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ANCHE A TURI CHIUDE IL CONSULTORIO ?

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Il 14 giugno scorso presso la Sala Consiliare del Comune di Bari si è tenuta la Conferenza dei Sindaci Asl Bari, per discutere sulla deliberazione della Giunta Regionale n.735 del 15 marzo 2010. Presidente della conferenza, il sindaco Emiliano. Presenti al tavolo, l’assessore regionale alla sanità Fiore, il presidente della regione Puglia Vendola, il responsabile della direzione sanitaria Calasso ed il responsabile manager Asl Pansini, che ha condiviso le linee di Fiore.

A rappresentare Turi l’assessore alla sanità Paolo Tundo, che è intervenuto su due questioni importanti relative al nostro comune: il taglio della spesa pubblica con conseguente chiusura dei consultori con popolazione al di sotto dei 20.000 abitanti ed il problema delle lunghe ed estenuanti liste d’attesa.

Entro i mesi di settembre ed ottobre, infatti, saranno chiusi il 50% dei consultori pugliesi  per compensare il deficit di 400 milioni di euro circa.

Senza l’applicazione della legge e, quindi, dei tagli, non ci sono gli dispendi per le Asl di tutta la regione. Nel nostro distretto sanitario i consultori funzionanti resteranno Gioia e Casamassima.

Dopo due ore di dibattito tra i vari sindaci e assessori comunali, è intervenuto Tundo, esprimendo il proprio dissenso verso questo enorme sacrificio: “Non condivido la chiusura dei consultori di Turi e Sammichele. La nostra cittadina ha un consultorio efficiente. Dovremmo vedere questo aspetto e chiudere semplicemente quelle strutture che in realtà non sono efficienti. Turi non ha neanche un ospedale. Così ci emarginate dal punto di vista della sanità e della salvaguardia della salute”. Continua aggiungendo – “Propongo, dunque, senza polemiche, che questo punto venga discusso. Noi facciamo parte, nell’ambito dei piani di zona, di un distretto sanitario che comprende  Casamassima, Turi, Sammichele e Gioia, e che dovrebbe decidere del taglio”.

“Vorrei, inoltre, stimolare il vostro cuore, la vostra sensibilità, la vostra anima verso le difficoltà del paziente che soffre a causa del problema delle estenuanti liste d’attesa che non rispettano la persona. Ci sono casi d’urgenza per chemio, radioterapie, elettrocardiogrammi. Due o tre giorni diventano un’interminabile attesa di due o tre mesi. Attualmente le prenotazioni sono addirittura chiuse perché si sono ingolfate. Quest’attesa è gravissima. Bisogna aspettare otto mesi per una mammografia…”- conclude P.Tundo.

Per quanto riguarda il problema relativo al consultorio, Tundo ha chiesto una mediazione della situazione. La sua proposta è stata approvata dall’organo della conferenza dei sindaci e verrà attuata in tutti i distretti sanitari. Ciò permetterà di creare una soluzione che rispecchi la legge, ma con maggiore intesa tra i comuni.

La questione verrà discussa anche nel prossimo consiglio comunale cercando un accordo sinergico tra minoranza e maggioranza, per dare un peso più forte ad una questione così fondamentale per tutti i cittadini.

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