ANNATA 2011: SI SALVANO SOLTANTO LE ‘FERROVIE’

Per fortuna sono arrivate le ciliegie Ferrovie a risollevare il morale dei nostri produttori cerasicoli. Le altre qualità non hanno retto nemmeno questa volta il confronto con quelle che i turesi e non solo, chiamano con orgoglio, l’ oro rosso. Quest’anno sono belle e grosse le nostre Ferrovie, malgrado l’enorme quantità di frutto che caratterizza questa campagna cerasicola 2011. I prezzi si sono ormai attestati intorno ad un euro e cinquanta e dintorni. E ormai mancano pochi giorni, massimo una settimana, al termine di una annata di ciliegie tra le più faticose dell’ultimo ventennio.
D’altro canto le Ferrovie sono diventate nere e bisogna pur raccoglierle. Il fine settimana scorso c’era tutta Turi in campagna: dal professionista all’insegnante, dal pensionato allo studente, persino parenti provenienti dall’estero. Abbiamo avuto, come spesso negli ultimi anni, problemi per la scarsità di manodopera.
Ci sono gli immigrati ma non bastano, sono giunti operai dai paesi vicini, parecchi di loro vengono ormai da anni. Ricordiamo che a Turi sono duemila circa le aziende con una dimensione media di tre ettari. Il peso economico delle ciliegie è molto rilevante e, per molte aziende, l’unica fonte di reddito. Intanto per questi ultimi giorni sembra scongiurata la possibilità che ci sia maltempo e sono in molti a pensare e a sperare che le Ferrovie abbiano un prezzo maggiore e si possa finire la raccolta con il ‘botto’. Raccogliere le ciliegie è semplice ma stanca. Stanca ancora di più fare code estenuanti per scaricare il prodotto presso i magazzini. “Meno male che – dice un produttore in coda da mezz’ora – la raccolta dura un tempo limitato, altrimenti i gerèse n’èrene a fè crepè”. Parole sante.