Cakes abusive, presto le denunce

Cake designs, dolci creati ad opere d’arte, caterings curati in ogni minimo dettaglio, pasticcerie in stile “casa di Hans e Gretel”, scuole, corsi di formazione, perfezionamento, reality shows: si configura così il mondo dei dolci degli ultimi anni, una moda che ha visto nascere profitti, attività commerciali e posti di lavoro, ma anche tanti laboratori “a nero”, come denuncia la proprietaria di una nota pasticceria a Turi. In un recente sfogo sulla pagina ufficiale del negozio si leggeva l’indignazione nei confronti di coloro che, pur avendo già tutt’altro lavoro, nel tempo libero si dedicano anche a queste attività, preparando dolci ed organizzando caterings, pur non essendo in alcun modo “regolarizzati”. La incontriamo all’interno del suo negozio per saperne di più. Ci racconta di aver aperto l’attività nel marzo dell’anno scorso e che, seppure gli affari vadano bene, la pressione fiscale pone grandi limiti, ricordandoci infine che – ci sono sette dipendenti a cui bisogna pagare lo stipendio. A tutto questo si aggiunge la “concorrenza sleale”, fatta da quelle persone che nelle proprie cucine, all’interno delle proprie abitazioni, sfornano torte e dolci, per poi venderli a chi vuole risparmiare. Non nasconde lo sdegno la pasticcera, che si dice pronta, insieme ad altri colleghi, a denunciare questi “pasticceri abusivi”; non è per cattiveria – ci spiega – ma per una questione di principio: ben venga la ragazza che lo fa per hobby o passione e per racimolare qualche soldo, perché non ha un’occupazione. I problemi nascono quando a farlo è chi ha già un lavoro ben retribuito – conclude.