardi, ci sarebbe il fatto che la legge di stabilità 2014 sia ancora in corso d’opera, il che significa che non sappiamo ancora cosa prevederà il Governo per l’anno prossimo e se nel nuovo patto sarà contemplata di nuovo la Tasi.

E quali sono gli obiettivi di questa politica economica? Tardi è schietto e conciso: “Ottenere stabilità economica e garanzia e qualità dei servizi: è nostro obiettivo abbassare la spesa e il gettito tributario e di dare un taglio più sociale ai tributi, nel senso di introdurre sicuramente delle detrazioni. Nel momento in cui avremo la banca dati pulita, perché ci stiamo già lavorando, potremo avere delle simulazioni molto più veritiere”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *