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Politica

In quali mani il futuro di Turi?

genghi

Non è facile prevedere quale delle tre liste potrà superare il responso dell’urna in quanto, vi sono criticità, sia per i candidati sindaci che per i candidati consiglieri, in tutte e tre le liste. Anche se, con qualche eccezione, gli uni e gli altri sono volti nuovi, nel senso che non li ho mai vista prima interessarsi d politica, è ovvio senza generalizzare. Se ci fosse stata la passione, o la reazione alla cattiva politica, l’avrebbero esternata anzi tempo, col trattare questioni, valutare situazioni, esprimere convinzioni, criticando se necessario, ma la cosa più importante è proponendo soluzioni. Comunque, anche se tra loro c’è qualcuno che ha già fatto esperienza amministrativa, devo ricordare che non ha brillato di luce propria per il semplice fatto che ha già dimostrato di possedere le qualità necessarie per esercitare un ruolo attivo, nè per esprimere il dissenso, quando, dalla maggioranza o dall’opposizione, ha visto l’amministrazione non vogare, ma galleggiare. Figurarsi cosa ci si può aspettare da volti nuovi, anche se da più parti invocati, quando si troveranno ad esercitare ruoli di assessori, di presidenti di commissioni, o di controllori dai banchi dell’opposizione, dal momento che non hanno mai masticato tale materia. O se sanno chi emana un’ordinanza? O se hanno mai sentito parlare di delibere di giunta, o di consiglio? O se hanno mai visionato un bilancio ed in modo specifico quello comunale? Cosa che la nuova amministrazione dovrà approvare come primo atto. E cosa andranno ad approvare se per la prima volta conosceranno contenuti e terminologia? Questa è follia pura. È come tuffarsi nell’acqua profonda consci di non saper nuotare, con il risultato di una morte certa. In questo caso: amministrativa. E pensare che avevo lanciato l’allarme, purtroppo caduto nel vuoto, cosa che i lettori potranno testimoniare, che, se l’amministrazione uscente ha deluso le aspettative nonostante la buona infarinatura dei più per l’esperienza pregressa, per il futuro bisognava ricercare e proporre persone ancora più valide prediligendo la meritocrazia, quanto meno, nel tentativo di avere un’amministrazione della quale andare fieri. Invece, cosa è stato prodotto di tutto ciò? Un bel niente. Allora i responsabili vanno additati continuando ad inseguirli. Quale capacità, in questa come in altre circostanze, è stata dimostrata da chi si vantava di andare a stilare altrove liste vincenti, quando a casa propria, all’ultimo minuto, ha tentato di fare l’autogol proponendo un elenco di atleti non di prim’ordine e scaricando sul capitano della squadra la responsabilità di giocarsi la partita? Questi giochi non fanno bene alla politica, né alla comunità e neanche a se stessi. Questo a conferma di ciò che da tempo continuo a sostenere rimanendo puntualmente inascoltato: che in giro c’è molta superficialità e approssimazione nell’ambito politico – amministrativo, cosa che finisce col ricadere a danno della comunità. Tornando a parlare dei candidati, devo anche dire che sono tutte persone stimabilissime sotto il profilo umano e professionale, ma a livello politico emerge un diffuso dilettantismo che non ci può fare ben sperare. E non me ne vogliano se sono obiettivamente sincero sempre in difesa di teorie efficienti e funzionali per il bene comune. Qualche volta c’è chi tenta di reagire e magari lo fa in coda a qualche mia lettera su TuriWeb.it, con la differenza che io, i miei scritti li firmo con nome e cognome, qualche codardo, invece, si nasconde nell’anonimato, anche se lo si potrebbe ricondurre ad un leone latino.

Ma tornando alle liste, potrei anche aggiungere che, in linea di massima, tutti i candidati non eletti ritorneranno nell’anonimato dal quale sono venuti, magari per riparlarne la prossima volta. Così, passate le elezioni, ognuno tornerà a disinteressarsi della politica, come se fosse una bestia feroce, ma di quella bestia, la società non può farne a meno, come l’aria che respiriamo, in quanto, sono entrambe legate agli stessi fattori esistenziali. La cosa importante consiste nel riuscire a domare la belva arrivando a cavalcarla per asservirla alle pubbliche funzioni, e per fare ciò non ci si può improvvisare amministratori.  Come non si può insegnare se non si è stati prima alunni , non si può essere maestri di bottega se non si è stati prima volenterosi apprendisti, così non si può diventare bravi amministratori se non si è stati prima validi militanti. La cosa è degenerata da quando non ci sono più i partiti di una volta, nei quali i giovani si formavano per poi confrontarsi con avversari di pari dedizione con dignitosa professionalità. Quel residuato di partiti che a Turi era rimasto è andato man mano esaurendosi, fino a sparire del tutto, un po’ per colpa di chi non ha saputo coltivare l’attivismo politico, un po’ perché nel lassismo generale è venuto a mancare l’accostamento delle nuove leve, come quelle che oggi si affacciamo per chiedere il voto senza neanche sapere per fare cosa.

Lo so, è triste ammetterlo, ma stiamo proprio combinati male ed è per questo che mi asterrò dal voto, per protesta e per non essere ipocrita con me medesimo. Detto ciò, inviterei quelle belle teste ben pensanti anche di politica, rimasti fuori dal terreno di gioco, a non rimanere spettatori passivi nel vedere uno spettacolo che si prevede poco edificante, ma a ritrovarsi per iniziare a riprogettare il futuro di quella che, per fortuna o purtroppo, continuerà ad essere la nostra Turi.

Cordiali saluti

Angelo Matteo Genghi

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