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IL VESCOVO PADOVANO IN DIALOGO CON IL CONSIGLIO COMUNALE

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La recente visita pastorale di mons. Domenico Padovano alla comunità ecclesiale ed alla città di Turi
non è stata certo una visita di rito.

 

 Il Consiglio comunale, in seduta straordinaria, ha accolto il
prelato con tutti gli onori che si riservano ad un pastore di santa madre
Chiesa.

 

Il
Sindaco,
nella sua veste di rappresentante della comunità civile, ha
riservato una calorosa accoglienza al capo della diocesi. Ha testimoniato non
solo l’ospitalità, ma anche il tradizionale legame del popolo turese con i
valori della tradizione cristiana. Ha altresì ricordato la particolare
attenzione dell’Amministrazione nei confronti di tutti i simboli religiosi, a
cominciare dagli edifici riservati al culto, le Chiese. Sono stati menzionati
alcuni interventi in programma per il restauro e ristrutturazione di alcune
Chiese della cittadina. Ha annunciato che sono maturi i tempi per la
edificazione di una nuova Chiesa. Non sappiamo ancora in quale zona del paese.

 

Dalle
parole
dei consiglieri Leogrande e Resta è emersa l’esistenza di un
disagio in cui versa la comunità turese. Una serie di problematiche che
allignano sotto traccia. Insomma, un paese non tutto rose, fiori e ciliegie
ferrovia. Il Vescovo Padovano, nel corso del suo intervento, ha mostrato non
solo di avere compreso la
situazione. E
’ andato oltre.

 

Le sue
parole
sono state “scandalon”, “pietra d’inciampo” per laici e credenti.
E a noi è piaciuto così. Non ci aspettiamo un pastore della Chiesa che ci dica:
tutto va bene, madama la
marchesa. In
modo pacato nei toni, rispettoso del ruolo di
ciascuna figura istituzionale o sociale, ha stimolato i cervelli e pungolato le
coscienze.

 

Ha
richiamato
il pensiero di Antonio Rosmini, filosofo cristiano di ispirazione
liberale moderata, per ricordare che la politica serve per rendere gli uomini
felici. Insomma, il primato della persona umana nei rapporti tra paese legale e
paese reale. Un rapporto difficile, specie oggi, a parere del Vescovo. Ha
esortato la classe politica a non vivere il potere come fine ultimo e come mezzo
per raggiungerlo.

 

Ha
esortato i cittadini
a non disinteressarsi delle vicende politiche, perché è la
politica che inevitabilmente si interesserà delle sorti del cittadino.

 

Un
severo monito
è stato lanciato alle famiglie affinché riscoprano il valore ed
il senso di una educazione sana, ispirata a valori autentici. Dunque, no
all’effimero. No alla nuova moda delle cosiddette “notti bianche” che induce a
coltivare il senso della trasgressione nelle giovani generazioni. Insomma,
parole forti nella sostanza. Amareggia la scarsa presenza dei cittadini in
Aula. Qualche sbadiglio anche fra qualche consigliere, specie quando si parlava
di poteri forti esterni alla politica. Del resto, le parole forti sono quelle
sconvenienti.

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