LOMBARDI, CARELLA, ALBANESE. L’INTERVISTA COMPLETA
Tutto quello che si deve sapere sulla discarica e gli impianti in contrada Martucci o, perlomeno, le cose più importanti.
Sono i temi dell’intervista fatta il 19 ottobre scorso a Massafra nella sede della CISA, azienda di cui Antonio Albanese è amministratore unico. Gli altri due protagonisti di questa intervista sono ormai noti: Rocco Lombardi, proprietario della discarica, e Carmine Carella, ingegnere, tecnico sia della Lombardi Ecologia che della Progetto Ambiente, società che ha costruito la piattaforma in contrada Martucci e che oggi ne gestisce una parte.
Chi sperava che la sentenza del TAR avesse chiuso per sempre il terzo lotto, oggi è alquanto deluso. I rifiuti si stanno abbancando ancora in quella discarica, non solo perchè la sentenza del TAR è stata sospesa dal Consiglio di Stato su ricorso della regione, anche perché – dicono gli intervistati – c’è acqua nella nuova discarica ed era necessario fare dei lavori alla rampa di accesso. E non è tutto: ci sarebbero altri problemi.
Si è di fronte ad una situazione di stallo amministrativo. Entro la fine della settimana prossima “noi avremo pronto il lotto, ma non possiamo dire che i rifiuti andranno nella nuova discarica, ce lo dovrà ordinare qualcuno” dice il rag. Albanese. “Noi oggi siamo sotto due ordinanze – aggiunge Lombardi – quella del presidente della provincia e quella del Presidente della Regione”. Qualcuno, quindi, deve dire loro a quale delle due rispondere, data la loro antiteticità.
Anzi, i tre non sono per niente convinti di dover attivare tutti gli impianti entro trenta giorni dall’11 ottobre così come dice Vendola nella sua ordinanza. Perchè
In sostanza agli impianti bisogna garantire un tot. di rifiuti l’anno al disotto del quale si può andare, ma a quel punto scatta l’aumento della tariffa di conferimento. Perchè, dice Albanese, gli impianti non possono lavorare in perdita e bisogna garantire non solo l’equilibrio economico finanziario, ma anche il profitto che ci si attende.
Per avere una idea dei costi, Albanese riferisce che all’inceneritore da lui gestito a Massafra, come in qualsiasi altro inceneritore in Italia, la tariffa di smaltimento del CDR è di 60/70 euro/t alla bocca del forno. A questa va aggiunto il costo dell’eventuale trasporto, che si aggira intorno ai 30 euro/t. Insomma un costo di circa 100 euro/t solo per smaltire il CDR che per progetto sarà prodotto in 190 tonnellate al giorno, il 37% dei rifiuti in ingresso. Un costo che inciderà pesantemente sulla tariffa complessiva.
Per non parlare del costo ambientale e di salute che sarà scaricato sulle popolazioni del territorio circostante l’inceneritore presso cui saranno bruciati i nostri rifiuti, qualsiasi esso sia.
Buona visione
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