QUANDO SUONA LA CAMPANELLA: “IL CAOS”
Cercare la parola “scuola” sull’enciclopedia interattiva “Wikipedia.it” permette di imbattersi nella seguente definizione: “istituzione che persegue finalità educative, formative e selettive attraverso un programma di studi o di attività metodicamente ordinate“.
All’uscita di scuola tutti noi, in qualità di alunni, genitori, fratelli o sorelle maggiori, nonni o insegnanti, prima o poi ci siamo stati. E non solo una volta. Quasi in tutte le stagioni. E in quei frangenti molto spesso le finalità educative, formative e selettive sono andate a farsi benedire.
Dopo aver raccolto diversi pareri discordanti tra loro, comunque negativi, sulla questione, abbiamo deciso di parlarvene e di porre il problema all’attenzione del popolo dei lettori di Turiweb così da discuterne insieme e, perché no, proporre delle soluzioni alternative a quelle attualmente in vigore.
Ogni giorno intorno alle 13.15 suona la sirena della scuola. E già su questo qualcuno ha avuto da ridire non poco: “ma non si chiamava campanella? – hanno commentato alcuni genitori – La nostra sembra la sirena del coprifuoco che ascoltavano i nostri genitori ai tempi di guerra. Potremmo anche modernizzarci!!!”
Ma tralasciando questo dettaglio, il vero problema è rappresentato dal caos che si crea per andare a prendere i bambini dai cancelli della scuola. Ormai si sa: viviamo in una società molto ansiosa, ma soprattutto comoda. Pertanto, i genitori, o chi ne fa le veci, vorrebbero come “parcheggiare con l’auto affianco la porta dell’aula del proprio figlio“. In realtà questo, fortunatamente, non avviene, ma la calca che si forma a pochi centimetri dalle uscite è veramente imbarazzante. Scovare i bambini alti quanti un soldo di cacio, soprattutto quelli delle prime classi, diventa un’impresa. Senza pensare alle giornate di pioggia o neve in cui il tutto si sposta qualche metro più all’interno della struttura scolastica: all’uscio dei singoli padiglioni con miriadi di ombrelli aperti. In soldoni, un macello!
Quali potrebbero essere le soluzioni per ovviare al problema? Non abbiamo voluto avanzarle da noi: le abbiamo chieste e raccolte dai genitori dei bambini stessi.
Innanzitutto ci hanno fatto notare che proprio in corrispondenza di due delle tre uscite della scuola elementare – quelle costituite da una apertura meno ampia rispetto a quella di via Guglielmo Cisternino – si ritrovano, puntualmente, all’orario dell’uscita di scuola, delle auto parcheggiate. Questo non agevola lo scioglimento della marea di gente che vi si accalca. Ed in effetti, una volta sul posto per monitorare la situazione, abbiamo potuto proprio fotografare quanto descrittoci.

Soluzione con meteo clemente.
Facciamo notare che l’atrio della scuola è verniciato in modo tale che ogni scolaresca sa dove attendere l’arrivo del proprio insegnante della prima ora. I bambini vengono lasciati in quelle aree dai genitori. Non sembra sbagliata l’idea di riproporre questa situazione all’uscita e far arrivare “mammine e paparini” nel luogo dove hanno accompagnato qualche ora prima i propri figli. C’è un “però”: alcune linee di divisione sono molto vicine ai cancelli, e tra di loro sono contigue; quindi il problema si riproporrebbe identico al di là dell’inferriata. Perciò l’ideale sarebbe ridisegnare tali spazi con una certa distanza tra loro nella parte centrale dell’atrio, lontano pressi delle cancellate in modo tale che allo scoccare della “campanella” l’insegnante di turno riporti nell’area apposita la propria scolaresca ove i genitori potranno farsi trovare pronti per riportare i propri figli a casa.
Soluzione con intemperie
Sarebbe impossibile pensare che un genitore lasci un bambino di 6/7/8 anni uscire da scuola da solo e farsi raggiungere fino all’automobile? Sarebbe ancora più impensabile farlo tornare a casa da solo (eppure qualcuno che si fa le ossa lo abbiamo scovato)? Evidentemente si. Allora veniamoci incontro. Se questo non può avvenire qualcuno ha ipotizzato di predisporre ai piani terra di ogni padiglione, sulla falsa riga di quello che avviene nell’atrio, delle apposite aree dove ogni bambino possa essere prelevato dal proprio genitore (verosimilmente in corrispondenza della rispettive aule). In questo modo nessuno rischierebbe di perdersi e di far sentire mortificato il proprio genitore quando gli viene comunicato che “il bambino l’attende in presidenza”.
Diteci la vostra in maniera educata!!!