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QUALCUNO GIURA CHE SUGLI ALBERI CI SIANO IL DOPPIO DELLE CILIEGIE PREVISTE

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E così è cominciata la stagione. Primi giorni con prezzi da
urlo: 18€ al kg per qualità di basso rilievo commerciale. In poche ore siamo
tornati a livelli rientranti nella media. 
Ma è possibile che ci si lamenta dell’aumento delle temperature
dell’intero pianeta e, proprio a Turi, due o tre giorni di frescura bastino per
compromettere un’annata cerasicola? Forse sta diventando una strategia quella
di dire sempre “ci rifaremo il prossimo anno”. Interpellare gli agricoltori è
diventato davvero impossibile. Nessuno ti dice realmente come vanno le cose nel
proprio “vignale” (termine paesano con cui si indica un appezzamento di circa
3600 metri quadrati). Per avere una stima di quello che realisticamente sta
avvenendo nei campi turesi bisogna affidarsi alle confidenze dei parenti, gli
unici, guarda caso, a dichiarare che quest’anno le ciliegie sono il doppio
dell’anno scorso! Addirittura si è sparsa la voce che le Ferrovie, l’”oro
rosso” turese, quest’anno si siano dimezzate. Una grossa quantità sarebbe
andata persa nei i primi sei giorni di aprile in cui, brina e freddo, avrebbero
impossibilitato l’impollinazione dei frutti. Un bel pesce d’aprile, insomma. Il
50% dei frutti, quindi, sarebbe andato perduto. Quantità persa ma a favore
della qualità. Le poche Ferrovie resistite al clima sfavorevole saranno più
grosse, più succose e saporite del solito. Un nostro vecchio amico di infanzia
aveva un nonno che diceva sempre: “in annate come queste, tante o poche, le
ciliegie portano sempre gli stessi soldi”. In effetti, più ciliegie ci sono,
meno vengono “prezzate”. Meno ce ne sono, più costano ai compratori. Il
risultato, a parte annate drastiche, è che per gli agricoltori la questione
critica si risolve con le più vecchie leggi di mercato.  C’è comunque qualche romantico
dell’agricoltura che spera in una ripresa negli ultimi giorni prima delle
fioriture di quei frutti rimasti traumatizzati dalla brina. Rimane anche il
dubbio nel credere a queste voci riflettendo su tutti i giochetti strategici
fatti dagli agricoltori. C’è chi ha puntato sull’anticipo. Chi no. Chi ha i
propri campi in zona calda. Chi in quella fredda. Le maturazioni perciò possono
aver avuto differenti decorsi, e sembra statisticamente impossibile che tutte
le ferrovie siano state “intercettate” dal cattivo tempo nell’arco di una sola
settimana.  Accantonata la questione
Ferrovie, da rivedere tra almeno un mese quando si cominceranno a raccogliere,
restano da analizzare tutte le altre qualità. La “Stella”, la “Giorgia”, le
“Forlì” e le “Bigarò” stanno piuttosto bene perché hanno “scansato” quella
maledetta settimana grazie alla loro maturazione precoce. Le ultime citate,
maturate qualche giorno prima, sono quasi pronte per essere vendute. I
compratori hanno alzato le saracinesche pronti a far confluire nei magazzini
miriadi di cassette al giorno da destinare al grande mercato. Intanto la
cooperativa comincia a mettersi in moto. Al secondo mandato della gestione
Colaprico, il presidente dell’Ortofrutticola ci dice che la Cooperativa ha
aumentato di molto la propria popolarità (grazie anche alla Fiera Campionaria),
e le richieste di iscrizione alla stessa non mancano. Come diceva lo stesso
Colaprico nell’ultima riunione dei soci, la gente vede il nuovo “regime”
onesto: “il primo che dopo molti anni ha chiuso l’annata in attivo”.

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