Ospedale: decisioni scellerate

Il futuro dell’Ospedale “Santa Maria degli Angeli” di Putignano è incerto, poiché il considerevole ridimensionamento dei reparti non lascia presagire nulla di buono, anzi spinge ad ipotizzare che la volontà della politica regionale è una lenta e clamorosa chiusura del Presidio Ospedaliero putignanese.
I reparti dell’ospedale putignanese ad aver chiuso i battenti sono l’Unità coronarica di Terapia Intensiva, la Pediatria e la Nefrologia. Nel contempo, si è proceduto all’istituzione nel reparto di Cardiologia della cosiddetta “Area Critica” con quattro posti letto a disposizione, oltre che all’accorpamento nel reparto di Medicina della Nefrologia con quattro posti letto disponibili. Infine, in base alle ultime delibere della ASL Bari, emerge l’intenzione del direttore generale di voler accorpare la Geriatria al reparto di Medicina, senza considerare che quest’ultima ospita già quattro posti per le malattie nefropatie e che i posti letto totali sono appena 24. Unica nota positiva è l’istituzione del reparto di Psichiatria (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura – SPDC) che consentirà di ospitare sino a 15 pazienti, in condizioni di emergenza, che necessitano di trattamenti medici con ricovero in ambiente ospedaliero (volontario e/o obbligatorio).
Tra le cinque Unità Operative Complesse (Chirurgia, Cardiologia, Ortopedia, Ostetricia ed Oculistica), gli unici reparti ad avere un Direttore di Struttura (Primario) sono Chirurgia con il dott. Vito Lanza e Oculistica. Pur conservando l’appellativo di “Unità Operative Complesse”, i reparti di Cardiologia, Ortopedia e Ostetricia possiedono “primari a scavalco” che si dividono tra i reparti putignanesi e quelli di altre strutture ospedaliere, mentre le decisioni sono affidate ad un responsabile.
Nelle scorse settimane, sono stati individuati i responsabili delle rispettive Unità Operative Semplici del “Santa Maria degli Angeli” di Putignano, tra cui anche la Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero affidata alla dott.ssa Angela Manghisi. Ildott. Luigi Vinella si occupa della Medicina Interna e Geriatria, mentre il dott. Giosafatte Pallotta si occupa della Nefrologia e Dialisi (con Dialisi di Gioia e di Conversano, e 5 posti letto aggregati alla medicina interna). La direzione della Pneumologia è affidata al dott. Pietro Visaggi, mentre la guida della Pediatria (in realtà si tratterebbe della Neonatologia) è affidata al dott. Vincenzo Goffredo. La Farmacia Ospedaliera è coordinata dal dott. Domenico Costantino, la Radiodiagnostica è affidata al dott. Antonio Gaetano Pinto, la Medicina Trasfusionale è assegnata al dott. Domenico Numerato e, infine, la Medicina d’Accettazione e d’Urgenza (pronto soccorso) è coordinata dalla dott.ssa Brigida Panzarino.
Paolo Tundo – politico ed operatore sanitario del “Santa Maria degli Angeli” – ha escluso categoricamente l’ipotesi di un’eventuale e futura chiusura del Presidio Ospedaliero di Putignano, in favore del “Miulli” di Acquaviva delle Fonti, ribadendo con forza che l’unico pericolo coincide con il nuovo ospedale che nascerà tra Monopoli e Fasano e che è stato finanziato dal CIPE con 90milioni di euro.
“Non si può strutturare un piano di riordino ospedaliero – afferma Tundo – senza tutelare il diritto alla salute di oltre 300mila abitanti, solamente per favorire gli interessi privati di un assessore regionale alle infrastrutture che, abusando della sua autorevolezza, ha deviato un finanziamento da 90 milioni di euro sulla cittadina di Fasano, a danno di 300mila abitanti. Putignano non può e non deve chiudere, come anche Monopoli. Tutti – indistintamente dai colori politici – dobbiamo contrastare questa scelta scellerata della politica regionale di favorire Fasano, una cittadina di 15mila abitanti”.
Sulla chiusura e sul relativo ridimensionamento dei reparti del Presidio Ospedaliero di Putignano, Paolo Tundo ha ribadito: “nonostante c’è stato un ridimensionamento, non si è giunti ad una vera e propria chiusura. Il povero De Miccolis – Sindaco di Putignano – ha cercato di salvare il salvabile con il massimo sforzo, ma purtroppo non siamo in Regione. Ci auspichiamo di far rimodulare la delibera di consiglio e di giunta regionale, nonché di far rivedere il finanziamento europeo da 90 milioni di euro, al fine di deviarlo fra Monopoli e Putignano per salvaguardare la salute di oltre 300mila abitanti”.