POCHI SCONTRINI E MOLTI LAVORATORI A NERO

Si invoca da più parti la trasparenza, la correttezza, la legalità degli scambi commerciali tra consumatore e imprenditore o professionista. Il problema è che spesso ci sembrano solamente proclami carichi di retorica e null’altro. Da alcune segnalazioni, allora, abbiamo fatto un esperimento. Due mesi fa, il 29 novembre 2009, ci siamo recati, di persona o per mezzo di complici, in dieci negozi e in 5 studi professionali turesi per verificare la correttezza nelle compravendite di beni e/o servizi a Turi. A quella data i risultati venuti fuori erano pessimi e li abbiamo confrontati con i dati attuali. Vediamo il perché.
Sono stati fatti acquisti di vario genere: dal pane, alla bacchetta di memoria RAM da 2 gigabyte, alla fettina di carne. Riportiamo in basso una tabella esplicativa con i due periodi considerati:

Dalla lettura della tabella si denota una tendenza ad evitare, per ciò che concerne gli imprenditori, l’emissione dello scontrino. Per i professionisti, invece, sembra esser prassi lavorare in nero. Da premiare comunque la correttezza, professionalità e costanza di aziende le quali regolarmente, ed in ossequio alla trasparenza, correttezza, qualità e liceità degli scambi, offrono tutte le informazioni possibili al cliente, pubblicano i listini prezzi completi, rilasciano regolarmente lo scontrino fiscale e soprattutto contribuiscono al fisco, non evadendo i tributi, generando soprattutto fiducia e ottimismo nel cliente.
La crisi si è fatta sentire anche sui prezzi: variazioni medie in aumento del 23% sui prezzi. Ma sarà davvero la crisi, o c’è dell’altro? Prossimamente, gli aggiornamenti!