TURI: ‘CANTIERE DELLA SPECULAZIONE’

Abbiamo incontrato l’ex sindaco Menino Coppi allo scopo di realizzare una cronostoria delle vicissitudini burocratiche, politiche e amministrative che hanno portato il nostro paese, ancora oggi, a non avere un PUG e gli abbiamo posto una domanda secca, ovvero dove, come, quando e perchè questa situazione torbida dell’edilizia turese ha avuto inizio.
“Tutto è incominciato nel 1997 allorchè vinse le elezioni l’amministrazione Stefanachi. Fu nominato assessore all’urbanistica Franco D’Addabbo che poi è il vero Deus ex machina di tutta questa storia, perchè il piano adottato da noi nel 1995 aveva già superato tutte le opposizioni al TAR e per quanto riguarda le osservazioni, visto che non avevamo il numero legale in quanto si creavano delle incompatibilità.
Anch’io preferii non votare il piano urbanistico del ’95 dal momento che avevo un’incompatibilità indiretta, ovvero la casa di mia madre. In questi casi cosa potevamo fare? Chiedemmo alla Regione di poter usufruire di un commissario ad acta solo per le osservazioni. Nel momento in cui noi perdemmo le elezioni e quindi si insediò la nuova amministrazione Stefanachi, il primo atto compiuto fu proprio quello di annullare completamente il piano del ’95 e di farne un altro di sana pianta. Sto parlando del piano realizzato dalla Giunta Stefanachi nel 2000 e poi bocciato dal TAR nel 2003 perchè non sussisteva il numero legale in Consiglio Comunale.
Lo sfacelo urbanistico del nostro paese è incominciato proprio da lì. Il Consiglio di Stato, quando ha avallato l’ultima variante, fatta in seguito, dalla Giunta De Grisantis (nella narrativa di questa sentenza che risale alal 2008), si chiede per quale motivo il Consiglio Comunale di Turi non proseguì nell’iter già ottimamente avviato del Piano del ’95. Ciò, non lo dico io, lo dice il Consiglio di Stato.
Questo vizio di voler sempre ricominciare nuovamente a progettare un PUG è stato anche un elemento dell’attuale amministrazione nella quale, guarda caso, l’assessore all’urbanistica che ha gestito burocraticamente il tutto è sempre Franco D’Addabbo.
È solo questo l’atteggiamento che ha portato il paese, nel corso degli anni allo sfacelo dell’edilizia al quale oggi assistiamo. Infatti nel momento in cui si insediò l’amministrazione Gigantelli, eravamo al punto in cui il precedente progetto della Stefanachi era stato bocciato dal TAR. È vero che durante l’amministrazione De Grisantis c’è stata una forte espansione urbanistica, ma non si poteva fare altro, in quanto una volta bocciato il Piano presentato dalla Stefanachi, legalmente si era costretti a tornare ai parametri (Piano di fabbricazione ) del 1974 e quindi non era più possibile non concedere concessioni.
Dal ’95 al 2003, avevamo vigilato noi, e infatti la situazione dell’edilizia era sempre stata sotto controllo. Il caos è incominciato in seguito. Il documento del PUG da noi proposto, aveva già superato tutto l’iter burocratico e loro lo avevano in mano già durante le elezioni. Il buon senso avrebbe dettato un comportamento differente, ovvero prendere quel progetto, rivisitarlo, apportare eventuali modifiche e approvarlo, invece loro preferirono liquidare l’architetto Renzulli con circa dodicimila euro e poi cestinarono quel progetto del PUG che avrebbe evitato questo sfacelo urbanistico, non avremmo così mai assistito a questa speculazione con la quale in pochi hanno guadagnato.
A quel punto diedero all’architetto Campanella il compito di ricominciare tutto nuovamente, ovvero realizzarono un nuovo documento preliminare e tutto il resto e poi hanno venduto solo parole, infatti fino ad oggi il Comune non ha ancora un piano regolatore. Il continuo costruire in modo disorganizzato, criminale e caotico, è il risultato della politica di questi signori. Quindi la responsabilità di questi amministratori agli occhi della cittadinanza è una doppia responsabilità, la prima consiste nel non aver continuato su una strada già pronta, la seconda di aver permesso uno scempio urbanistico che non ha eguali in nessun altro comune.
Tra l’altro, visto che la responsabilità politica del PUG l’avevamo noi e, per questo perdemmo le elezioni, nel senso che l’approvazione del PUG è sempre una misura che finisce con lo scontentare qualcuno, perchè si è scelta poi una strada così lunga e ardua per risolvere le problematiche dell’edilizia turese? A chi effettivamente ha giovato questa strana manovra? Tante zone agricole sono state trasformate dall’oggi al domani in zone di completamento senza rispetto alcuno per la viabilità, per i servizi, e per le aree verdi. Non si sono tenuti in considerazione elementi demografici e di qualità della vita, in pratica il nostro Comune è diventato solo un grande cantiere della speculazione. Loro vinsero le elezioni raccontando che noi con il PUG volevamo sottrarre e spezzettare le proprietà dei cittadini, e loro cosa hanno fatto?
Hanno inguaiato il paese urbanisticamente per decenni, riuscendo a svalutare, come mai era successo prima, tutte le proprietà dei cittadini.”