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NINO ROTA RACCONTATO DAL MAESTRO SCARDICCHIO

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Il 2 ottobre, a conclusione del cartellone estivo “Idea d’estate-2011” della Nuova Pro Loco, l’evento “Al cinema con Nino Rota”, un omaggio al compositore nel centenario della sua nascita, organizzato da “Chi è di scena!?” con il patrocinio del Comune.

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L’assessore Franco D’addabbo ha precisato che commemorare un musicista che ha lasciato tracce così importanti nel nostro territorio e nella nostra fervida fucina di musicisti, è d’obbligo.

 

Protagonisti della serata il M° Nicola Scardicchio e l’Orchestra da camera “In scena” diretta dal M° Michele Cellaro, nella splendida location del Palazzo Marchesale, grazie alla disponibilità dei suoi proprietari.

Dopo l’introduzione a cura di  Viviana Carbotti, abbiamo percorso un viaggio virtuale attraverso l’esecuzione delle musiche da film composte dall’omaggiato, esplicate con simpatici aneddoti dal preparatissimo retore Scardicchio, docente di Storia della Musica ed Estetica Musicale presso il Conservatorio ‘Piccinni’ di Bari, critico, revisore ufficiale di Rota, suo vicino collaboratore; da allievo devoto ci ha raccontato come Nino Rota, addormentato sul piano, continuasse a comporre con la testa sul leggio.

E così, attraverso la trama del film “La strada”di Fellini in cui una ragazza ingenua si affida ad un saltimbanco ignorante, violento, omicida, per poi essere abbandonata, malata, in un convento, si delinea la chiave di lettura surrealista, a cui Rota dà un colpo d’ala con motivi che riaccendono le coscienze, aggiungendo poesia alla poesia.

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Da “Il Gattopardo” di Visconti, “Il ballo”che ha una struttura sinfonica da opera lirica. Rota scrive le musiche dalle 4 alle 8 di mattina perché per via dei 45° gli strumenti si scollano. Suonano strumentisti presi per strada e nei bar, per riprodurre la realtà del tempo.

 

Con “Viva la pappa col pomodoro” da “Gian Burrasca” di Wertmuller per la prima volta compare un musical in tv e ciò rappresenta una novità per la cultura italiana del tempo perché la musica è parte integrante del racconto. All’attacco dei critici che affermano che un autore di alta statura come Rota non possa abbassarsi ad un tale livello, lo stesso risponde che ogni canzone va messa al posto giusto perché la leggerezza non è di chi compone ma di chi ascolta.

Nino Rota è il primo musicista italiano a ricevere il premio oscar per la musica de “Il Padrino”di Coppola, eccezione questa per la mentalità americana più unica che rara; ma il nostro autore avrà così tanto successo da entrare in Russia, persino, senza passaporto.

Come non emozionarsi dopo l’ascolto di “Romeo e Giuletta” scritta per l’omonimo film di Zeffirelli, film coinvolgente, classicissimo, rinascimentale, ambientato nell’epoca giusta ma nuovo, fresco, colonna sonora divenuta, peraltro, sigla della BBC. Il nostro musicista instaurò un divertente carteggio con la regina Elisabetta.

Dopo il bis, “Otto e mezzo”(Fellini), Ferdinando Redavid ha ringraziato vivamente tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione.  “Un applauso alla Pro Loco, al maestro Scardicchio, ai signori Tamburrino, all’amministrazione che ha creduto in ciò e, soprattutto, al pubblico. Grazie di cuore al maestro Cellaro e ai miei colleghi musicisti. Spero che questi concerti non siano parte di un semplice cartellone estivo.”

Il 4 dicembre prossimo suonerà a Turi gratuitamente Franco Petracchi, il più grande contrabbassista vivente, all’interno di un evento solidale, organizzato dagli amici di Antonio, per favorire la ricerca per la Sla.

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