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É TORNATO ALLA CASA DEL PADRE MONS. DON VITO INGELLIS

don vito

Oggi, 27 Ottobre 2011, all’età di 89 anni è venuto a mancare Mons. Don Vito Ingellis, una delle personalità che hanno segnato la storia di Turi.

Nato a Turi, il 07 luglio 1922, fu ordinato sacerdote il 28 luglio 1946, all’indomani della conclusione del secondo conflitto mondiale, che, assieme ai suoi compagni di seminario, visse drammaticamente nel pontificio seminario di Molfetta.

Il 07 Dicembre 1954, dopo la riapertura al culto della chiesa di Santa Chiara ne divenne primo parroco, carica che ricoprì fine al 02 luglio 1965, cioè fino alla sua nomina di arciprete parroco di Santa Maria Assunta in Turi.

Durante il suo lungo incarico pastorale nella chiesa Madre, egli fine conoscitore delle vicende storiche di Turi, ne narrò in semplicità il passato glorioso. Storico, poeta, innamorato di Turi, volle donare alle generazioni che si sarebbero qui succedute quel grande scrigno di notizie, racconti, narrazioni e poesie che è Turi Chiesa Madre, un periodico da egli personalmente curato per oltre vent’anni.

Insignito di vari premi letterari, patrocinati dal comune di Roma, rese famosa la nostra cittadina con il racconto “Filippo Spara” che gli valse il primo premio di narrativa.

Fu inoltre insignito del titolo di cavaliere al merito della Repubblica dal Presidente Giovanni Leone.

Il papa Giovanni Paolo II, lo insignì della dignità di cappellano di Sua Santità, col titolo di Monsignore.

Il suo ardore pastorale continuò incessante anche quando, il 12 ottobre 2001, dovette lasciare l’arcipretura per raggiunti limiti di età. Alche, il vescovo Mons. Padovano, gli affidò la cura della rettoria di Santa Chiara nominandolo Direttore Spirituale della Confraternita del Purgatorio. Egli è stato Padre, Pastore, Amico, Confidente e Guida di intere generazioni che ha formato ai valori più sacri.

Il suo ricordo resterà per sempre custodito nel cuore di tutti noi, delle persone che lo hanno conosciuto e di quelle che lo hanno amato.

 

 

Solo pochi giorni fa, nel giorno del 25esimo anniversario di sacerdozio, don Giovanni lo ringraziava così.

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