Tundo: “Siamo indignati per quanto successo”

Il week end dedicato ai defunti ha visto consumarsi l’ultimo deprimente capitolo della bizzarra amministrazione turese.
Durante questa eruzione di eventi però, quasi a confermare la particolarità della compagine governativa, ci sono stati assessori che non sono stati minimamente informati di quanto si stava formalizzando.
L’orami ex sindaco Resta più volte ha definito il suo ruolo quale traghettatore dei giovani che per la prima volta facevano politica cercando di indicare loro la via maestra per poter far diventare questa esperienza sempre più affascinante. Essere traghettatore significa anche essere leader, essere considerato punto di riferimento, coinvolgere tutti, renderli partecipe. Quando ha sfiduciato gli assessori del Pdl, ha messo al corrente almeno i suoi amici? É stato un leader? Cosa ha dimostrato ai suoi giovani?
È Paolo Tundo, segretario locale di Puglia Protagonista, che alza la voce nei confronti di quanto è accaduto. Esprime profonda delusione nei confronti dei due maggiori esponenti di questa fantozziana maggioranza ovvero il dott. Resta ed il consigliere Boccardi ma anche nei confronti dell’opposizione, per nulla responsabile.
Nelle ore successive ai gravi accadimenti di Ognissanti, ha cercato più volte una mediazione. Con l’insediamento del commissario prefettizio, infatti, verranno adottati provvedimenti senza un colore politico e quindi senza tener conto delle varie realtà locali con tutti i pericoli che ne deriverebbero per l’economia del paese. È questo il nodo cruciale sul quale la preoccupazione di Tundo si basava ed il motivo per cui ha chiesto ai “capi” un ripensamento.
Tutto però era stato già deciso in sordina. Amministrazione a casa, a fronte di nuovi inciuci tipici della vecchia politica. Accordi sulla base di promesse future tra i potenti e chi aspira a diventare qualcuno. Scambi di servigi e studio di strategie vincenti per continuare a coltivare i propri interessi.
A tutto questo però Puglia Protagonista non ci sta. Paolo Tundo è categorico su questa posizione.
“Non ho nessuna voglia di continuare ad essere complice di tutto quanto è accaduto in questo periodo. Un anno e mezzo fa siamo partiti con grande entusiasmo. Era terminata una fase e stava per iniziarne una nuova, fatta di volti nuovi e grandi idee e progetti”.
“Col tempo però ho capito che nulla era vero. Ogni decisione aveva sempre un doppio fine”.
“Il mio futuro come esponente di un movimento che fa della trasparenza e lealtà i suoi cavalli di battaglia, sarà contraddistinto da decisioni estremamente oculate. Sono in stretto contatto con i miei collaboratori locali ed insieme abbiamo deciso che non stringeremo accordi con nessuno in anticipo”.
“Chiunque pensa che Paolo Tundo è “uno di noi” a prescindere, si sbaglia di grosso. Siamo stanchi di questi metodi beceri di fare politica. Puglia Protagonista non accetterà mai un accordo fatto da gente che si mostra unita solo perchè pensa che sia la via migliore per vincere”. “Persone che in passato si sono insultate fino all’inverosimile non potranno mai, magicamente, diventare un cuore ed una capanna. Quest’ultima esperienza ne è la più plateale dimostrazione”.
“Puglia Protagonista quindi attenderà e valuterà con molta attenzione gli eventi. Io ed il mio gruppo studiamo ogni giorno quello che meglio è da fare per noi come possibili amministratori”. “Siamo indignati per quanto successo. Le dichiarazioni lasciate a postumi sui giornali, sono la dimostrazione di quanta bassa politica siamo stati costretti a subire. Tutte caratteristiche che non ci riguardano e dalle quali vogliamo stare lontani. Le telefonate di rito per cercare di accaparrarsi i voti di Puglia Protagonista sono del tutto inutili. Siamo amici di tutti e di nessuno. Quello che valuteremo sarà la serietà dei progetti e delle persone e fino a questo momento siamo rimasti estremamente delusi sia dell’una che dell’altra. Per cui coloro che vorranno contattare il nostro movimento devono avere bene in chiaro questo concetto. Io non prenderò nessuna decisione senza il consenso dei miei collaboratori. Coprotagonisti di figuracce come quella di Ognissanti non vogliamo esserlo nella maniera più assoluta. Vogliamo gente con progetti ambiziosi e lungimiranti, serietà e reale intenzione di far crescere il nostro territorio.
Non siamo noi a volerlo, è il nostro paese e la situazione in cui ci troviamo, che ci impongono di pretendere questo dalla politica”.