TURI IN BALIA DEI DEBITI E DELLE POLEMICHE
The player will show in this paragraph
Assai preoccupante. Questo il primo commento sulla situazione politico-amministrativa del comune di Turi che emerge, spontaneo, dopo aver udito le parole pronunciate da Vito Lenato, esponente locale della DC Movimento per le Autonomie.
La consultazione elettorale che ha dato la vittoria all’attuale compagine di centro-destra, guidata dal Sindaco Gigantelli, si è tenuta un anno e mezzo fa. Sono lontane le amministrative del 2012. Eppure, ad osservatori esterni, Turi sembra stia vivendo un periodo particolarmente febbricitante. Prima il comizio dell’ex Sindaco, De Grisantis . Poi, la replica ad hoc del Sindaco in carica, Gigantelli. Questa sera, Lenato. E, ne siamo certi, non finisce qui. In tutta sincerità, il comizio della “nuova” DC di Lenato non lo abbiamo compreso. Eppure è stato di una chiarezza espositiva unica. Ciò che resta oscuro sono le motivazioni di questo attacco politico all’Amministrazione. E’ parso di capire che il movimento di Lenato abbia concorso con i propri voti alla elezione dell’attuale Sindaco. Dunque, conosceva bene, anzi benissimo, le qualità politiche e umane dell’attuale primo cittadino. D’improvviso, ne scopre le qualità pessime. La perplessità ci assale. Non saremo certo noi i difensori d’ufficio dell’attuale Amministrzione.
COSA VUOLE IN REALTA’ LA DC PER LE AUTONOMIE?
Tuttavia, un comizio nel quale concentrare una serie di accuse in sequenza, senza mai fornire una prospettiva differente ci lascia dubbiosi. Ossia, in sostanza: cosa propone la DC per le Autonomie per il comune di Turi? Quale amara medicina per scalare la montagna di debiti da cui rischia di essere sommersa questa comunità? Non basta un “j’accuse”, se pur potente. Occorre essere propositivi in politica. Propositivi ed alternativi. Sotto una caterva di accuse, se ne cela una piccola piccola. Vi è stata, così ha detto Lenato, una contrarietà dell’Assessore Petrera, della DC, ad una delibera di Giunta in merito all’assunzione di due ingegneri. Chiediamo: è stato questo il “primum movens”, la causa scatenante della crisi? Paiono, ad essere sinceri, questioni di poco conto rispetto ai 9 milioni di euro di debito. Non andavano bene i due ingegneri alla DC? Ne andavano bene altri? Ma forse, siamo disattenti. Lenato ha parlato di spese inutili. Il Sindaco, dal canto suo, non deve passarsela certo bene. Già, perché De Grisantis gli ha lasciato in eredità una patata davvero incandescente. L’Amministrazione precedente ha intravisto la possibilità di dar vita alla cosiddetta “finanza creativa”. Termine inventato dal Ministro Tremonti. In Italia, siamo passati dal motto “arricchitevi” di dalemiana memoria, che produsse l’epoca dei “capitani coraggiosi” stile UNIPOL-COOP, al motto “arrangiatevi” di Giulio Tremonti, tanto caro a Bossi.
GLI SWAP
Gli swap. Un termine che fa accapponare la pelle, ormai, a tanti amministratori. Cosa sono gli swap? Sono dei contratti che il Comune stipula con una banca. Tutto qui. Un Comune accumula dei debiti nel corso degli anni, ad esempio con la Cassa Depositi e Prestiti. D’improvviso, gli si offre la possibilità magica. Rinegoziare i mutui. A proporlo, è la banca. Il Comune vorrebbe tanto indebitarsi pagando un interesse a tasso fisso. Se il tasso non varia, l’ente locale predispone un bilancio di previsione annuale, sapendo già in anticipo con precisione a quanto ammonteranno le spese dovute ad interessi. Questo significa che può programmare tutto con tranquillità. E’ un sogno che si realizza. Se, infatti, il tasso d’interesse varia e tende al rialzo, magari d’improvviso, quel Comune si trova a pagare spese che conducono a debiti fuori del bilancio di previsione. Senza entrare nel dettaglio, la banca offre la possibilità di pagare l’interesse su quel mutuo a tasso fisso. Ma…c’è un ma. Il “ma” in questione si chiama rischio della controparte. Può accadere che la banca improvvisamente in maniera legittima venga meno alla promessa del tasso fisso e versi al Comune, per il suo mutuo, un tasso inferiore rispetto a quello di mercato. Il differenziale lo paga il Comune. Spese impreviste. Può accadere il contrario. Altrettanto d’improvviso, la banca chiede al Comune un tasso maggiore per quel debito. Può accadere. Tutto ciò è accaduto al Comune di Milano, Turi, Sammichele di Bari, Fasano, Locorotondo e tanti altri. Ed è qui che nascono i problemi. Il bilancio municipale non è più in linea.
STRANI COMIZI E STRANI RIFIUTI
Ora, Turi deve far fronte a 9 milioni di euro di debiti. Di questi, ben sette sono dovuti a contratti di swap. Se sono stati contratti swap, vuol dire che già erano presenti dei debiti. Come è giunto il Comune di Turi a correre il rischio di restare sepolto sotto questa montagna di debiti? Chi ha il dovere di rendere spiegazioni alla collettività? Il dott. De Grisantis ha tenuto un comizio nel quale ha fornito le sue legittime spiegazioni. A quel comizio, ha replicato il Sindaco. Al termine di quest’ultimo comizio, abbiamo chiesto un dibattito a due Gigantelli-De Grisantis . Prontamente, lo staff del Sindaco ha detto no. Motivazione? Gli interlocutori dell’Amministrazione siedono sui banchi della minoranza consiliare. E il dott. De Grisantis non è consigliere comunale. Giusto. Peccato che a legittimare De Grisantis nel ruolo di interlocutore sia stato necessario addirittura tenere un comizio di replica. Non possiamo pensare che un Sindaco abbia remore ad un pubblico confronto con un ex Sindaco. Del resto, sarebbe interessante sapere perché lo stesso De Grisantis avverte proprio ora l’esigenza di tenere comizi. Oggi, il Comune di Turi vende i suoi immobili per far fronte ai debiti. Questi sono debiti fuori bilancio. E se, come dice Lenato, servisse molto tempo per la vendita degli immobili come si farà per quei debiti? Taranto docet? E se a qualcuno saltasse in mente di intentare un ricorso alla Corte dei conti? E se la magistratura contabile decretasse come non riconoscibili quei debiti contratti con gli swap? A pagare sarebbero gli amministratori? Speriamo che tutto si risolva per il meglio.