TURI NELLA FASCIA DI MERITO “BUONO” DI LEGAMBIENTE
Turi, con altri 33 comuni pugliesi, è stato posizionato nella fascia di merito “buono”, per aver applicato la legge quadro 353/2000 contro gli incendi boschivi. Con Turi, sono stati annoverati anche Fasano, Gravina di Puglia, Canosa di Puglia, Cassano Murge, Gioia del Colle, Monopoli, Lequile e Vieste.
Quindici comuni sono rientrati nella fascia di sufficienza e quattordici nella fascia di insufficienza, con ben due maglie nere assegnate ai comuni di Bitonto e Taranto. Tutti gli altri comuni sono risultati inclassificati parchè non hanno risposto al questionario inviato da Legambiente.
Durante la conferenza stampa, tenutasi ieri mattina a Bari, presso la Direzione Regionale della Legambiente, i comuni di Alberobello, Andria, Bari, Corato, Melendugno, Nardò (per il secondo anno consecutivo), Pietramontecorvino e Putignano, sono stati invece premiati con la bandiera “Bosco sicuro” per la piena applicazione della legge quadro in materia di incedi boschivi.
È stata l’occasione per presentare “Ecosistema Incendi 2010”, l’indagine che fotografa la situazione dei comuni italiani nella lotta agli incendi boschivi, realizzata nell’ambito della campagna nazionale “Non scherzate col Fuoco” di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile, patrocinata dal Corpo Forestale dello Stato.
Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente, ha spiegato che la “lotta agli incendi boschivi richiede un impegno a 360 gradi da realizzare durante tutto l’anno e le amministrazioni comunali, in questa battaglia, hanno un ruolo fondamentale, strategico e insostituibile. Inoltre per salvaguardare il patrimonio boschivo servono finanziamenti ma i continui tagli agli enti locali, protagonisti nelle attività di prevenzione e di primo intervento da terra sui roghi, di sicuro non aiutano a svolgere questo compito”. Leggendo i dati diffusi dal corpo Forestale dello Stato, nel 2009, in Puglia il numero degli incendi si è ridotto di un terzo: 277 i roghi, 4.358 gli ettari di territorio andati in fumo, 75 i comuni interessati e 277 gli incendi divampati. Bari è stata la provincia più colpita dagli incendi con 79 incendi e 2.799 ettari bruciati. Nel 2008 furono invece 485 per 8.489 ettari andati in fumo. Un miglioramento generale prodotto, stando all’indagine “Non scherzate col fuoco” di Legambiente, da una maggiore attenzione delle amministrazioni comunale sul versante della prevenzione e della mitigazione del rischio.
All’incontro è intervenuto anche l’assessore regionale alla Protezione civile, Fabiano Amati: “Nonostante gli ottimi risultati raggiunti anche grazie all’intensa attività dei Comuni, continuo ad essere profondamente preoccupato perché quotidianamente la Soup (Sala Operativa Unificata Permanente) di Protezione civile regionale segnala decine di incendi”. “Quando ci si trova di fronte ad una situazione – ha continuato Amati – in cui la maggior parte degli incendi che divampano nei nostri territori scaturiscono da reati, ci si accorge che qualcosa non funziona. Approfitto di questa occasione pubblica per incitare i cittadini pugliesi e i volontari, che svolgono quotidianamente un servizio insostituibile e prezioso, a sporgere denuncia all’autorità giudiziaria. Eventi come questo, al di là delle celebrazioni, hanno un senso se riusciamo a generare vergogna in chi commette questo genere di reati e senso di repulsione nei confronti di chi appicca incendi. Per riuscire a raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di un protocollo d’intesa morale con i mezzi di informazione di massa, i più straordinari alleati in questa battaglia”.
Solo nello scorso anno, il 53% dei comuni pugliesi ha realizzato campagne informative e il 43% ha svolto attività di avvistamento e prevenzione incendi. Il corpo forestale ha effettuato 2.063 controlli e 18 è il numero delle persone denunciate.