I DUBBI DI TINA RESTA
Tina Resta e le sue riflessioni. I suoi tentennamenti. Le sue paure. I suoi dubbi. Nessuno pensava che tutto ciò le potesse appartenere.
Il segnale che lei dà è di quelli “forti”, importanti che lasciano il segno come un segnalibro a dividere un periodo da un altro, con una voglia di restare per combattere per credere che una goccia sia sempre importante, che tante gocce fanno un mare di gocce, che tante gocce fanno il mare. Ed accorgersi che a volte non ce la fai, non ce la puoi fare, che hai bisogno di essere aiutata a scegliere quale sia la soluzione migliore e scoprire che si è sempre soli nelle decisioni che contano.
E non si presenta alle commissioni. E’ sempre stata presente che anche quando è assente le mettono la presenza, è sempre presente perché non si ferma davanti alle difficoltà, perché non si ferma. Ma poi gli amici dell’opposizione, gli amici veri scoprono che lei risulta assente anche ai consigli comunali.
E così si accorgono che anche Tina Resta può essere assente, può aver deciso di essere assente. E così le illazioni, le più disparate: Assente per poter approdare alla corte di Boccardi-Gigantelli. Assente per creare una federazione di centro.
Per entrare nel Partito democratico oppure lasciare per tornare a casa, ammettere di essere impotenti, ammettere che una goccia non farà mai un mare e così ahimè, ahinoi, ammettere che ci si possa arrendere o, meglio, fermarsi per riflettere.
O ancora meglio, decidere di non decidere e restare in trincea, per continuare a combattere per poter sperare, come prima, più di prima. Meglio di prima.